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Sono figlia dell’Olocausto

Bernice Eisenstein
Guanda, Parma, 2007

Figlia di emigrati in Canada, Bernice vive portando con sé l’ombra di Auschwitz, dove i suoi genitori si sono conosciuti e innamorati. In questo memory fatto di parole e disegni, che sa far magicamente convivere tratti commoventi col tipico humor ebraico, l’autrice ci racconta l’adolescenza vissuta in una allegra famiglia yiddish, ma anche il dramma dell’Olocausto che riaffiora attraverso il dialogo coi genitori e il bisogno di conoscere e di preservare la memoria dall’oblio.

Fumetti

per raccontare la realtà con la forza della fantasia

Nel mondo della graphic novel, fucina immaginifica del fantastico, la tendenza autobiografica, memorialistica, storica e di reportage del reale trasfigurato è sempre stata presente e spesso connaturata al lavoro dei grandi maestri dell'arte sequenziale.
Il fumetto, nel suo essere comunque stilizzato, antirealistico e interpretativo per natura e tradizione, determina infatti una forma di comunicazione efficacemente distaccata dalla materia trattata, permettendo così la narrazione incisiva di temi crudi e difficile come le storie dei genocidi che hanno caratterizzato il ventesimo secolo.
Anche le figure dei "Giusti" sono sempre più spesso assunte dalla graphic novel come forma artistica di espressione del reale, in cui si può specchiare la Storia per far emergere un messaggio etico rivolto ai giovani, di insegnamento e di speranza per il loro futuro.

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