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Giusti

The Shukran, "il mondo è nelle nostre mani"

Nasce The Shukran, un nuovo social network pensato “per dire grazie”. Fotografie, campagne e una manina, che ricorda la mano di Fatima, al posto del like. Ne abbiamo parlato con Illies Amar, uno dei giovani ideatori del progetto.


Ho Feng Shan, lo Schindler cinese

La CNN racconta la storia di un diplomatico in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale che, da console della Cina nazionalista, rischiò in prima persona per concedere visti ad almeno 4.000 ebrei in fuga dall'Anschluss.


Addio a Fratel Arturo Paoli, Giusto tra le nazioni

Sacerdote, missionario in America Latina, riconosciuto come 'Giusto tra le nazioni' per aver contribuito a salvare gli ebrei durante la persecuzione nazi-fascista, Fratel Arturo Paoli si è spento a 102 anni dopo una vita dedicata ad aiutare i diseredati e gli indifesi.


​“Gli ebrei onorino i Giusti”

La Polonia ha una storia drammatica ed è purtroppo ancora relativamente poco conosciuta. Vi avvengono fatti significativi, come nuove elezioni, una polemica a Varsavia sul Monumento per i Giusti e un goffo tentativo di alienare parti dell'ex lager di Belzec. Abbiamo provato a decifrare questi fatti con Annalia Guglielmi e il reporter e attivista ebreo polacco Konstanty Gebert


La nascita di Charta '77

Dopo la Primavera di Praga, il processo di “normalizzazione”, cioè di ritorno al tipico modello sovietico, si svolse in tempi molto rapidi. Nel 1977 venne resa pubblica la Dichiarazione di Charta ’77, una comunità libera informale e aperta di uomini di diverse convinzioni, religioni e professioni, legati dalla volontà di operare individualmente e insieme per il rispetto dei diritti civili e umani.


​Fuga per la salvezza nella Croazia occupata

Zeev Milo ha 93 anni. Figlio di mugnai croati, ebreo scampato alla Shoah grazie alla fuga nella zona italiana della Jugoslavia, da 65 anni vive a Tel Aviv, dove per gratitudine verso chi lo ha salvato, ha pubblicato vari libri sulla sua storia. Giovedì 18 giugno l'abbiamo incontrato nella sede di Gariwo.


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Giusti riconosciuti

"Giusti tra le Nazioni" e "Giusti per gli Armeni"

da Yad Vashem a Yerevan

Figure esemplari

Figure di resistenza morale

in tutto il mondo

Storie segnalate

Testimonianze su storie sconosciute

di impegno civile

 

Multimedia

Il concerto per i Giusti a Varsavia

per sostenere la Giornata europea dei Giusti

La storia

Silvio Rivoir

l'impiegato dell'anagrafe di Torre Pellice che fabbricò documenti falsi per salvare ebrei e partigiani