Gariwo: la foresta dei Giusti

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Dissenso est Europa

Vaclav Havel, quel grande giovane che manca all’Europa

Il 5 ottobre Vaclav Havel avrebbe compiuto ottanta anni. A lui dobbiamo la battaglia contro la rassegnazione a Praga dopo l’invasione sovietica nel 1968, la nascita del movimento di Charta ‘77, la fine del comunismo in Cecoslovacchia, il divorzio indolore tra cechi e slovacchi dopo l’89, quando nello stesso tempo scoppiava la sanguinosa guerra delle nazioni nell’ex Jugoslavia, la riunificazione dell’Europa divisa dalla politica imperiale di Mosca.


A Praga 40 anni fa il processo ai The Plastic People of the Universe

Il processo diede il via alla prima opposizione organizzata contro il regime. Václav Havel si adoperò affinché la notizia fosse diffusa nel mondo, intuendo che poteva diventare la miccia per innescare la disgregazione del vecchio ordine politico e sociale. Di Andreas Pieralli

 


Il coraggio di Věra Čáslavská

Quattro volte atleta dell’anno in Cecoslovacchia e, nel 1968, migliore atleta del mondo. Ma non fu solo con i suoi prodigi ginnici che questa donna formidabile stupì tutto il mondo. Di Andreas Pieralli


​Milada Horáková: il coraggio della libertà

Dopo la reintroduzione in Turchia della pena capitale, vale la pena sottolineare quante vittime di questo strumento macchino la storia d’Europa. Poco tempo fa, ad esempio, la Repubblica Ceca ha ricordato il 66° anniversario dell’esecuzione di Milada Horáková, l’avvocatessa deputata socialista uccisa il 27 giugno 1950. Di Andreas Pieralli


La storia di Evžen Plocek

L'invasione della Cecoslovacchia ad opera degli eserciti del Patto di Varsavia portò ad un'ondata di suicidi come forma estrema di protesta commessi tra gennaio e aprile 1969. Jan Palach e Jan Zajíc divennero eroi nazionali; ricordiamo anche la vicenda di altri martiri per la libertà, come Evžen Plocek.


Lech Walesa: spia o grande uomo?

Recentemente Walesa ha duramente criticato la linea politica del governo guidato dal partito “Diritto e Giustizia” (PiS), soprattutto per la sua politica nei confronti dei migranti, ed ecco che rispunta la vecchia, vecchissima, storia di Walesa collaboratore dei servizi segreti polacchi. L'analisi di Annalia Guglielmi.


Dissenso nell'Europa dell'Est

la verità contro la menzogna del totalitarismo

Il cosiddetto dissenso nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una polis parallela basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale.  Gli esponenti di Charta ’77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc  in Polonia, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki
Da queste posizioni è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

Approfondimento

Il "potere dei senza potere"

non solo "dissenso", la "polis parallela" nell'Europa dell'Est

Multimedia

Jan Palach, studente cecoslovacco

da "Mizar" (rubrica del TG2)

La storia

Jan Chryzostom Korec

vescovo della Chiesa clandestina