Gariwo: la foresta dei Giusti

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Testimoni di verità

Addio a Elie Wiesel

Sabato 2 luglio, nella sua casa di Manhattan, si è spento lo scrittore e filosofo Elie Wiesel, uno dei testimoni più importanti della Shoah, aveva 87 anni. Una vita dedicata a raccontare le atrocità dell'Olocausto che egli stesso subì, in quanto deportato ad Auschwitz nel maggio del 1944.


Il Premio Aurora a Marguerite Barankitse

fondatrice di "Maison Shalom", orfanatrofio in Burundi per bambini rimasti soli durante la guerra civile, e dell'Ospedale REMA. Il riconoscimento, conferito a chi lotta per l'umanità in condizioni straordinarie, è stato consegnato da George Clooney, co-presidente del comitato di selezione dei concorrenti, nella cerimonia a Yerevan il 24 aprile.


Il genocidio in Cambogia, 41 anni dopo

Claire Ly è una straordinaria testimone del genocidio compiuto dai khmer rossi, nel quale ha perso il padre, il marito e i fratelli. È autrice di libri come Tornata dall'inferno e La mangrovia sulle possibilità di riconciliazione ed è onorata come Giusta nel Giardino di Milano. 


Scelti i finalisti del nuovo premio in memoria del Metz Yeghern

Il premio si intitola "Aurora" in onore di Aurora Mardiganian, che ha raccontato la sua storia di sopravvissuta al genocidio armeno in un libro e un film, e la sua istituzione era stata annunciata l'anno scorso durante le celebrazioni del centenario dei massacri del 1915, che costarono la vita a 1,5 milione di armeni.


Gli appelli al mondo di Armin T. Wegner

A pochi giorni dalla pubblicazione del nuovo libro di Gabriele Nissim La lettera a Hitler sul Giusto tedesco, che osa scandagliare Wegner anche nei suoi affetti e nei suoi intimi tormenti, esce in Germania Rufe in die Welt, la raccolta dei manifesti e delle lettere aperte di questo protagonista del Novecento. 


Armin T. Wegner, una 'buona luce' per l'Armenia

Relazione di Michele Wegner, figlio del Giusto fra le nazioni Armin T. Wegner, per il convegno La Storia & le Storie: narrazioni e testimonianze del genocidio armeno tenutosi il 26 marzo per commemorare il centenario del Metz Yeghern. Il 21 aprile uscirà La lettera a Hitler, il libro di Gabriele Nissim dedicato al Giusto per gli armeni e per gli ebrei. 

 


Testimoni di verità

per fermare i carnefici e difendere il futuro

Il ruolo del testimone nel corso di un genocidio è molto importante perchè permette di denunciare  il crimine in corso e di chiedere al mondo di arrestarlo.Lo fece già Armin Wegner all'inizio del secolo scorso, durante il genocidio degli armeni in Anatolia. Rimase inascoltato, come rimase inascoltato Jan Karski, messaggero della resistenza polacca a Londra e a Washington, che non riuscì a perdonarsi per il resto della vita di non aver potuto convincere "i potenti" della necessità di intervenire per fermare la Shoah.

Entrambi, tuttavia, non si limitarono a chiedere l'intervento internazionale, ma sentirono il dovere di documentare la persecuzione. Divenne testimoni oltre il presente, per il futuro.Wegner scattò, con grave pericolo personale, centinaia di fotografie, unico documento esaustivo giunto fino a noi che permette di smentire ogni tentativo di negare il genocidio armeno e rende giustizia alle vittime. Karski volle verificare di persona, a rischio della vita, cosa succedeva nel Ghetto di Varsavia e nei lager nazisti in cui venivano deportati gli ebrei, per poterne testimoniare in modo irrefutabile, contro il disegno di occultare le prove dello sterminio.

Gli scrittori, i poeti, gli intellettuali che osarono denunciare in Unione Sovietica il regime dispotico che toglieva la libertà e la dignità furono rinchiusi nei gulag, dove molti di loro morirono di fame e di stenti.

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