Gariwo: la foresta dei Giusti

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Genocidio ebrei

La fragilità del bene

L’incontro La fragilità del bene al Teatro Franco Parenti di Milano, in occasione dell'uscita del nuovo libro del presidente di Gariwo, La lettera a Hitler. Con Gabriele Nissim, Antonio Ferrari, Don Gino Rigoldi, Francesco M. Cataluccio, Pietro Kuciukian, Andrée Ruth Shammah, Mischa Wegner e Livia Pomodoro.


La fragilità del bene. Dialogo su Armin Wegner

Lunedì 18 maggio alle ore 18.30, presso il Teatro Franco Parenti di Milano, incontro La fragilità del bene. Dialogo su Armin T. Wegner, in occasione dell'uscita del nuovo libro di Gabriele Nissim La lettera a Hitler. Storia di Armin T. Wegner, combattente solitario contro i genocidi del Novecento, dedicato allo scrittore tedesco testimone degli eventi cruciali del 20esimo secolo.


Tweet "in diretta" da Mauthausen

“Gli americani stanno obbligando i vicini di Mauthausen a dirigersi verso il campo. Vogliono che vedano l’orrore di cui sono stati complici”. Nei giorni della liberazione di Mauthausen, la pagina Twitter del deportato 4443 - Antonio Hernandez - ricorda attimo per attimo quanto avvenuto nel campo.


Un Giusto, non un falsario

Il giornalista americano Dalbert Hallstein ha dedicato la sua ultima fatica alla figura di Angelo Rotta, nunzio apostolico della Santa Sede a Budapest durante la seconda guerra mondiale, che salvò migliaia di ebrei dallo sterminio.


Aldo Carpi, pittore deportato a Mauthausen

Inaugurata a Milano la mostra dedicata al pittore, docente e poi direttore dell'Accademia di Brera, che nei suoi scritti e dipinti ha testimoniato l'orrore della deportazione. Antonio Ferrari e Alessia Rastelli hanno ripercorso la sua vita in un reportage sul Corriere della Sera. 


La memoria inutile

Editoriale di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

Ho immaginato in questa settimana lo stupore che Armin Wegner, di cui racconto la storia nella Lettera a Hitler, avrebbe potuto provare a Roma di fronte alle parole di Papa Francesco sul


Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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Il libro

Vita e destino

Vasilij Grossman

La storia

Amelia Ceruti

nascose nel suo laboratorio decine di ebrei