Gariwo: la foresta dei Giusti

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Genocidio ebrei

Martin Uher, il "Giusto" della nazionale cecoslovacca

Dopo un'estate di Olimpiadi raccontiamo la storia di Martin Uher, il calciatore della nazionale cecoslovacca, ritiratosi e datosi a una fiorente attività commerciale, che aiutò intere famiglie a scampare alla Shoah. 


​La fabbrica di Schindler

Quello di trasformare ciò che resta della fabbrica di Schindler in un Memoriale dell’Olocausto era un vecchio progetto. Sin dal 2004 il comune di Brněnec ha cercato di risanare gli edifici, ma la mancanza di fondi, le questioni irrisolte sulla proprietà e la contaminazione chimica dell’area ne hanno ostacolato la realizzazione. Di Andreas Pieralli


La Maison d'Izieu, la Villa Emma francese

Tutti conoscono la vicenda di Villa Emma, a Nonantola, nel modenese. Altre tre case rifugio per bambini ebrei furono la Maison d'Izieu, lo Chateau de Chabannes e una casa a Chamonix, di maggior fortuna. Spesso i protagonisti di queste storie erano soccorritori ebrei


La banalità della compassione

Avraham Burg recensisce su Haaretz il nuovo libro di Yair Auron su un villaggio circasso del Caucaso dove furono salvati 32 bambini. Una ricerca storica accurata, che non viene meno all'impegno di abbracciare i valori umani universali, talvolta anche in contrasto con alcune posizioni di Yad Vashem. 


The, fierezza e mistero

Tutto ciò conteneva una tazza appartenuta a Guta e Mayer Rak, ebrei polacchi che ebbero le famiglie sterminate dai nazisti e furono rinchiusi nel GULag dopo aver tentato di fuggire a est. Dopo aver letto del ritrovamento di un oggetto simile ad Auschwitz, la nipote Sabina ha deciso di svelare la storia dei nonni. 


Il campo di Ferramonti

A Ferramonti i prigionieri venivano raccolti e internati, ma non uccisi o deportati. All'interno del campo la vita non era facile, ma rimaneva comunque ben lontana da quella cui erano costretti gli ebrei imprigionati nei campi di concentramento tedeschi. Ferramonti era sì un luogo di prigionia, ma non di violenza né di coercizione.


Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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