Gariwo: la foresta dei Giusti

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Genocidio ebrei

"Netanyahu ha sbagliato del tutto"

Secondo la decana degli storici di Yad Vashem, Dina Porat, non c'è alcuna dimostrazione che Amin al-Husseini abbia proposto la "soluzione finale" a Hitler. Le fa eco Yehuda Bauer, osservando che lo sterminio degli ebrei era già in corso da mesi, quando i due leader si incontrarono a Berlino nel 1941.


Perdonare un nazista di Auschwitz

Una signora 81enne si presenta a un signore 94enne pronunciando il proprio nome. Un incontro che non avrebbe niente di sensazionale se lei non fosse Eva Mozes Kor, deportata ad Auschwitz, e lui Oskar Gröning, uno dei nazisti che lavoravano nel campo di concentramento. Di Andreas Pieralli


I Giusti americani che sfidarono Hitler

Storia di tre cittadini USA riconosciuti Giusti da Yad Vashem: il giornalista Varian Fry e una coppia che verrà commemorata dal Museo dell'Olocausto degli Stati Uniti l'8 ottobre alla Biblioteca Pubblica di San Francisco: Waitstill Sharp e la moglie Martha.


Ritornare a vivere dopo la Shoah

Per celebrare i 70 anni di Sciesopoli ebraica, quindici degli 800 "bambini" accolti nella struttura tra il 1945 e il 1948 sono tornati a Selvino. Accanto a loro lo storico Marco Cavallarin, da anni impegnato nel difendere la memoria di questa vicenda, insieme ad artisti, autorità e personalità del mondo della cultura.


Un "rifugio sicuro" ai cristiani perseguitati

Nel 1938 un “ragazzino ebreo senza un penny” veniva aiutato a fuggire dall’Austria occupata dai nazisti. Dopo 77 anni, l’ormai novantaseienne George Weidenfeld ha trovato un modo per “ripagare il debito”, aiutando i cristiani minacciati dallo Stato Islamico.


Weirich, un "Giusto ritrovato"

Pubblicato in Italia nel 2007 con il titolo Un giusto ritrovato, il libro di Alberto Tronchin narra la storia di Karel Weirich, giornalista di origini ceche nato e cresciuto a Roma, dove lavorava come corrispondente per la Santa Sede e per il Messaggero, che salvò durante la guerra decine di ebrei cecoslovacchi.


Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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Multimedia

Anna Frank alla finestra

l'unico filmato esistente della ragazzina olandese, 22 luglio 1941

La storia

Dimitar Peshev

salvò 48.000 ebrei bulgari dalla deportazione