Gariwo: la foresta dei Giusti

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Negazionismo

Una diffidenza giustificata?

In Israele si apre un divario tra chi desidera affrontare la sfida iraniana scevro da considerazioni sull'Olocausto, e definisce chi non è d'accordo come "ossessionato", e quest'ultimo gruppo di persone, che spesso nella Shoah hanno perso dei cari e vivono certe esternazioni come affronti personali. 


"Verso il dialogo tra turchi e armeni"

Intervista a Taner Akcam, studioso del genocidio armeno presso la Clark University USA.


Cambogia, proposta legge contro il negazionismo

Il premier Hun Sen ha invocato una legge per punire coloro che neghino il genocidio cambogiano in un aspro clima politico. Al processo contro i kmher rossi faccia a faccia vittime-carnefici. I quali si scusano, ma attribuendo la responsabilità del genocidio a pochi "leader spietati".


Liliana Picciotto incontra il Presidente di Yad Vashem

Donati all'ente ebraico i dati esatti della Shoah in Italia: 6.806 donne, uomini e bambini deportati, 322 uccisi o suicidi per la paura in Italia, 2000 internati nei lager provenienti dalla Rodi italiana. È forse il database più completo d'Europa sugli abitanti di un "mondo scomparso", che come ricorda Stefano Jesurum sul Corriere sono persone di cui bisogna avere nostalgia, contro ogni negazionismo.   


"L'Egitto affronti le sue lezioni di tenebra"

Bernard Henri Lévy ammonisce: l'Egitto non sostiene integralmente i Fratelli Musulmani, ma è diviso a metà. Per uno sbocco democratico della rivoluzione occorre che anche il Cairo, come altri "eredi di civiltà immense", affronti il suo passato. 


Yehuda Bauer sul rapporto tra Nakba e Shoah

Il 14 maggio si è svolta a Tel Aviv la Giornata della Nakba, in arabo il "disastro"  che l'Indipendenza israeliana segnò per i palestinesi. Polemica tra il regista arabo-israeliano Mohammed Bakri e lo storico Yehuda Bauer, che afferma: "Israele non nacque dal senso di colpa per la Shoah". 


Negazionismo

il nemico della verità dei genocidi

Una delle caratteristiche ricorrenti nei fenomeni genocidari è il tentativo dei persecutori di occultare le prove dei massacri e negare l'intenzione dello sterminio, attribuendone la responsabilità alle stesse vittime, con un'operazione pianificata di mistificazione della realtà. 
Per attuare questo disegno risulta fondamentale piegare il linguaggio alle proprie esigenze. I nazisti ponevano un'attenzione maniacale all'uso di termini "neutri" per descrivere, non solo all'esterno, ma anche fra loro, la politica antiebraica: "soluzione finale" anziché sterminio, "trasporto" piuttosto che "deportazione"; gli stessi artifici linguistici utilizzati dagli autori del primo genocidio del XX secolo.

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Multimedia

"Nessun dubbio sul genocidio armeno"

A. Ferrari intervista P. Kuciukian su Corriere. it