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Suggerimenti di lettura e ascolto
per l'estate 2022

Suggerimenti di lettura e ascolto

Attualità

La strage della famiglia Einstein

Per quale motivo i nazisti ormai in ritirata si erano macchiati di un crimine così orribile? Per anni si è ritenuto che la spiegazione più plausibile conducesse proprio ad Albert Einstein, il genio della fisica che negli anni ‘30 aveva lasciato la Germania ed era approdato negli Stati Uniti, dichiarando la sua personale guerra a Hitler. 


Padre Dall’Oglio: nove anni dopo il suo rapimento

Sono trascorsi nove anni da quando, il 29 luglio 2013, il padre gesuita romano Paolo Dall’Oglio venne rapito a Raqqa, dopo trent’anni di lavoro per il dialogo e la convivenza tra le diverse confessioni religiose in Siria. Era appena rientrato nel Paese, che aveva dovuto lasciare nel 2012 quando era stato espulso dalle autorità governative. Oggi la sua comunità continua a vivere a testimonianza della forza del suo messaggio, se possibile ancora più importante nella sua tragica assenza.


Contro la guerra: gli obiettori di coscienza in Turchia

Il movimento contro la guerra diventa un movimento di obiettori di coscienza in Turchia verso la fine degli anni 80. I primi obiettori che hanno dichiarato la loro obiezione pubblicamente sono Tayfun Gönül e Vedat Zencir. Questi due giovani hanno dovuto fare i conti con la giustizia, con il maltrattamento delle guardie, con l’emarginazione e l’esclusione sociale, con una vita passata tra le aule del tribunale, la casa e l’ufficio di leva. Di Murat Cinar


I russi e il nazismo

Quando la propaganda russa, ma anche la maggioranza dei russi, usano il termine “nazismo” non intendono la stessa cosa che si intende in Occidente. “Nazismo” per loro non ha nulla a che vedere con l’ideologia nazionalsocialista e antisemita. “Nazisti” sono coloro che hanno attaccato a tradimento l’Unione Sovietica e sono costati ad essa milioni di morti per ricacciarli indietro e vincerli. L'editoriale di Gabriele Nissim e Francesco Cataluccio


Le scuse del Papa per il genocidio culturale

Papa Francesco ha chiesto scusa ai popoli indigeni del Canada per le violenze commesse tra Ottocento e Novecento nelle scuole residenziali. Lo ha fatto durante la sua visita nel Paese, soffermandosi soprattutto sulle violenze fisiche e psicologiche perpetrate ai danni dei bambini indigeni. Con un discorso pronunciato in spagnolo davanti ai capi delle popolazioni indigene Prime Nazioni e di Métis e Inuit radunati vicino a Edmonton, in Alberta, il Papa si è assunto la responsabilità di un’assimilazione forzata e violenta.


Lo stato della libertà di stampa in Cina

“La Repubblica popolare cinese è la prigione per giornalisti più grande del mondo e il suo regime conduce una campagna di repressione contro il giornalismo e il diritto all'informazione a livello globale:” è il giudizio impietoso di Reporters Sans Frontières sullo stato della libertà di stampa in Cina. Un diritto riconosciuto dall'articolo 35 della costituzione cinese, ma fortemente ridimensionatoDi Alessandra Colarizi


His name is my name: come fare i conti con un parente nazista

"Era un cacciatore di ebrei e un membro delle SS olandesi... ed era anche il mio bisnonno". Vivere con un fardello del genere non è facile. Eline Jongsma poteva decidere di non pensarci, invece ha deciso di farci un documentario, intimo e potente allo stesso tempo, e di diffonderlo tramite Instagram, attraverso brevi video di circa un minuto e mezzo ciascuno.


Il vocabolario militare della propaganda e il cambiamento delle norme linguistiche

L'attacco della Russia all'Ucraina del 24 febbraio non rappresenta soltanto la violazione del diritto internazionale e della sovranità di un altro Paese, ma è anche la prova del crollo delle funzioni fondamentali della lingua come mezzo di organizzazione e comunicazione e come strumento di diplomazia e trattati.


Olga Sedakova: "Ecco perché rimango in Russia"

Olga Sedakova è una poetessa, scrittrice e traduttrice moscovita, docente alla Facoltà di Filosofia dell’Università Statale Lomonosov. Di lei si era occupata il presidente di Gariwo Gabriele Nissim ne "La bontà insensata" (Mondadori, 2011), soprattutto a proposito dei suoi interrogativi sulla resistenza al totalitarismo e della sua attività culturale, che l'aveva portata a essere internata in manicomio ai tempi di Brežnev. Sedakova ha rilasciato una ricca intervista a La nuova Europa, soffermandosi sul significato di verità al tempo della guerra, sulla propaganda e sulle problematiche legate all'identità.


La guerra di Yuliya, che identifica i corpi dei caduti ucraini

Consigliera comunale di Korosten, Yuliya è una giovane donna di 33 anni che si è offerta per aiutare i militari a svolgere un compito ingrato: identificare i corpi dei soldati della sua città -fra cui amici e conoscenti- e riportarli nei quartieri o nei villaggi della sua provincia per dare conforto alle madri, ai familiari dei soldati uccisi in combattimento. Ogni volta che arriva con il suo furgone con una bara, trova sul ciglio della strada i residenti che aspettano il corpo di un combattente morto su uno dei fronti di guerra.


In Cina anche i moderati sono diventati sovversivi da arrestare

Da sempre, in Cina, associazionismo e mobilitazioni portano all'arresto. Ma da qualche anno basta molto meno per finire dietro le sbarre. Secondo l'allarme del Chinese Human Rights Defenders (CHRD) oggi la censura utilizza metodi sempre più pervasivi: alcuni degli ultimi arresti sono avvenuti semplicemente sulla base di interviste rilasciate ai media internazionali o dichiarazioni pubblicate su Twitter diversi anni fa. Di Alessandra Colarizi, China Files


Le storie

Lodovico Targetti

Nei crudi mesi dell’occupazione tedesca, rischiando la sua vita e quelle della sua famiglia, Lodovico Targetti ospitò nella sua villa a Moltrasio, a pochi chilometri dal confine svizzero, molti cittadini ebrei. Lodovico, che nel frattempo aveva aderito al Comitato di Liberazione Nazionale, li accoglieva nella villa, a volte li rifocillava, sempre li affidava a un gruppetto di partigiani, che lo avevano eletto a loro comandante politico, per essere trasportati attraverso le montagne, verso la salvezza.


Bruno Pilat

Nel libro Un eroe a sua insaputa. Ho detto no a Hitler, Bianca Pilat racconta la storia del padre Bruno, che concorse con Don Carozzi ad organizzare la fuga di ebrei e perseguitati politici, provenienti dalla Croazia, che erano riusciti a scappare dalla ferocia degli ustascia comandati dal fascista Ante Pavelić e confinati ad Aprica sotto la sua sorveglianza, accompagnandone personalmente al confine svizzero alcuni di loro. Recensione di Tatjana Djordjevic Simic


Moshé Tov

Alla fine del 1973, circa 300 dissidenti legati alla sinistra cilena vennero presi in custodia da diplomatici israeliani di base a Santiago, che in questo modo li salvarono dagli squadroni della morte della giunta militare. I dissidenti venivano prelevati da nascondigli segreti, nascosti nei portabagagli delle auto dell'ambasciata israeliana e condotti fino all'aeroporto di Santiago, da dove potevano finalmente abbandonare il Cile. A guidare le operazioni, che sono rimaste segrete per quasi mezzo secolo, c’era l’ambasciatore Moshé Tov.


Félicité Niyitegeka

Suora laica ruandese fu responsabile del Centre Saint Pierre di Gisenyi. Rifiutò di separarsi dai tutsi che avevano trovato rifugio nel suo centro durante il genocidio del 1994. Cercò di salvare tutti coloro che aveva nascosto da lei e, quando non fu più in grado di mandarli oltre confine, decise di morire con loro.


Louis Dartige du Fournet

Louis René Charles Marie Dartige du Fournet nasce a Putanges in Normandia nel 1862 in una famiglia appartenente all’antica alta borghesia francese. Il 6 settembre 1915, a rischio di macchiare la sua carriera, dà ordine a tutti gli incrociatori sotto il suo comando di iniziare immediatamente l’evacuazione degli armeni dal Musa Dagh. 


Carl Wilkens

La storia dell'unico americano rimasto a Kigali durante il genocidio del 1994. Carl Wilkens non solo salvò i suoi collaboratori e si impegnò quotidianamente per portare acqua, cibo e medicine ai bisognosi, ma riuscì anche a salvare centinaia di orfani stingendo accordi con le milizie e portando i perseguitati nella Cattedrale di Saint Michel.


  • Chi siamo

    Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide.

    Siamo una ONLUS con sede a Milano e collaborazioni internazionali.

    Dal 1999 lavoriamo per far conoscere i Giusti: pensiamo che la memoria del Bene sia un potente strumento educativo e serva a prevenire genocidi e crimini contro l'Umanità.

    Per questo creiamo Giardini dei Giusti in tutto il mondo e usiamo i mezzi di comunicazione, i social network e le iniziative pubbliche per diffondere il messaggio della responsabilità. Dal Parlamento europeo abbiamo ottenuto la Giornata dei Giusti, che ogni anno celebriamo il 6 marzo.

    La nostra attività è sostenuta da istituzioni, scuole, volontari, da un Comitato scientifico internazionale e dai nostri “Ambasciatori”.

  • I Giardini dei Giusti

    I Giardini sono come libri aperti che raccontano le storie dei Giusti.

    Sono spazi pubblici, luoghi di memoria ma anche di incontro e di dialogo, in cui organizzare iniziative rivolte a studenti e cittadini per mantenere vivi gli esempi dei Giusti non solo in occasione della dedica dei nuovi alberi, ma durante tutto l’anno.

    Il Giardino di Milano è nato nel 2003 nel parco del Monte Stella. Nel 2008 si è costituita l’Associazione per il Giardino dei Giusti - formata da Comune di Milano, Gariwo e UCEI - che ne cura le attività.

    Ogni anno sorgono nuovi Giardini nelle città e nelle scuole, in Italia e nel mondo. Il nostro obiettivo è creare una rete diffusa per connettere tutti i soggetti interessati a questi temi.

  • La Giornata europea dei Giusti

    Il 10 maggio 2012 i deputati di Strasburgo hanno accolto l’appello di Gariwo - sottoscritto da numerosi cittadini ed esponenti del mondo della cultura - istituendo la Giornata europea dei Giusti il 6 marzo, data della scomparsa dell'artefice del Viale dei Giusti Moshe Bejski. A partire dalla definizione di Yad Vashem, abbiamo esteso il concetto di Giusto sino a includere quanti, in ogni parte del mondo, hanno salvato vite umane in tutti i genocidi e difeso la dignità umana durante i totalitarismi.
    Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

  • La Carta delle responsabilità 2017

    La Carta delle responsabilità 2017 nasce dalla riflessione collettiva proposta da Gariwo con il ciclo di incontri La crisi dell’Europa e i Giusti del nostro tempo, organizzato in collaborazione con il Teatro Franco Parenti e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano e della Fondazione Corriere della Sera
    La Carta, ispirata all’esperienza di Charta ’77 e sottoscritta da importanti personalità della cultura e della società, rappresenta il nostro impegno etico per la memoria del Bene e l’educazione alla responsabilità, per riaffermare il valore della pluralità in contrapposizione alla cultura dell’odio e del nemico.

Diritto alla Memoria

La lettera agli insegnanti

Abbi fiducia nell'alba, non nel dolore

Gariwo, e in particolare la Commissione didattica, desidera far giungere a tutti gli insegnanti un saluto e un augurio accompagnato da ragioni di speranza per il feedback positivo sul bando di concorso “Adotta un Giusto”. I lavori degli studenti sulle figure dei Giusti indicano che sono riusciti a cogliere un diverso valore della memoria, non celebrativa ma attiva. Di Annamaria Samuelli, Commissione didattica Gariwo

Nuovo libro di Gabriele Nissim

Auschwitz non finisce mai

È in libreria il nuovo libro del presidente di Gariwo Gabriele Nissim. Il volume analizza il ruolo della memoria della Shoah nel nostro tempo e il suo rapporto con gli altri genocidi ed esce in occasione della decima Giornata europea dei Giusti, acquista la tua copia!

Leggi tutte le recensioni sul nuovo libro di Gabriele Nissim
 

Sul confine - Ucraina

Sul confine – Ucraina

La pagina "Sul confine" nasce dalla volontà della Fondazione Gariwo di seguire quotidianamente il conflitto tra Russia e Ucraina scoppiato il 24 febbraio 2022 con l’invasione del Paese ordinata dal presidente russo Vladimir Putin, con testi storici, approfondimenti, punti di vista e storie di personaggi significativi.

Storie di Giusti

il podcast di Gariwo

Ci sono persone comuni che a un certo punto della loro vita, di fronte a ingiustizie e persecuzioni, hanno deciso da che parte stare, anche a costo di privazioni o, in molti casi, della propria vita. A Milano esiste un luogo dove queste persone vengono onorate. Si chiama Giardino dei Giusti di tutto il mondo. Questa serie di podcast racconta le loro storie, attraverso le testimonianze di familiari, amici, storici, giornalisti e scrittori.

Il Memorioso

"Il Memorioso. Breve guida alla memoria del bene"

Lo spettacolo teatrale che porta in scena le avventurose storie dei Giusti si sta arricchendo di nuove sfumature e di nuovi "memoriosi". Il laboratorio teatrale del Memorioso ospitato dal Centro Culturale Asteria di Milano e con la compagnia Oderstrasse ha formato nuovi attori per raccontare sempre più storie di Giusti. Clicca per scoprire come portare lo spettacolo nella tua scuola o nella tua città!

Prevenzione genocidi

Memoria e conoscenza per prevenire i genocidi

I genocidi e le atrocità di massa si ripresentano nella Storia in modo sempre diverso, ma con meccanismi, linguaggi e dinamiche spesso simili. Saperli leggere, riconoscere e portare all’attenzione del mondo è un compito fondamentale per la prevenzione di tali crimini. Ecco perché la conoscenza di ciò che accade si lega in modo imprescindibile al fare memoria, affinché si possa mantenere la promessa del “mai più”. Ma quali sono oggi gli scenari di genocidio e atrocità di massa più gravi e urgenti?