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La memoria non è una cassaforte identitaria
di Gabriele Nissim

La memoria non è una cassaforte identitaria

Srebrenica, 1995 - 2020

Storia di Hasan Hasanovic, sopravvissuto a Srebrenica

Hasan ritorna a Srebrenica nel 2009. Durante un’intervista con TelePace, afferma: “Credo di essere sopravvissuto per il solo motivo di essere testimone e raccontare alla gente quello che è successo”. Da allora, non ha mai smesso di fare campagna contro il negazionismo, andando nelle scuole di tutto il mondo e parlando ai ragazzi e alle ragazze delle atroci conseguenze che il nazionalismo, portato all’estremo, può causare. Hasan è oggi un attivista per i diritti umani ed il curatore del memoriale di Potočari.


Storia di Irvin Mujcic, ideatore del progetto Srebrenica - City of Hope

Il progetto Srebrenica - City of Hope ha come obiettivo quello di promuovere il turismo sostenibile in un’area geografica un tempo nota per le sue bellezze naturali, oggi ricordata per il genocidio di più di 8,000 musulmani bosniaci avvenuto nel luglio 1995. “Si dice ‘Mai più Srebrenica’, ma credo si dovrebbe dire ‘Srebrenica: lezione imparata’, così che la memoria diventi speranza”, scrive l’ideatore del progetto, Irvin Mujčić sulla pagina Facebook dell’Associazione.


Attualità

Un'alleanza più forte tra il Giardino dei Giusti e il Consiglio Comunale di Milano

Consolidare l’alleanza tra il Giardino dei Giusti e il Consiglio comunale di Milano per utilizzare al meglio le potenzialità educative di un luogo dedicato alla memoria del bene e alla solidarietà. È l’impegno assunto dalla delegazione del Consiglio comunale, che ieri ha visitato il Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano.


Giocare per vincere o giocare per vivere?

La parola SPORT suscita in ciascuno di noi immagini diverse: vittorie e sconfitte, medaglie, coppe e trofei, eroi amati o disprezzati, ricordi delle nostre attività sportive, discussioni e prognostici fra amici. In genere ci si ferma qui. Solo qui? In realtà, l’attività sportiva merita di essere collocata in un orizzonte di valori di cui il mondo attuale ha estremo bisogno. Lo sport può essere pensato come luogo educativo privilegiato e supporto formativo di cui famiglia, scuola e società necessitano. Di Rita Sidoli


Cina: per gli Uiguri si parla di genocidio

In questi giorni, è arrivata dal Parlamento europeo, che già aveva condannato l’internamento di massa degli uiguri, una forte presa di posizione: “potremmo essere di fronte a un crimine di genocidio”, hanno dichiarato Reinhard Buetikofer ed Evelyne Gebhardt, presidente e primo vicepresidente della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Repubblica Popolare Cinese.


Essere Giusti nel mondo segnato dal Covid

La crisi sanitaria che tutto il mondo ha dovuto affrontare pone ognuno di noi di fronte a scelte che possono cambiare le sorti dell’intero pianeta: il destino individuale è infatti legato, oggi più che mai, a quello dell’umanità. Fin dall’inizio della pandemia è risultato evidente come il virus abbia non solo colpito la nostra salute e le nostre abitudini, ma abbia anche esacerbato crisi e situazioni già drammatiche e delicate. In tutto questo, l’esempio dei Giusti continua ad essere la terapia che ci indica il sentiero da percorrere. Ma chi sono queste figure esemplari, e come operano oggi nei nuovi scenari creati dall’epidemia?


Facebook vs Twitter: due strategie a confronto

Da un lato troviamo Twitter, che sta continuando con la sua politica di segnalazione dei post del presidente considerati pericolosi o ingannevoli; dall’altro Facebook, che sta preferendo in generale lasciar correre su linguaggio, materiale e politiche infiammatori con cui Trump sta cercando di dividere gli americani per origini, mentre fa appello alla sua base di elettori prevalentemente bianca.


Il ruolo della polizia polacca nella Soluzione Finale

Il libro di Grabowski dimostra che, sotto l’auspicio dei tedeschi ma mostrando di volta in volta uno spirito di iniziativa e grande fervore, la polizia polacca prese parte alla sistematica eliminazione - diretta ed indiretta - della popolazione ebraica, tanto nelle città quanto nei villaggi, i ghetti e i nascondigli. “Senza la polizia polacca, i tedeschi non avrebbero portato a termine il loro piano”, dichiara lo storico polacco ad Haaretz.


Olmert al ‘Post’: L’istigazione di Netanyahu potrebbe portare ancora una volta a un omicidio

Netanyahu non ammetterà mai di avere una parte di responsabilità nella creazione di questa atmosfera malvagia, in cui qualcuno penserà di essere giustificato nel fare del male a un difensore d’ufficio o a un giudice. Questa volta, quando succederà - e siamo molto più vicini a un tale evento di quanto alcuni potrebbero pensare - il Primo Ministro non potrà dire di non essere stato avvertito.


Zeev Sternhell, principale voce della sinistra israeliana, ci ha lasciato

Sopravvissuto all’Olocausto, intellettuale rivoluzionario, ha cambiato il modo in cui la destra viene vista dagli intellettuali e ha lanciato l’allarme sulla fine della democrazia in Israele e sul pericolo del fascismo nel mondo.


L’esperienza interiore del virus

Quando parli del tuo virus agli altri, rivivi - in modo ridotto e, certo, non paragonabile - la stessa esperienza psichica che descrive Primo Levi quando scrive dell’indifferenza degli altri. Loro sembrano distratti, parlano d’altro. Guardando la loro reazione, a te non sembra di avere espresso il tuo stato d’animo a sufficienza. Sento che, qualsiasi cosa io dica, è inadeguata a smuovere le coscienze. Mi sembra di essere uscito salvo dalle viscere di un terremoto, ma chi non era là con me, mi compatisce, nel senso deteriore che si dà a questa parola.


Odiare l'odio, di Walter Veltroni

Fin dalle prime pagine il libro ci catapulta nella realtà dell’odio compagno di vita del nostro tempo, una malattia che si alimenta della paura, dell’incertezza, delle differenze sociali, dell’impotenza e si insinua nelle parole e nei fatti scagliati contro l’Altro, la minaccia, lo straniero, il ladro di una felicità negata.


Una rubrica sulla cultura black

Ho deciso di fare una piccola rubrica su Instagram e su Facebook dove per otto giorni ho parlato di temi diversi, raccontando di storie di persone, di musica, di attivisti, di arte, di Mass Incarceration e di cultura black. Il mio intento era quello di aprire una finestra sulla storia dei neri, costellata di eventi drammatici, e sulla loro meravigliosa cultura.


I Giusti nel mondo

Mi trova pienamente concorde la proposta di Gabriele Nissim di coniugare la ricerca dei nuovi Giusti alle tante realtà di questo mondo che sta cambiando a folle velocità, e che dopo il Coronavirus non ritroveremo come lo avevamo conosciuto. Sarà privato di molti anziani, spesso emarginati, dimenticati, e lasciati morire in solitudine. Sono gli anziani che rappresentano da sempre l’ancora preziosa della memoria, il salvagente necessario per affrontare le turbolenze della vita. Il Pianeta sarà in mano di giovani bisognosi di tutto, anche dell’esperienza che gli è stata negata. Di Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera


Il conflitto israeliano palestinese - un approccio congiunto per la risoluzione del problema

Sono orgoglioso di dire che l’approccio congiunto per la risoluzione del problema e la prospettiva win-win stanno guidando la nostra visione e i nostri progetti al Centro Peres per la Pace e l’Innovazione. La cooperazione nel campo della medicina, dell’educazione, del business, dell’imprenditoria e dell’ambiente tra israeliani e palestinesi e tra arabi ed ebrei, all’interno di Israele, è ciò che portiamo avanti ogni giorno con l’obbiettivo di raggiungere la pace e la convivenza. Di Nadav Tamir, Peres Center for Peace 


Da Armodio e Aristogitone ad oggi: quando la storia passa per le statue

Qualsiasi studioso di archeologia o storia, antica e non, si trova spesso ad avere a che fare con la demolizione intenzionale di monumenti onorari destinati a celebrare le glorie terrene di un sovrano, di un generale, di un eroe. Ho già avuto modo in altre occasioni di raccontare, tra le pagine di Gariwo e altrove, la strategia che sta dietro ad ogni demolizione di opere d’arte. L’intenzionalità politica dei demolitori è ancora più evidente per monumenti celebrativi posti in luoghi strategici di incontro sociale...


Per capire le proteste di Hong Kong bisogna studiarne la storia

Hong Kong è sempre stata considerata cauta, pragmatica e materialista. Ma l'anno scorso un movimento di protesta sempre più audace ha trasformato la città. Nel frattempo Pechino stringe la presa: per quanto tempo ancora può sopravvivere il movimento? 


Vanda, eroina indigena contro il Covid

Il mondo intero ha riconosciuto con immensa gratitudine il lavoro dei medici e degli infermieri nel fronteggiare la pandemia Covid-19. Con eguale gratitudine gli indigeni affetti da coronavirus di Parque das Tribos attendono nelle loro abitazioni Vanda, l’infermiera di 32 anni originaria della tribù witoto che ha scelto di indirizzare tutte le sue energie verso la cura degli indigeni che abitano questo territorio. Una cura contro il virus, e contro il genocidio.


Perché onorare i Giusti in un mondo postpandemico?

Il mondo postpandemico può presentare scarsità di acqua e di cibo causata dal cambiamento climatico o da un’abbondanza di risorse dovuta ai progressi della nuova tecnologia, o una combinazione di entrambi. Tuttavia il passato ci suggerisce che lo sviluppo tecnologico non garantirà un mondo libero dall’odio, dalla discriminazione, e dal genocidio. Dunque onorare i Giusti raccontando le loro storie alle generazioni future può essere cruciale, indipendentemente dal mondo che loro abiteranno. Di Craig Palmer


Joshua Wong: prove tecniche per un messaggio universale di libertà

Mentre ad Hong Kong impazzano gli arresti, il giovane leader solidarizza con i neri d'America. Dimostrando che il suo attivismo è diventato maturo, universale. Schierandosi con Black Lives Matter ha dimostrato che la lotta per i diritti umani non può non essere vista che universalmente. “A partire da Hong Kong, le democrazie di tutto il mondo devono riunirsi per mantenere la propria posizione. Stando con Hong Kong, il mondo può dimostrare che una nuova forza può nascere dall'unità e che attraverso questa forza la libertà può essere preservata”.


Bando di concorso Adotta un Giusto 2019/20

Il bando di concorso Adotta un Giusto 2019/20 - proposto da Gariwo per l'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano (composta da Gariwo, Comune di Milano e UCEI), per il secondo anno in collaborazione con il MIUR -, ha visto la partecipazione di circa 100 istituti da tutta Italia con più di 200 elaborati (testi letterari, video, racconti a fumetti, foto, disegni) ispirati alle storie dei Giusti adottati, che hanno accompagnato i ragazzi nel corso dell’anno scolastico.


Le storie

Saburo Nei: il diplomatico giapponese in URSS che salvò molti ebrei in fuga dal nazismo

Il console giapponese Saburo Nei concesse visti di transito per il Giappone a coloro che, in fuga dalle persecuzioni naziste, tentavano di raggiungere il Pacifico per salpare verso le coste americane.


Ciril Kotnik

Come ambasciatore presso la Santa Sede dal Regio Governo Jugoslavo in esilio, Kotnik aiuta antifascisti ed ebrei romani a sfuggire alla repressione nazifascista, ospitandoli anche nella propria casa.


Zhang Xuezhong

Avvocato e attivista, dopo diverse critiche al governo cinese costategli nel 2013 il posto di professore universitario a Shangai, nel 2020 in una lettera aperta online afferma la necessità di una nuova Costituzione in Cina e di una transizione verso un vero governo democratico. Viene arrestato e poi rilasciato. Oltre a manifestare pubblicamente il dissenso, Zhang Xuezhong difende in giudizio i dissidenti perseguitati dal regime.


Maxme Mbandà, il rugbista in ambulanza contro il Covid-19

Maxime Mbandà è terza linea delle Zebre di Parma e della Nazionale italiana di rugby. Maxime ha deciso di “arruolarsi” con la Croce Gialla di Parma, con la quale per tre mesi ha trasportato a bordo di un’autoambulanza pazienti malati di Covid-19. A Gariwo racconta questo sforzo nato in sordina che l’ha portato a essere insignito dal Presidente Sergio Mattarella dell'onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica.


Eterni secondi

Rosario Esposito La Rossa per Einaudi ragazzi ha raccontato, con una penna piacevole e stimolante anche per gli adulti, venti storie di sport e di sportivi "perdenti" che tuttavia sono stati campioni, spesso proprio grazie alle loro sconfitte, nel fairplay, nel difendere i diritti umani e la dignità di tutte le persone.


In fuga dal carcere e da un matrimonio forzato

La testimonianza di una ragazza curda richiedente asilo promessa in sposa contro la sua volontà per impedirle di fare politica attiva e venire per questo arrestata.


Damas Mutezintare Gisimba

Durante il genocidio in Ruanda, Damas M. Gisimba nascose nella soffitta del suo orfanotrofio bambini e adulti tutsi e, anche grazie al missionario americano Carl Wilkens, salvò più di 400 persone. Oggi, dopo l’adozione dei bambini da parte di alcune famiglie, l'orfanotrofio è diventato un luogo per il dopo-scuola che offre programmi di educazione per i più piccoli attraverso l'arte, la musica e lo sport e Gisimba ne è ancora il direttore.


I giusti

Ne “I Giusti” Jan Brokken ricostruisce la vicenda poco nota del salvataggio di alcune migliaia di ebrei lituani, polacchi, austriaci, tedeschi. La fantasia visionaria di alcuni uomini, diplomatici di carriera o consoli onorari, inventò per loro una singolare via di fuga, che prevedeva la concessione di un visto per Curaçao, isola delle Antille Olandesi, e di un visto di transito per il Giappone. Recensione di Cristiana Zanetti, Commissione Didattica di Gariwo


Lina Attalah

Arrestata per alcune ore nel novembre 2019, prelevata insieme ad altri giornalisti del quotidiano durante una retata in redazione, Lina è stata nuovamente fermata nel maggio 2020, a causa delle inchieste seguite da Mada Masr, degli articoli di denuncia, delle posizioni a favore della libertà fondamentali e delle polemiche alimentate contro il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi.


Chico Mendes, difensore dell'Amazzonia

C’è poi un altro protagonista di questa storia, un uomo “sulla quarantina d’anni, vestito con pantaloni troppo larghi e una camicia troppo corta, sandali di gomma, un fucile di traverso sulla schiena. Aveva una faccia tonda e cordiale, con gli occhi grandi e lunghi baffi neri”. Si tratta di Francisco, Chico, Mendes. Nato in una famiglia molto povera, raccoglitore di caucciù, era diventato sindacalista per difendere i diritti della sua gente e della foresta.


Nguyen Ngoc Nhu Quynh (Madre fungo)

Una delle più note blogger del Vietnam, conosciuta in Rete con lo pseudonimo MẹNấm (“Madre fungo”) ha denunciato la corruzione e la violazione dei diritti umani nel Paese. Per questo è stata incarcerata per due anni e poi esiliata. 


Gli italiani che hanno fatto la Francia. Da Leonardo a Pierre Cardin.

Abbiamo il piacere di proporre alcuni passaggi tratti dal capitolo « Salvate gli ebrei!» del nuovo libro di Alberto Toscano «Gli italiani che hanno fatto la Francia. Da Leonardo a Pierre Cardin», edito da Baldini e Castoldi.


Le Carte della responsabilità

La responsabilità di un pianeta fragile.

I problemi cruciali della nostra epoca non possono essere studiati e capiti separatamente, in quanto sono problemi sistemici, interconnessi e spesso interdipendenti. Le soluzioni a tali questioni, quindi, richiedono un mutamento radicale di percezione. 


La Web realtà. Suggerimenti per stare online consapevolmente.

Non sempre dietro all’espressione delle nostre opinioni risiede una reale consapevolezza della potenza delle parole e delle conseguenze che esse possono avere su altre persone, nella società, nella politica, nell’educazione.


La contesa buona. Proposte per uno sport responsabile.

Come la storia ha insegnato, qualche volta lo sport può salvare il mondo, perché i comportamenti degli atleti, dei tifosi e anche dei giornalisti sportivi possono influenzare positivamente la vita democratica nelle nostre società.


  • Chi siamo

    Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide.

    Siamo una ONLUS con sede a Milano e collaborazioni internazionali.

    Dal 1999 lavoriamo per far conoscere i Giusti: pensiamo che la memoria del Bene sia un potente strumento educativo e serva a prevenire genocidi e crimini contro l'Umanità.

    Per questo creiamo Giardini dei Giusti in tutto il mondo e usiamo i mezzi di comunicazione, i social network e le iniziative pubbliche per diffondere il messaggio della responsabilità. Dal Parlamento europeo abbiamo ottenuto la Giornata dei Giusti, che ogni anno celebriamo il 6 marzo.

    La nostra attività è sostenuta da istituzioni, scuole, volontari, da un Comitato scientifico internazionale e dai nostri “Ambasciatori”.

  • I Giardini dei Giusti

    I Giardini sono come libri aperti che raccontano le storie dei Giusti.

    Sono spazi pubblici, luoghi di memoria ma anche di incontro e di dialogo, in cui organizzare iniziative rivolte a studenti e cittadini per mantenere vivi gli esempi dei Giusti non solo in occasione della dedica dei nuovi alberi, ma durante tutto l’anno.

    Il Giardino di Milano è nato nel 2003 nel parco del Monte Stella. Nel 2008 si è costituita l’Associazione per il Giardino dei Giusti - formata da Comune di Milano, Gariwo e UCEI - che ne cura le attività.

    Ogni anno sorgono nuovi Giardini nelle città e nelle scuole, in Italia e nel mondo. Il nostro obiettivo è creare una rete diffusa per connettere tutti i soggetti interessati a questi temi.

  • La Giornata europea dei Giusti

    Il 10 maggio 2012 i deputati di Strasburgo hanno accolto l’appello di Gariwo - sottoscritto da numerosi cittadini ed esponenti del mondo della cultura - istituendo la Giornata europea dei Giusti il 6 marzo, data della scomparsa dell'artefice del Viale dei Giusti Moshe Bejski. A partire dalla definizione di Yad Vashem, abbiamo esteso il concetto di Giusto sino a includere quanti, in ogni parte del mondo, hanno salvato vite umane in tutti i genocidi e difeso la dignità umana durante i totalitarismi.
    Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

  • La Carta delle responsabilità 2017

    La Carta delle responsabilità 2017 nasce dalla riflessione collettiva proposta da Gariwo con il ciclo di incontri La crisi dell’Europa e i Giusti del nostro tempo, organizzato in collaborazione con il Teatro Franco Parenti e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano e della Fondazione Corriere della Sera
    La Carta, ispirata all’esperienza di Charta ’77 e sottoscritta da importanti personalità della cultura e della società, rappresenta il nostro impegno etico per la memoria del Bene e l’educazione alla responsabilità, per riaffermare il valore della pluralità in contrapposizione alla cultura dell’odio e del nemico.

Milano Nascosta

Dalle pietre romane alla città che sale

Le pietre dell’anfiteatro, del viale, sono un pezzo della storia di Milano che dà vita ad altre strade, fisiche sì, ma anche immaginarie, concettuali, di meditazione. È un dialogo di straordinaria bellezza tra natura, memoria e uomo, un invito al viaggio che ti dice "cammina, ma ricordati che quello che tu stai vivendo qui lo devi portare nei tuoi passi sempre”. Manuela Alessandra Filippi, autrice del libro Milano Nascosta (Hoepli, 2019), in visita al Giardino di Milano.

DA YAD VASHEM AI GIUSTI DEL MONDO

Dal Giardino di Tunisi

Un ulivo per Lina Ben Mhenni

L’Ambasciata d’Italia a Tunisi e Gariwo rendono omaggio all’impegno politico e sociale, ma soprattutto al coraggio e alla determinazione di Lina Ben Mhenni, giovane blogger e attivista tunisina, scomparsa lo scorso gennaio. Un nuovo ulivo nel Giardino dei Giusti dell’Ambasciata ricorda le sue numerose battaglie “in difesa delle libertà, della democrazia e della salvaguardia del pianeta”, mettendo spesso a rischio la sua vita.

la riflessione

l'analisi

Il conflitto delle memorie e la dialettica del riconoscimento

editoriale di Amedeo Vigorelli, docente di Filosofia morale all'Università degli Studi di Milano, 24 giugno 2020

Non ci può essere un riconoscimento universale di diritti in astratto, ma solo in concreto, mediante una preliminare negazione e una lotta, che provoca lacerazioni e incomprensioni. Affinché tale dialettica non produca un risultato a somma zero, ma qualche progresso, è necessario educare alla responsabilità e alla scelta gli uomini del nostro presente, consapevoli che la trasmissione della memoria è essa stessa un processo storico, un divenire o un movimento del tempo e nel tempo, alla ricerca di un punto provvisorio di arresto o di stabilità, che consenta alla linea temporale di avvicinarsi asintoticamente al suo infinito progresso.

l'analisi

Nulla sarà più come prima. Anche la memoria?

editoriale di Anna Foa, storica, 8 giugno 2020

Il processo di costruzione della memoria è stato lungo e contrastato. Abbiamo sempre pensato, credo, che la memoria della Shoah come quella dei genocidi non era destinata a durare in eterno, almeno non nella forma in cui noi ne abbiamo ora coscienza. Che se eventi traumatici della stessa valenza si dovessero ripresentare, ci troveremmo a fare i conti con nuove elaborazioni di memorie. Possiamo dire che la pandemia presenti per la nostra memoria simili rischi?

Milan Kundera

l'analisi

Kunderiana

editoriale di Francesco M. Cataluccio, saggista e scrittore, 22 giugno 2020

Un breve "dizionario" di termini su Milan Kundera, ad opera di Francesco M. Cataluccio, comparso il 21 giugno 2020 su Il Foglio

Il Prefetto al Giardino di Milano

Il Prefetto di Milano Renato Saccone al Giardino dei Giusti al Monte Stella

“Vi ringrazio per quello che avete realizzato, il Giardino dei Giusti non è solo un luogo: c’è lo spazio, c’è il tempo, c’è la natura e la cura della natura ma anche tanta spiritualità”. Con questa frase il Prefetto di Milano Renato Saccone ha concluso ieri pomeriggio la sua prima visita al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano. 

Intervista

Turchia, opposizione divisa, questione curda ignorata

Il Partito di sinistra pro-curdo HDP protesta contro la repressione, ma nell'opinione pubblica non c'è empatia per i curdi e l'opposizione così divisa non rappresenterà mai un problema per il regime autoritario attuale, dice l'analista politico turco Cengiz Aktar. A cura di Viviana Vestrucci 

Gli ambasciatori di Gariwo

Come promuovere valori universali nel mondo lacerato dalla pandemia

Trasformare la memoria universale dei genocidi in un’educazione continua, che tenga conto delle nuove sfide che il mondo dovrà affrontare in seguito alla pandemia. È questa la sostanza del messaggio con cui il presidente Gabriele Nissim ha aperto la seconda riunione degli ambasciatori di Gariwo, connessi da diverse parti d’Europa per ragionare sugli sviluppi internazionali in vista di nuove strategie da attivare per comunicare, oggi, il messaggio universale dei Giusti.

Il Giardino dei Giusti di Milano

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