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Sconfiggere Auschwitz: l'esempio di Albert Bourla e Liliana Segre
di Gabriele Nissim

Sconfiggere Auschwitz: l'esempio di Albert Bourla e Liliana Segre

La Fondazione Gariwo

La Fondazione Gariwo e i Giardini dei Giusti

I Giusti insegnano ad agire per la prevenzione di ogni genocidio, verso gli ebrei come verso ogni popolo. Attraverso la loro conoscenza si educano gli individui ad assumersi una responsabilità personale ogni volta che il mondo prende una cattiva direzione e si manifestano nuovi segnali di odio, di intolleranza e di antisemitismo. I Giardini onorano le figure esemplari della Shoah e degli altri genocidi che hanno rischiato la vita o la loro reputazione di fronte ad ogni male estremo...


La storia di Gariwo

Nel corso di 25 anni di attività, Gariwo ha condotto battaglie importanti in Italia e nel mondo per la memoria della Shoah, per la lotta al negazionismo, per la prevenzione dei genocidi, per il riconoscimento di quanti nel mondo si sono impegnati contro il male estremo. Questo documento ne ricostruisce alcune tappe fondamentali.


Attualità

Inchiesta sul falso Schindler

Nel 2019, la giornalista Barbara Necek ha diretto À la recherche du Schindler polonais, straordinario documentario che racconta la storia di Eugene Lazowski, un uomo che salvò numerosi polacchi durante la Seconda guerra mondiale, trasformato in salvatore di ebrei da una leggenda che ancora resiste


Polonia, il tribunale blocca la vendita di Polska Press a un gruppo statale

Il tribunale ha sospeso l'acquisizione del gruppo Polska Press da parte del colosso statale dell'energia PKN Orlen, accogliendo la richiesta del Difensore civico e bloccando il piano del partito di governo PiS per accrescere il controllo statale sui media indipendenti.


Da Vichy al Ruanda, la Francia avvia una presa di coscienza

Nei giorni scorsi, in occasione del 27 anniversario del genocidio ruandese, si è tornati a parlare molto di quei terribili cento giorni e di come si verificò una delle più atroci e violente pulizie etniche della Storia. In particolare, si è parlato del rapporto di 1225 pagine La France, le Rwanda et le génocide des Tutsi (1990-1994), rilasciato in Francia il 26 marzo 2021, e voluto dallo stesso Emmanuel Macron, che analizza le responsabilità del Paese nel non aver compreso il pericolo della politica che permise il genocidio.


Sovranismi, democrazia e diritti

La democrazia e i diritti umani sono sotto attacco in diversi paesi, dalla Russia alla Cina, nel Myanmar, ma anche a casa nostra, come accade in Polonia e Ungheria, e non solo. Cambiano i contesti politici e culturali, ma si tratta pur sempre di attacchi alla libertà d’espressione di pensiero e di coscienza dei cittadini. Di Bruno Marasà, già funzionario del Parlamento europeo, esperto di politica estera e comunicazione istituzionale


"Il mio perdono, la mia giustizia."

Da adolescente, il signor Kalima ha perso entrambi i genitori e altri membri della famiglia durante il genocidio contro i Tutsi in Ruanda. Durante il genocidio, è sopravvissuto a un grave trauma cranico inflitto da un machete e si è nascosto in una palude per oltre un mese. La sua sopravvivenza è stata resa possibile da un uomo che ha rischiato la propria vita per salvare la sua. L'antropologo Craig T. Palmer ha intervistato il signor Kalima sulla sua vita e sulla sua scelta di perdonare gli autori del genocidio.


Il valore universale dei Giusti e la lotta all'antisemitismo

La memoria dei Giusti della Shoah è un punto fondamentale per Gariwo, che ha introdotto per la prima volta un concetto nuovo nella narrazione dei genocidi: ricordare i soccorritori e gli oppositori come esempio morale per il futuro dell’umanità nella lotta contro l’antisemitismo e ogni forma di odio che possa riproporre l’abisso del male estremo di cui Primo Levi è stato forse il testimone più alto nei Sommersi e Salvati. Di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo


Nur, il poeta che dà voce ai rohingya

Nur Sadek ha diciannove anni e vuole fare l'avvocato. "Voglio diventarlo", non "sogno di diventarlo". Nell'intervista ci tiene a precisarlo perché "da queste parti non c'è più spazio per i sogni". Nur vive a Cox's Bazar, nel sud del Bangladesh, uno dei porti più importanti del sud est asiatico che ospita il più grande campo profughi del mondo. Nur vorrebbe studiare, ma non gli è consentito. E allora scrive poesie e raccoglie le storie degli altri abitanti del suo campo e le racconta sui social.


Dolkun Isa

Dolkun Isa, attivista politico uiguro in esilio da oltre vent'anni, presidente del World uyghur congress, sin da giovane si è battuto per i diritti degli Uiguri nonostante le intimidazioni e gli arresti subiti. Se oggi si è iniziato a parlare in tutto il mondo della questione uigura è anche grazie al suo lavoro e alla sua determinazione.


Turchia, proteste contro il ritiro dalla Convenzione di Istanbul

Le donne hanno manifestato nelle principali città dopo il decreto presidenziale che revoca l'adesione del Paese al trattato internazionale per prevenire la violenza contro le donne. La componente femminile del partito di opposizione CHP ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro il ritiro dalla convenzione.


I giusti antispettacolari

I giusti, dopo le loro azioni coraggiose, ritornano nell’anonimato. Anzi talvolta lo perseguono e, se vengono identificati, ciò avviene per le ricerche avviate da coloro che hanno salvato (non c’è quindi esibizione del gesto morale, né aspettativa di riconoscimento o approvazione). Il giusto non agisce per premeditazione – non si tratta di personalità altruistiche o mobilitate da qualche ideologia -, ma perché messo davanti al potere scioccante di un evento che gli è apparso privo di alternativa. Di Andrea Tagliapietra, filosofo e docente di Storia della Filosofia all’Università Vita-Salute San Raffaele


Le storie

Ho scelto la vita. La mia ultima testimonianza pubblica sulla Shoah

Il 9 ottobre 2020, su quel tavolo dell’incontro di Rondine, Liliana Segre ha lasciato il testimone perché altri possano proseguire la sua corsa, possano prendere per mano la piccola Liliana e continuare a camminare insieme... “Io lo dico ai giovani: non date la colpa a qualcun altro dei vostri insuccessi o della vostra debolezza. Siamo fortissimi, siamo fortissimi!". Recensione a cura di Arianna Tegani


La rosa bianca di Sophie

Inserita nella collana Narrativa San Paolo Ragazzi è un romanzo biografico accuratamente documentato sulla vita della famiglia Scholl e sulla formazione dei figli Hans e Sophie, studenti all’università di Monaco nel 1941-43 e animatori del gruppo di resistenza al terzo Reich denominato Rosa Bianca. Recensione di Carlo Sala, Commissione didattica di Gariwo


Storia popolare del calcio

Il libro di Valerio Moggia non si limita a ribadire che il calcio ha da sempre subito i cambiamenti sociali e in talune occasioni li ha persino veicolati. Va oltre. Ispirato da “Storia del popolo americano” di Howard Zinn, Moggia cerca di raccontare il calcio dal punto di vista dei “popoli”. Non come masse indistinte di persone che tifano o che giocano, ma come comunità che attraverso il calcio hanno manifestato una costante necessità di ribellione alle ingiustizie. E in alcuni casi questa ribellione ha portato cambiamento.


Zhao Ziyang

Storia del segretario generale del Partito comunista che cercò di evitare il massacro di Piazza Tienanmen e che per questo venne destituito e condannato agli arresti domiciliari.


Daesh. Viaggio nella banalità del male

"Daesh. Viaggio nella banalità del male" di Sara Montinaro interseca alla perfezione un lungo lavoro sul campo ad un’attenta analisi scientifica sull’organizzazione e i suoi strumenti propagandistici. Ma è anche un monito: i nostri schemi interpretativi sono fallaci, non sappiamo comprendere le evoluzioni di Daesh e la fluidità con cui questa e altre organizzazioni si muovono e si riorganizzano quando sono apparentemente sconfitte. Recensione di Joshua Evangelista


Datemi libri

Datemi libri è il grido disperato di Eva, profuga ferma a Bidi Bidi, Uganda, dove vivono poco meno di 300 mila rifugiati del Sud Sudan e che, insieme al Kutapalong in Bangladesh, è il campo profughi più grande del mondo. In fuga dalla guerra civile, dalle violenze sessuali e dalla morte, Eva ha 16 anni e aspetta un bambino da uno dei suoi aguzzini. Quando la giornalista Ludovica Iaccino la intervista e le chiede cosa abbia bisogno oltre ai beni di prima necessità, Eva chiede “libri per tenere al sicuro la mia mente”.


Zabel Yessayan

Prima scrittrice armena del Novecento, impegnata nel movimento femminista e pacifista, trascorse la vita tra Costantinopoli, Parigi e l’Impero Sovietico, lottando per la libertà, i diritti delle donne, la convivenza pacifica tra i popoli. Scampata al genocidio armeno perpetrato dai Giovani Turchi nel 1915, non riuscirà a sfuggire al totalitarismo sovietico...


  • Chi siamo

    Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide.

    Siamo una ONLUS con sede a Milano e collaborazioni internazionali.

    Dal 1999 lavoriamo per far conoscere i Giusti: pensiamo che la memoria del Bene sia un potente strumento educativo e serva a prevenire genocidi e crimini contro l'Umanità.

    Per questo creiamo Giardini dei Giusti in tutto il mondo e usiamo i mezzi di comunicazione, i social network e le iniziative pubbliche per diffondere il messaggio della responsabilità. Dal Parlamento europeo abbiamo ottenuto la Giornata dei Giusti, che ogni anno celebriamo il 6 marzo.

    La nostra attività è sostenuta da istituzioni, scuole, volontari, da un Comitato scientifico internazionale e dai nostri “Ambasciatori”.

  • I Giardini dei Giusti

    I Giardini sono come libri aperti che raccontano le storie dei Giusti.

    Sono spazi pubblici, luoghi di memoria ma anche di incontro e di dialogo, in cui organizzare iniziative rivolte a studenti e cittadini per mantenere vivi gli esempi dei Giusti non solo in occasione della dedica dei nuovi alberi, ma durante tutto l’anno.

    Il Giardino di Milano è nato nel 2003 nel parco del Monte Stella. Nel 2008 si è costituita l’Associazione per il Giardino dei Giusti - formata da Comune di Milano, Gariwo e UCEI - che ne cura le attività.

    Ogni anno sorgono nuovi Giardini nelle città e nelle scuole, in Italia e nel mondo. Il nostro obiettivo è creare una rete diffusa per connettere tutti i soggetti interessati a questi temi.

  • La Giornata europea dei Giusti

    Il 10 maggio 2012 i deputati di Strasburgo hanno accolto l’appello di Gariwo - sottoscritto da numerosi cittadini ed esponenti del mondo della cultura - istituendo la Giornata europea dei Giusti il 6 marzo, data della scomparsa dell'artefice del Viale dei Giusti Moshe Bejski. A partire dalla definizione di Yad Vashem, abbiamo esteso il concetto di Giusto sino a includere quanti, in ogni parte del mondo, hanno salvato vite umane in tutti i genocidi e difeso la dignità umana durante i totalitarismi.
    Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

  • La Carta delle responsabilità 2017

    La Carta delle responsabilità 2017 nasce dalla riflessione collettiva proposta da Gariwo con il ciclo di incontri La crisi dell’Europa e i Giusti del nostro tempo, organizzato in collaborazione con il Teatro Franco Parenti e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano e della Fondazione Corriere della Sera
    La Carta, ispirata all’esperienza di Charta ’77 e sottoscritta da importanti personalità della cultura e della società, rappresenta il nostro impegno etico per la memoria del Bene e l’educazione alla responsabilità, per riaffermare il valore della pluralità in contrapposizione alla cultura dell’odio e del nemico.

Cambogia

Genocidio Cambogia

Il 17 aprile 1975 i Khmer Rossi guidati da Pol Pot entrarono nella capitale Phnom Penh, dando il via a un regime di stampo comunista e a un processo di epurazione che causerà oltre 1.500.000 morti. Gli autori materiali di tale sterminio sono una massa di giovani, per lo più di provenienza contadina, manovrati da una ristrettissima élite composta da dirigenti politici di formazione stalinista.

Vann Nath, il pittore dei Khmer rossi

Tra il 1975 e il 1979 la Cambogia soffrì uno dei più atroci e violenti processi di epurazione del XX secolo. Paradossalmente, nello sterminio che costò la vita a oltre un milione e mezzo di persone, i Khmer rossi risparmiarono il pittore Vann Nath, proprio colui che con la sua arte, avrebbe poi riprodotto le atrocità del genocidio.

SGUARDO OBLIQUO

l'analisi

La testimonianza di Primo Levi come supporto alla rielaborazione della dittatura argentina da parte dei sopravvissuti

editoriale di Liliana Ruth Feierstein, Humboldt Universität Berlino, 14 aprile 2021

L’importanza delle testimonianze di Levi è inestimabile non solo per la sua ricchezza, per poter comprendere la Shoah, ma anche come fonte per riflettere e rielaborare altre esperienze traumatiche di estrema violenza. In questa relazione Liliana Ruth Feierstein intende dimostrare alcuni esempi di intertestualità e il ruolo della scrittura di Levi nelle testimonianze relative ai centros de detención y tortura dell’ultima dittatura in Argentina (1976-1983).

Intervista

"Un mondo senza profeti"

Il profeta è una persona carismatica, che non ha niente da vincere, non ha interessi politici né economici, ha un’unica preoccupazione, la giustizia. Oggi purtroppo siamo come nel Medioevo: non c’è nessuno che possa svegliarci e nessuno che possa darci la speranza, la speranza collettiva. Cosa ci sarà dopo, all’uscita dal Covid? 
Intervista a Marek Halter a partire dal suo ultimo libro

Le Nazioni Unite per i Giusti

Prevenzione genocidi

Memoria e conoscenza per prevenire i genocidi

I genocidi i le atrocità di massa si ripresentano nella Storia in modo sempre diverso, ma con meccanismi, linguaggi e dinamiche spesso simili. Saperli leggere, riconoscere e portare all’attenzione del mondo è un compito fondamentale per la prevenzione di tali crimini. Ecco perché la conoscenza di ciò che accade si lega in modo imprescindibile al fare memoria, affinché si possa mantenere la promessa del “mai più”. Ma quali sono oggi gli scenari di genocidio e atrocità di massa più gravi e urgenti?

Il dibattito sulla memoria

La Carta della Memoria di Gariwo: "La responsabilità della Memoria nel nostro tempo"

La memoria della Shoah ha permesso ad altri popoli di rivendicare sulla scena pubblica il diritto al riconoscimento delle loro sofferenze e il loro sacrosanto diritto di giustizia di fronte all’opinione pubblica internazionale. Oggi dobbiamo constatare come il percorso della memoria stia mostrando alcune criticità che, se non affrontate alla radice, rischiano di limitarne la funzione pedagogica e di mostrare una profonda inadeguatezza nei confronti delle nuove sfide del nostro tempo...

Carta della Memoria - il dibattito
le reazioni dopo la pubblicazione del documento

Gariwo e la scuola

Idee per la didattica a distanza

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