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Il Viale dei Giusti diplomatici: un segnale morale per il mondo
di Gabriele Nissim

Il Viale dei Giusti diplomatici: un segnale morale per il mondo

Alla Farnesina per i Giusti della diplomazia

La diplomazia del bene

Il progetto di un Giardino dei Giusti diplomatici a Roma, alla Farnesina, tende a dare valore e fare conoscere tutti coloro che nella storia della nostra diplomazia si sono assunti dei rischi personali per difendere la dignità umana nelle emergenze politiche e umanitarie. Il loro riconoscimento non risponde solo a un dovere di gratitudine per chi si è battuto nell’esercizio della sua funzione per difendere la vita e i valori della persona umana, ma valorizza l’immagine del nostro Paese nelle sue relazioni internazionali. Di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, ed Emilio Barbarani, già Ambasciatore a Santiago del Cile


Il percorso di Gariwo per promuovere la diplomazia del Bene

Da domani la toponomastica di Roma includerà “Viale dei Giusti della Farnesina”. Il prossimo obiettivo sarà istituire un Giardino dei Giusti della Farnesina, attraverso la predisposizione di placche commemorative ai piedi degli alberi che popolano il viale. Un risultato storico, figlio di anni di preziose collaborazioni con il Ministero degli Esteri per promuovere le storie dei Giusti insieme alle ambasciate italiane.


Diplomatici italiani Giusti

Storie dei diplomatici Giusti che, durante la Shoah o di fronte a totalitarismi e regimi autoritari, hanno rischiato la vita, la carriera e la sicurezza per aiutare i perseguitati e gli oppositori. Il loro esempio è fondamentale per trasmettere esempi positivi alle nazioni e alle nuove generazioni e per insegnare il valore della responsabilità personale. Leggi le loro storie 


Speciale Afghanistan

La disobbedienza al regime talebano esisteva, ed esiste anche oggi

La popolazione afghana ha sempre e faticosamente cercato di lottare per la propria libertà. Ma soprattutto, in questo esercizio di libertà hanno sempre avuto un ruolo molto importante le donne afghane, quelle che molti sono abituati a immaginare come una fila di sagome blu, sgualcite e silenziose, passive e obbedienti...


Perché gli Uiguri sono ancora più in pericolo con l’ascesa del Talebani

La minoranza musulmana degli uiguri - perseguitata dal governo cinese e da esso rinchiusa nei “campi di rieducazione” in quanto considerata portatrice della minaccia terroristica islamica nel Paese - si inserisce in questo quadro in ragione del fatto che essa abita la regione autonoma dello Xinjiang, passaggio obbligato nei progetti della Nuova via della seta, confinante per un breve ma importantissimo tratto con l’Afghanistan.


"I politici afghani ci hanno tradito, ma la resistenza delle donne ci restituisce speranza"

Amin Wahidi è un giornalista e regista nato a Kabul. Dopo aver lavorato per la rete televisiva nazionale ATN creando e presentando contenuti televisivi educativi, nel 2007 ha subito minacce di morte durante le riprese de Le chiavi per il paradiso, un film a cui stava lavorando e che parla degli attentatori suicidi in Afghanistan. Oggi vive in Italia, dove ha realizzato film e documentari premiati. In questa intervista spiega il modo in cui una classe dirigente corrotta abbia consegnato l’Afghanistan ai talebani e come la società civile stia resistendo a violenze e soprusi. Intervista di Joshua Evangelista 


Le donne dell'Afghanistan

Ieri è stata ancora una giornata di manifestazioni in Afghanistan: a Kabul, Herat, e in altre città. Tra i volti della protesta c’erano molte donne che, nonostante le intimidazioni e le violenze, hanno deciso di continuare a far sentire la propria voce contro chi le vorrebbe invisibili.


A Kabul, storia di un salvataggio

È in quel momento che il professore decide di agire. Scrive a tutti i suoi amici e colleghi: “Conoscete qualcuno che deve uscire dall’Afghanistan? Qualcuno nel mirino dei Talebani? Politici, attivisti per i diritti umani, artisti, giornalisti, insegnanti?”. Comincia a raccogliere nomi, curricula, documenti… 
La giornalista Rai Caterina Doglio ci racconta una storia di solidarietà umana, paura e coraggio. 


Sima Samar. Medico e attivista per i diritti in Afghanistan

Quando nacque nel 1957 a Jaghori, in Afghanistan, Sima Samar sembrava avere il destino segnato: era una donna, in un luogo in cui i diritti femminili erano violati e dimenticati, e apparteneva all’etnia hazara, una delle più perseguitate del Paese. Prima donna afgana a laurearsi a Kabul, ha dedicato la vita alla difesa dei diritti delle donne nel proprio Paese, contro il fondamentalismo.


Le storie

Alexej Alexandrovich Glagolev

Sacerdote ortodosso nella chiesa Pokrov, nel quartiere Podol (oggi Podil) di Kiev, nascose diversi ebrei che erano scampati al massacro di Babij Jar. Li ospitò nel piccolo edificio contiguo alla sua parrocchia. Fornì loro falsi documenti d’identità, in particolare certificati di battesimo rilasciati dal padre Aleksandr, ma anche attestazioni con la qualifica di corista, sagrestano, custode...


Antonina Erdman Zabinska

Antonina Erdman Żabińska, era un’insegnante appassionata di arte e di musica, molto cattolica, che aveva perso i suoi genitori durante la rivoluzione russa. Grande amante degli animali, aveva sposato Jan Żabiński, fondatore e direttore dello Zoo di Varsavia. Durante la Seconda guerra mondiale, la coppia diede rifugio a centinaia di cittadini ebrei in casa propria e negli ambienti abbandonati dello zoo.


Elena Kutorgiene-Buivydaite

Divenuta vice primario dell’ospedale di Kaunas, la dottoressa partecipò al movimento antifascista della città di Kaunas, aiutando ebrei, prigionieri di guerra e persone di altre nazionalità. Elena li ospitò nella propria abitazione, trovò loro rifugi più sicuri o li fece espatriare, custodì oggetti di valore e ne favorì la vendita. 


Storie di dissidenti uiguri fuori dai confini della Cina

Arrestare i dissidenti all’estero è solo uno dei modi in cui le autorità cinesi mettono a tacere chi parla di ciò che sta accadendo nello Xinjiang, che la Cina descrive come una “guerra al terrorismo”. Prendendo di mira i parenti degli uiguri dissidenti all’estero, inoltre, la Cina cerca di mettere a tacere queste voci.


Asma Jahangir

Poiché il Pakistan non disponeva di un'istituzione nazionale per i diritti umani, Jahangir è stata una dei fondatori della Commissione per i diritti umani del Pakistan, una ONG indipendente, istituita nel 1986 con il compito di promuovere e difendere i diritti umani e monitorare le violazioni. Per decenni si è battuta, spesso correndo grandi rischi personali, per i diritti dei gruppi più svantaggiati del suo paese. 


Martín Almada

Arrestato e torturato dal generale Stroessner in Paraguay, Almada si batté per la giustizia e il riconoscimento delle violenze della dittatura. Nel 1992 trovò un archivio con più di cinque tonnellate di documenti contenenti le prove dell’Operazione Condor, il disegno con cui le dittature militari sudamericane hanno collaborato negli anni ’70 e ‘80 per imprigionare gli oppositori.


Ona Simaite

Quando venne istituito il ghetto, Ona decise di aiutare i perseguitati: riuscì quindi a ottenere un permesso per entrare nel ghetto, con la scusa che lì erano rimasti molti libri che dovevano essere restituiti alla biblioteca. In questo modo, riuscì non solo ad agire come collegamento tra gli ebrei nei ghetti di Kaunas e Vilnius, portando lettere e messaggi, ma anche a conservare e preservare ogni traccia della cultura ebraica.


Jacqueline Moudeina

La donna che ha portato a processo l'ex dittatore del Ciad Hissene Habré. Non solo si era impegnata a dare il via al procedimento, ma era anche diventata l’avvocato delle vittime della dittatura. Con grande rischio personale, ha lottato per ottenere giustizia per le vittime dell'ex dittatura in Ciad e per aumentare la consapevolezza e il rispetto dei diritti umani in Africa.


Aminatou Haidar

Attiva nella causa del popolo saharawi, Aminatou Haidar è oggi la Presidente del collettivo degli attivisti Saharawi per i diritti umani ed è conosciuta come la “Gandhi dei Saharawi”. Per far luce su una crisi spesso dimenticata, Haidar ha organizzato manifestazioni, documentato casi di tortura e condotto scioperi della fame per veder riconosciuto il diritto all’autodeterminazione. Per questo è stata minacciata e picchiata più volte.


Davi Kopenawa

Kopenawa ha ricoperto e ricopre un ruolo essenziale nell'unire le comunità indigene per resistere ai minatori, agli allevatori e ad altri potenti interessi che distruggono le terre degli Yanomami a scopo di lucro. Lavora anche per conservare la foresta pluviale e le conoscenze della sua comunità per abitare in modo sostenibile queste terre enormemente minacciate dal cambiamento climatico e dal declino della biodiversità.


Lottie Cunningham Wren

Lottie Cunningham Wren è un avvocato del gruppo indigeno Miskito in Nicaragua, che difende i diritti dei popoli indigeni alla terra e alle risorse. Come donna indigena, Lottie ha sperimentato personalmente la violenza e la distruzione dovute alla mancanza di protezione per il suo popolo.


  • Chi siamo

    Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide.

    Siamo una ONLUS con sede a Milano e collaborazioni internazionali.

    Dal 1999 lavoriamo per far conoscere i Giusti: pensiamo che la memoria del Bene sia un potente strumento educativo e serva a prevenire genocidi e crimini contro l'Umanità.

    Per questo creiamo Giardini dei Giusti in tutto il mondo e usiamo i mezzi di comunicazione, i social network e le iniziative pubbliche per diffondere il messaggio della responsabilità. Dal Parlamento europeo abbiamo ottenuto la Giornata dei Giusti, che ogni anno celebriamo il 6 marzo.

    La nostra attività è sostenuta da istituzioni, scuole, volontari, da un Comitato scientifico internazionale e dai nostri “Ambasciatori”.

  • I Giardini dei Giusti

    I Giardini sono come libri aperti che raccontano le storie dei Giusti.

    Sono spazi pubblici, luoghi di memoria ma anche di incontro e di dialogo, in cui organizzare iniziative rivolte a studenti e cittadini per mantenere vivi gli esempi dei Giusti non solo in occasione della dedica dei nuovi alberi, ma durante tutto l’anno.

    Il Giardino di Milano è nato nel 2003 nel parco del Monte Stella. Nel 2008 si è costituita l’Associazione per il Giardino dei Giusti - formata da Comune di Milano, Gariwo e UCEI - che ne cura le attività.

    Ogni anno sorgono nuovi Giardini nelle città e nelle scuole, in Italia e nel mondo. Il nostro obiettivo è creare una rete diffusa per connettere tutti i soggetti interessati a questi temi.

  • La Giornata europea dei Giusti

    Il 10 maggio 2012 i deputati di Strasburgo hanno accolto l’appello di Gariwo - sottoscritto da numerosi cittadini ed esponenti del mondo della cultura - istituendo la Giornata europea dei Giusti il 6 marzo, data della scomparsa dell'artefice del Viale dei Giusti Moshe Bejski. A partire dalla definizione di Yad Vashem, abbiamo esteso il concetto di Giusto sino a includere quanti, in ogni parte del mondo, hanno salvato vite umane in tutti i genocidi e difeso la dignità umana durante i totalitarismi.
    Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

  • La Carta delle responsabilità 2017

    La Carta delle responsabilità 2017 nasce dalla riflessione collettiva proposta da Gariwo con il ciclo di incontri La crisi dell’Europa e i Giusti del nostro tempo, organizzato in collaborazione con il Teatro Franco Parenti e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano e della Fondazione Corriere della Sera
    La Carta, ispirata all’esperienza di Charta ’77 e sottoscritta da importanti personalità della cultura e della società, rappresenta il nostro impegno etico per la memoria del Bene e l’educazione alla responsabilità, per riaffermare il valore della pluralità in contrapposizione alla cultura dell’odio e del nemico.

Varsavia

Nuovi Giusti al Giardino di Varsavia

Il prossimo 23 settembre verranno onorati sette Giusti nel Giardino dei Giusti di Varsavia, che sorge nell'area che fu quella del Ghetto ebraico. Il Giardino è gestito dalla “Casa degli incontri con la storia” di Varsavia in collaborazione con la Fondazione Gariwo e il Museo della storia degli ebrei polacchi “Polin”.

l'analisi

La storia eroica e drammatica di Antonina Wyrzykowska

editoriale di Konstanty Gebert, giornalista, 13 settembre 2021

Poco tempo dopo il massacro della comunità ebraica di Jedwabne in Polonia, i tedeschi crearono un ghetto a Łomża, nel quale rinchiusero gli ebrei della città, quelli sopravvissuti al massacro. I Wyrzykowski portarono cibo alla gente rinchiusa nel ghetto fino a che non fu liquidato, alla fine del 1942. Allo stesso tempo, ospitarono 7 persone, scampate al massacro, fuggite dal ghetto in liquidazione.

Il Giardino dei Giusti di Varsavia: dalla Polonia al mondo
Un’intervista con Anna Ziarkowska

Roma

Roma, inaugurato “Viale dei Giusti della Farnesina”

A Roma da oggi si potrà percorrere “Viale dei Giusti della Farnesina”. 
Roma Capitale ha così raccolto la proposta di Gariwo. Intitolando un viale così importante ai Giusti della Farnesina si intende onorare tutti coloro che, prestando servizio al Ministero degli Affari Esteri italiano a diverso titolo, hanno difeso la vita e dignità umana durante i conflitti e i genocidi.

Recensione

Friedl e i bambini di terezín

Questo libro per ragazzi racconta la storia di una grande donna, fatta di coraggio e tenacia. Friedl Dicker-Brandeis, durante la Seconda guerra mondiale, nel pieno delle persecuzioni naziste riuscì, attraverso il linguaggio dell’arte, a far elaborare il trauma della deportazione a centinaia di bambini, rinchiusi insieme a lei a Theresienstadt.

Giardino di Milano

Concerto per i Giusti del Mediterraneo

Domenica 19 settembre 2021 alle ore 18 presso l’Anfiteatro Ulianova Radice del Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano si terrà il concerto gratuito di musica contemporanea dedicato a coloro che, di fronte alla tragedia dei naufragi nel Mediterraneo, si sono spesi e si spendono per salvare i migranti e mettersi al servizio dei più deboli. Scopri di più!

Prevenzione genocidi

Memoria e conoscenza per prevenire i genocidi

I genocidi i le atrocità di massa si ripresentano nella Storia in modo sempre diverso, ma con meccanismi, linguaggi e dinamiche spesso simili. Saperli leggere, riconoscere e portare all’attenzione del mondo è un compito fondamentale per la prevenzione di tali crimini. Ecco perché la conoscenza di ciò che accade si lega in modo imprescindibile al fare memoria, affinché si possa mantenere la promessa del “mai più”. Ma quali sono oggi gli scenari di genocidio e atrocità di massa più gravi e urgenti?

I Giusti e la prevenzione dei genocidi. La nuova sfida di Gariwo nel mondo
di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo
“La famiglia dei genocidi è una malattia universale dell’umanità”
Intervista a Israel Charny

Ebook "Domande sulla memoria"

Riflessioni sull’importanza dello studio di tutti i genocidi

Questo libro gratuito vuole essere un nuovo strumento sull’importanza, partendo dall’esperienza estrema e tragica della Shoah, dello studio di tutti genocidi e di una loro lettura d’insieme per prevenire il male. Nel tempo, è infatti in parte mancata un’analisi delle caratteristiche comuni dei genocidi mentre si è sviluppata una tendenza alla “concorrenza tra le memorie”.