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La più grave manipolazione di Putin
“Contro i nazisti si può essere bastardi”

La più grave manipolazione di Putin

Attualità

Tour la Milano dei Giusti, ecco le date estive

A grande richiesta, mercoledì 13 luglio e sabato 16 luglio torna il tour guidato alla scoperta di alcuni luoghi simbolo della memoria di Milano, legati alle vicende dei Giusti milanesi che, rischiando la propria vita, hanno salvato numerosi ebrei e altri perseguitati durante l’occupazione nazista. In particolare i partecipanti scopriranno le storie e i luoghi legati a tre grandi figure della resistenza milanese: Giuseppe Sala, Fernanda Wittgens e Giovanni Barbareschi.


L'ambasciatore che salvò centinaia di dissidenti nel Cile di Pinochet

Alla fine del 1973, circa 300 dissidenti legati alla sinistra cilena vennero presi in custodia da diplomatici israeliani di base a Santiago, che in questo modo li salvarono dagli squadroni della morte della giunta militare. I dissidenti venivano prelevati da nascondigli segreti, nascosti nei portabagagli delle auto dell'ambasciata israeliana e condotti fino all'aeroporto di Santiago, da dove potevano finalmente abbandonare il Cile. A guidare le operazioni, che sono rimaste segrete per quasi mezzo secolo, c’era l’ambasciatore Moshé Tov.


Abraham "Buli" Yehoshua, lo scrittore dell’identità

Lo scrittore israeliano Abraham "Buli" Yehoshua (1936-2022) ha concentrato la sua scrittura e riflessione su due questioni: l’identità ebraica e i legami famigliari. Nell’intreccio, e spesso la sovrapposizione tra queste questioni, affrontate con passione, poesia, profonda sensibilità e tolleranza, sta la grandezza di uno scrittore che, assieme ad Amos Oz (scomparso nel 2019) e David Grossman ha fatto apprezzare la letteratura israeliana contemporanea nel mondo. Di Francesco M. Cataluccio


Storie di donne nell'Afghanistan dei talebani

La giornalista afghana Rahel Saya ha raccolto per Gariwo alcune testimonianze di donne sotto il giogo dei talebani. Per spiegare l'attuale situazione, spiega, è importante capire il concetto di Muharram. Significa "avere un fratello, un padre, un marito e un figlio". "Nessuna donna nel mio Paese può uscire di casa senza un Muharram, anche se ha intenzione di andare dal medico o in ospedale". L'oppressione delle donne parte da qui.


"Bongbong" Marcos Jr. e le Filippine, quando i figli dei dittatori diventano presidenti

Soldi sottratti allo stato. Tanti soldi. Ma anche repressione, sparizioni e persino torture ed esecuzioni. Il menù delle accuse a Ferdinand Marcos è da sempre corposo. Eppure, da poche settimane le Filippine hanno scelto il figlio del loro celebre dittatore, Ferdinand Junior detto "Bongbong", come nuovo presidente. E lo hanno fatto in maniera convinta, con gli elettori che hanno votato in massa per l'erede della più celebre dinastia politica del paese. Di Lorenzo Lamperti (China Files), da Taipei


La lettera di Marek Halter a Putin

Il 31 maggio, su “Les Echos”, lo scrittore Marek Halter ha scritto un’accorata lettera a Vladimir Putin che è stata pubblicata in italiano da “la Stampa” il 4 giugno. Nella conclusione della sua lettera, coerentemente con lo spirito pacifista che lo ha sempre animato, Halter dice a Putin che sta pensando di organizzare una Carovana della Pace che raggiunga, dopo aver percorso migliaia di chilometri, prima Mosca e poi Kyiv. Intanto Putin ha ricominciato a bombardare proprio la capitale dell’Ucraina. Di Francesco M. Cataluccio 


Xinjiang Police Files: hackerati migliaia di documenti sulla “rieducazione”

Pile di discorsi classificati, documenti riservati, e migliaia di immagini di detenuti uiguri. Sono i Xinjiang Police Files, gli ultimi leakes che attestano la portata della cosiddetta “rieducazione” di massa, il sistema detenzioni extragiudiziali a cui sono state sottoposte le minoranze etniche islamiche nell’omonima regione autonoma cinese al confine con l’Asia centrale. Il materiale - autenticato nell’arco di vari mesi - è stato hackerato dai server della polizia locale. Di Alessandra Colarizi, China Files


Per un undicesimo comandamento: non commettere genocidio

Quello dell’Autore non è un allarme retorico o un’esagerazione predicatoria: sì, Auschwitz può tornare. I corpi ammucchiati dei civili in un supermercato o occultati nelle fosse comuni di alcune città ucraine testimoniano di un Male che riappare. Ad un Mosè che potesse di nuovo scendere dal Monte Sinai, il Dio biblico affiderebbe oggi un undicesimo comandamento: non commettere genocidio. Di Giovanni Cominelli, giornalista 


In Afghanistan è in corso un genocidio?

Sempre più studiosi e attivisti affermano che a fine Ottocento in Afghanistan si è consumato un genocidio nei confronti della comunità hazara. E che gli intenti genocidari siano stati evidenti attraverso massacri e violazioni sino a oggi, per oltre un secolo. In un convegno internazionale a Milano si è cercato di fare il punto sul ruolo della Corte penale internazionale e su come prevenire nuovi genocidi nell'Afghanistan controllato dai talebani.


Responsabilità, guerra e Giusti per l’ambiente

Il clima sta cambiando davanti ai nostri occhi. Il cambiamento climatico è già qui e fa paura. È l’estrema sintesi dell’ultimo rapporto sullo Stato globale del clima pubblicato dall’Organizzazione meteorologica mondiale. Tutti questi fenomeni ci mettono di fronte a un’evidenza: la crisi climatica non può e non deve essere affrontata in modo locale, nazionale o individuale. Di Martina Landi 


La guerra in Ucraina sconvolge l’idea rassicurante dell’unicità del male

La guerra in Ucraina ci dovrebbe spingere a ragionare in modo nuovo sulla politica della memoria e su tutti i limiti che stiamo incontrando negli ultimi anni.
Non ci dobbiamo chiedere solamente come agire in queste circostanze, ma anche se abbiamo dato alla nostra società gli strumenti culturali per capire e comprendere. Di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo


Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani

Progetto Genesi si articola in un intreccio concettuale, temporale e tematico costituito da una mostra itinerante, in collaborazione con il FAI, della nuova raccolta d'arte contemporanea Collezione Genesi, da un ricco programma di attività educative rivolte al pubblico di tutte le età e da un ciclo di dodici conversazioni online in collaborazione con l'Università Cattolica. L'idea da cui origina la concezione dell’intera progettualità è che l'arte contemporanea possa assumere il ruolo di ambasciatrice dei diritti umani.


Perché Erdogan ha così tanta paura di Osman Kavala?

Chi ha paura del filantropo turco a favore della libertà di stampa, così tanto da condannarlo all'ergastolo? Oltre i deliri, le messe in scena e i giochi politici di Ankara, la domanda che sorge è questa. Come mai è successa una cosa del genere? Perché proprio Kavala? In tanti hanno provato a trovare la risposta a questa domanda in questi anni, sia le persone vicine al governo, sia quelle accanto a Osman Kavala. Non c’è una sola risposta, ma diverse. L'articolo di Murat Cinar.


I russi sono i russi. Non sono il governo russo. Intervista a Zoja Svetova

Zoja Svetova è una giornalista, scrittrice e attivista russa che da anni si occupa di diritti umani. Ha seguito dal campo il conflitto in Cecenia e lavorato per il riconoscimento dei diritti dei detenuti in Russia. Nata nella Mosca di fine anni ’50, figlia di dissidenti e prigionieri politici, nipote del primo preside della facoltà di Storia di Mosca, Grigorji Friedland, fatto fucilare da Stalin nel 1937, l'impegno civile e personale di Zoja Svetova sembra stato deciso il giorno della sua nascita.


Le storie

The Promise

Un film toccante e ben strutturato che affronta il tema della persecuzione del popolo armeno da parte dei turchi dell'Impero ottomano durante la Prima guerra mondiale. Una tragedia che è rimasta sepolta per decenni nell'oblio più totale e che ha provocato circa 1 milione e mezzo di morti e incalcolabili distruzioni.


Félicité Niyitegeka

Suora laica ruandese fu responsabile del Centre Saint Pierre di Gisenyi. Rifiutò di separarsi dai tutsi che avevano trovato rifugio nel suo centro durante il genocidio del 1994. Cercò di salvare tutti coloro che aveva nascosto da lei e, quando non fu più in grado di mandarli oltre confine, decise di morire con loro.


Louis Dartige du Fournet

Louis René Charles Marie Dartige du Fournet nasce a Putanges in Normandia nel 1862 in una famiglia appartenente all’antica alta borghesia francese. Il 6 settembre 1915, a rischio di macchiare la sua carriera, dà ordine a tutti gli incrociatori sotto il suo comando di iniziare immediatamente l’evacuazione degli armeni dal Musa Dagh. 


Varian Mackey Fry

Giornalista americano inviato a Marsiglia dalla Emergency Rescue Committee con lo scopo di aiutare duecento personalità del mondo culturale e scientifico a lasciare il Paese, riuscì a salvare 4000 perseguitati, malgrado l’ostilità della polizia francese e del consolato americano.


Anna Politkovskaja

Anna Politkovskaja è stata una giornalista che ha lottato per la verità e per il diritto di ogni persona ad esprimersi. Ha pubblicato inchieste scomode sulla Cecenia e denunciato il clima di intimidazione instaurato da Putin contro la libertà di stampa. È stata uccisa nell'ascensore del palazzo di Mosca dove abitava.


Atefa Ghafoory

Atefa Ghaffory è una giornalista e attivista, impegnata fino a quando ha potuto nella difesa dei diritti delle donne e nella formazione delle nuove generazioni per aiutarle a sfidare la cultura patriarcale e il fondamentalismo islamista. Nel dicembre del 2021 è riuscita a scappare dal secondo regime talebano dopo una fuga durata tre mesi. Ora vive in Svezia, dove ha chiesto la protezione internazionale.


Carl Wilkens

La storia dell'unico americano rimasto a Kigali durante il genocidio del 1994. Carl Wilkens non solo salvò i suoi collaboratori e si impegnò quotidianamente per portare acqua, cibo e medicine ai bisognosi, ma riuscì anche a salvare centinaia di orfani stingendo accordi con le milizie e portando i perseguitati nella Cattedrale di Saint Michel.


Ales Bialiatski

Dalla metà degli anni ’80, Bialiatski ha condotto una campagna non violenta e apartitica per garantire le libertà democratiche in Bielorussia. La sua attività gli è costata più volte l’arresto, Bialiatski ha infatti scontato anni di prigione per accuse orchestrate contro di lui. Nonostante questo, non ha mai smesso di dedicarsi alla promozione dei principi democratici e dei diritti umani in Bielorussia.


Kyaw Hla Aung

Kyaw Hla Aung è un avvocato e attivista che ha dedicato la sua vita alla battaglia per l’eguaglianza, l’educazione e i diritti umani del popolo Rohingya. Nato nel 1941 a Sittwe, la capitale dello stato Rakhine del Myanmar, membro lui stesso della comunità musulmana Rohingya, Aung ha sperimentato sulla sua pelle le discriminazioni inflitte al cosiddetto “popolo senza Stato”. 


  • Chi siamo

    Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide.

    Siamo una ONLUS con sede a Milano e collaborazioni internazionali.

    Dal 1999 lavoriamo per far conoscere i Giusti: pensiamo che la memoria del Bene sia un potente strumento educativo e serva a prevenire genocidi e crimini contro l'Umanità.

    Per questo creiamo Giardini dei Giusti in tutto il mondo e usiamo i mezzi di comunicazione, i social network e le iniziative pubbliche per diffondere il messaggio della responsabilità. Dal Parlamento europeo abbiamo ottenuto la Giornata dei Giusti, che ogni anno celebriamo il 6 marzo.

    La nostra attività è sostenuta da istituzioni, scuole, volontari, da un Comitato scientifico internazionale e dai nostri “Ambasciatori”.

  • I Giardini dei Giusti

    I Giardini sono come libri aperti che raccontano le storie dei Giusti.

    Sono spazi pubblici, luoghi di memoria ma anche di incontro e di dialogo, in cui organizzare iniziative rivolte a studenti e cittadini per mantenere vivi gli esempi dei Giusti non solo in occasione della dedica dei nuovi alberi, ma durante tutto l’anno.

    Il Giardino di Milano è nato nel 2003 nel parco del Monte Stella. Nel 2008 si è costituita l’Associazione per il Giardino dei Giusti - formata da Comune di Milano, Gariwo e UCEI - che ne cura le attività.

    Ogni anno sorgono nuovi Giardini nelle città e nelle scuole, in Italia e nel mondo. Il nostro obiettivo è creare una rete diffusa per connettere tutti i soggetti interessati a questi temi.

  • La Giornata europea dei Giusti

    Il 10 maggio 2012 i deputati di Strasburgo hanno accolto l’appello di Gariwo - sottoscritto da numerosi cittadini ed esponenti del mondo della cultura - istituendo la Giornata europea dei Giusti il 6 marzo, data della scomparsa dell'artefice del Viale dei Giusti Moshe Bejski. A partire dalla definizione di Yad Vashem, abbiamo esteso il concetto di Giusto sino a includere quanti, in ogni parte del mondo, hanno salvato vite umane in tutti i genocidi e difeso la dignità umana durante i totalitarismi.
    Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

  • La Carta delle responsabilità 2017

    La Carta delle responsabilità 2017 nasce dalla riflessione collettiva proposta da Gariwo con il ciclo di incontri La crisi dell’Europa e i Giusti del nostro tempo, organizzato in collaborazione con il Teatro Franco Parenti e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano e della Fondazione Corriere della Sera
    La Carta, ispirata all’esperienza di Charta ’77 e sottoscritta da importanti personalità della cultura e della società, rappresenta il nostro impegno etico per la memoria del Bene e l’educazione alla responsabilità, per riaffermare il valore della pluralità in contrapposizione alla cultura dell’odio e del nemico.

A Napoli

Gariwo a Palazzo Salerno insieme all'Esercito italiano

Nel salone del Circolo Unificato di Palazzo Salerno, sede del Comando delle Forze Operative Sud, si è svolta la presentazione del volume “Auschwitz non finisce mai”, del presidente di Gariwo Gabriele Nissim. Durante la conferenza è stata annunciata l’intenzione di lavorare a un Giardino dei Giusti a Napoli, all’interno di Palazzo Salerno.

Racconto di viaggio

Non c’è nessuna Itaca. Viaggio in Lituania

Il paese, visto dall’alto, è fatto di foreste e boschi immensi, verdi laghi e celesti fiumi orlati da piante, pianure e campi a perdita d’occhio, lagune che sembrano mare, dune altissime e un mare grigio che si confonde col cielo. Ci pensa l’esuberante natura a garantire una continuità, quasi metafisica, con il passato.

Nuovo libro di Gabriele Nissim

Auschwitz non finisce mai

È in libreria il nuovo libro del presidente di Gariwo Gabriele Nissim. Il volume analizza il ruolo della memoria della Shoah nel nostro tempo e il suo rapporto con gli altri genocidi ed esce in occasione della decima Giornata europea dei Giusti, acquista la tua copia!

Salvare l’umano contro i genocidi
recensione di Lucio Romano
Riflessioni sull’Olocausto e gli altri genocidi
recensione di Giulia Ceccutti
Auschwitz come monito universale
di Giovanni Chianelli
Perché Auschwitz non finisce mai?
recensione di Micol De Pas
Shoah, quell’orrore che non ha mai fine
recensione di Vittorio Emanuele Parsi
Genocidi, memoria, diritto: perché “Auschwitz non finisce mai”?
recensione di Sante Maletta
La memoria e il futuro in gioco
recensione di Anna Foa
La memoria (e l’intelligenza giuridica) per prevenire i nuovi genocidi
di Maurizio Crippa, vicedirettore del Foglio
Veil, Primo Levi, Wiesel e gli altri. La necessaria alleanza dei Giusti
recensione di Marcello Flores

L'intervista

Sul confine - Ucraina

Sul confine – Ucraina

La pagina "Sul confine" nasce dalla volontà della Fondazione Gariwo di seguire quotidianamente il conflitto tra Russia e Ucraina scoppiato il 24 febbraio 2022 con l’invasione del Paese ordinata dal presidente russo Vladimir Putin, con testi storici, approfondimenti, punti di vista e storie di personaggi significativi.

Storie di Giusti

il podcast di Gariwo

Ci sono persone comuni che a un certo punto della loro vita, di fronte a ingiustizie e persecuzioni, hanno deciso da che parte stare, anche a costo di privazioni o, in molti casi, della propria vita. A Milano esiste un luogo dove queste persone vengono onorate. Si chiama Giardino dei Giusti di tutto il mondo. Questa serie di podcast racconta le loro storie, attraverso le testimonianze di familiari, amici, storici, giornalisti e scrittori.

Il Memorioso

"Il Memorioso. Breve guida alla memoria del bene"

Lo spettacolo teatrale che porta in scena le avventurose storie dei Giusti si sta arricchendo di nuove sfumature e di nuovi "memoriosi". Il laboratorio teatrale del Memorioso ospitato dal Centro Culturale Asteria di Milano e con la compagnia Oderstrasse ha formato nuovi attori per raccontare sempre più storie di Giusti. Clicca per scoprire come portare lo spettacolo nella tua scuola o nella tua città!

Prevenzione genocidi

Memoria e conoscenza per prevenire i genocidi

I genocidi e le atrocità di massa si ripresentano nella Storia in modo sempre diverso, ma con meccanismi, linguaggi e dinamiche spesso simili. Saperli leggere, riconoscere e portare all’attenzione del mondo è un compito fondamentale per la prevenzione di tali crimini. Ecco perché la conoscenza di ciò che accade si lega in modo imprescindibile al fare memoria, affinché si possa mantenere la promessa del “mai più”. Ma quali sono oggi gli scenari di genocidio e atrocità di massa più gravi e urgenti?