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Suggerimenti di lettura
per l'estate 2021

Suggerimenti di lettura

Le storie

Asma Jahangir

Poiché il Pakistan non disponeva di un'istituzione nazionale per i diritti umani, Jahangir è stata una dei fondatori della Commissione per i diritti umani del Pakistan, una ONG indipendente, istituita nel 1986 con il compito di promuovere e difendere i diritti umani e monitorare le violazioni. Per decenni si è battuta, spesso correndo grandi rischi personali, per i diritti dei gruppi più svantaggiati del suo paese. 


Le Suore di San Giuseppe di Chambery

Nell'Istituto San Giuseppe al Casaletto le suore avevano nascosto decine di bambine ebree, salvandole dalla retata del 16 ottobre 1943. Per questo sono state proclamate Giuste tra le nazioni da Yad Vashem il 4 agosto 1997. La storia è stata raccontata da Lia Levi, una delle piccole rifugiate, nell'intervista data nel 2012 a Liliana Picciotto, storica e responsabile di ricerca presso la Fondazione CDEC.


Enrico Bertoni

Enrico Bertoni, interprete presso il carcere di Regina Coeli a Roma durante l'occupazione tedesca, ha salvato un bambino ebreo, Leone Sonnino, sottraendolo alla deportazione e tenendolo in casa propria come un figlio fino alla Liberazione. La vicenda è raccontata da Sonnino nel libro "Salvarsi. Gli ebrei d'Italia sfuggiti alla Shoah. 1943-1945 (Einaudi, 2017), curato da Liliana Picciotto.


Shaheen Khalaf

Shaheen si lanciò in un’operazione di soccorso disperata per salvare, riuscendoci, una bambina colpita alla faccia, circondata da cadaveri e da pochi sopravvissuti, finiti sotto il fuoco dei cecchini dell’ISIS. Troppo rischiosa l’operazione, e troppo intelligente e formato Shaheen per non comprendere quello a cui andava incontro...


Martín Almada

Arrestato e torturato dal generale Stroessner in Paraguay, Almada si batté per la giustizia e il riconoscimento delle violenze della dittatura. Nel 1992 trovò un archivio con più di cinque tonnellate di documenti contenenti le prove dell’Operazione Condor, il disegno con cui le dittature militari sudamericane hanno collaborato negli anni ’70 e ‘80 per imprigionare gli oppositori.


Masih Alinejad, giornalista per la libertà delle donne iraniane

La giornalista iraniano-statunitense residente a Brooklyn Masih Alinejad ha dichiarato di essere stata l’obiettivo di un tentativo di rapimento orchestrato ai suoi danni da una rete di intelligence in Iran, in risposta probabilmente alla sua ampia critica al regime, che da anni porta avanti. La giornalista è stata seguita, la sua casa e la sua famiglia filmati e fotografati.


Jacqueline Moudeina

La donna che ha portato a processo l'ex dittatore del Ciad Hissene Habré. Non solo si era impegnata a dare il via al procedimento, ma era anche diventata l’avvocato delle vittime della dittatura. Con grande rischio personale, ha lottato per ottenere giustizia per le vittime dell'ex dittatura in Ciad e per aumentare la consapevolezza e il rispetto dei diritti umani in Africa.


Padre Stan Swamy

Padre Stanislaus Lourduswamy, sacerdote gesuita indiano, attivista per i diritti umani degli adivasi, le tribù indigene, nello stato di Jharkhand, è morto il 5 luglio 2021 a 84 anni, dopo nove mesi di detenzione per l'accusa di cospirazione con i guerriglieri maoisti nell'ambito dell'inchiesta sugli scontri avvenuti nel 2018 durante la commemorazione della battaglia di Bhima Koregaon.


Aminatou Haidar

Attiva nella causa del popolo saharawi, Aminatou Haidar è oggi la Presidente del collettivo degli attivisti Saharawi per i diritti umani ed è conosciuta come la “Gandhi dei Saharawi”. Per far luce su una crisi spesso dimenticata, Haidar ha organizzato manifestazioni, documentato casi di tortura e condotto scioperi della fame per veder riconosciuto il diritto all’autodeterminazione. Per questo è stata minacciata e picchiata più volte.


Davi Kopenawa

Kopenawa ha ricoperto e ricopre un ruolo essenziale nell'unire le comunità indigene per resistere ai minatori, agli allevatori e ad altri potenti interessi che distruggono le terre degli Yanomami a scopo di lucro. Lavora anche per conservare la foresta pluviale e le conoscenze della sua comunità per abitare in modo sostenibile queste terre enormemente minacciate dal cambiamento climatico e dal declino della biodiversità.


Ameena Saeed Hasan

Centinaia le donne, le ragazze e i bambini che Hasan e al Dakhi riescono a salvare grazie a una rete clandestina da loro creata e diretta. Un lavoro pericolosissimo il loro, costato più volte torture e esecuzioni capitali ai loro collaboratori scovati durante le loro pericolosissime missioni: identificare, localizzare e infine liberare quante più persone possibile dai territori militarizzati del sedicente Stato Islamico.


Sadia Hussein

La keniana Sadia ha subito la mutilazione genitale femminile a 10 anni. A 21 anni ha partorito dolorosamente e ha deciso che sua figlia non avrebbe mai dovuto affrontare lo stesso inferno. La piccola è stata la prima di molte ragazze che ha salvato da questa pratica. Oggi Sadia Hussein, 34 anni, è una delle più importanti attiviste keniane per l'eradicazione delle MGF (mutilazioni genitali femminili). Sta costruendo un movimento di massa e intraprendendo il difficile compito di sradicare una pratica sociale collettiva e profondamente radicata.


Sima Samar

Quando nacque nel 1957 a Jaghori, in Afghanistan, Sima Samar sembrava avere il destino segnato: era una donna, in un luogo in cui i diritti femminili erano violati e dimenticati, e apparteneva all’etnia hazara, una delle più perseguitate del Paese. Prima donna afgana a laurearsi a Kabul, ha dedicato la vita alla difesa dei diritti delle donne nel proprio Paese, contro il fondamentalismo.


Lottie Cunningham Wren

Lottie Cunningham Wren è un avvocato del gruppo indigeno Miskito in Nicaragua, che difende i diritti dei popoli indigeni alla terra e alle risorse. Come donna indigena, Lottie ha sperimentato personalmente la violenza e la distruzione dovute alla mancanza di protezione per il suo popolo.


Elsa Poianella Bellio

Ha tenuto nascosti in casa i Falk, fuggiti da Fiume, affezionandosi a loro e formando con loro un'unica grande famiglia, come aveva dichiarato nel 2008, intervistata da Liliana Picciotto, storica e responsabile di ricerca presso la Fondazione CDEC. Nel 1998 è proclamata Giusta tra le nazioni; nel 2008 ha ricevuto la medaglia d'oro per la benemerenza civile dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.


  • Chi siamo

    Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide.

    Siamo una ONLUS con sede a Milano e collaborazioni internazionali.

    Dal 1999 lavoriamo per far conoscere i Giusti: pensiamo che la memoria del Bene sia un potente strumento educativo e serva a prevenire genocidi e crimini contro l'Umanità.

    Per questo creiamo Giardini dei Giusti in tutto il mondo e usiamo i mezzi di comunicazione, i social network e le iniziative pubbliche per diffondere il messaggio della responsabilità. Dal Parlamento europeo abbiamo ottenuto la Giornata dei Giusti, che ogni anno celebriamo il 6 marzo.

    La nostra attività è sostenuta da istituzioni, scuole, volontari, da un Comitato scientifico internazionale e dai nostri “Ambasciatori”.

  • I Giardini dei Giusti

    I Giardini sono come libri aperti che raccontano le storie dei Giusti.

    Sono spazi pubblici, luoghi di memoria ma anche di incontro e di dialogo, in cui organizzare iniziative rivolte a studenti e cittadini per mantenere vivi gli esempi dei Giusti non solo in occasione della dedica dei nuovi alberi, ma durante tutto l’anno.

    Il Giardino di Milano è nato nel 2003 nel parco del Monte Stella. Nel 2008 si è costituita l’Associazione per il Giardino dei Giusti - formata da Comune di Milano, Gariwo e UCEI - che ne cura le attività.

    Ogni anno sorgono nuovi Giardini nelle città e nelle scuole, in Italia e nel mondo. Il nostro obiettivo è creare una rete diffusa per connettere tutti i soggetti interessati a questi temi.

  • La Giornata europea dei Giusti

    Il 10 maggio 2012 i deputati di Strasburgo hanno accolto l’appello di Gariwo - sottoscritto da numerosi cittadini ed esponenti del mondo della cultura - istituendo la Giornata europea dei Giusti il 6 marzo, data della scomparsa dell'artefice del Viale dei Giusti Moshe Bejski. A partire dalla definizione di Yad Vashem, abbiamo esteso il concetto di Giusto sino a includere quanti, in ogni parte del mondo, hanno salvato vite umane in tutti i genocidi e difeso la dignità umana durante i totalitarismi.
    Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

  • La Carta delle responsabilità 2017

    La Carta delle responsabilità 2017 nasce dalla riflessione collettiva proposta da Gariwo con il ciclo di incontri La crisi dell’Europa e i Giusti del nostro tempo, organizzato in collaborazione con il Teatro Franco Parenti e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano e della Fondazione Corriere della Sera
    La Carta, ispirata all’esperienza di Charta ’77 e sottoscritta da importanti personalità della cultura e della società, rappresenta il nostro impegno etico per la memoria del Bene e l’educazione alla responsabilità, per riaffermare il valore della pluralità in contrapposizione alla cultura dell’odio e del nemico.

Prevenzione genocidi

Memoria e conoscenza per prevenire i genocidi

I genocidi i le atrocità di massa si ripresentano nella Storia in modo sempre diverso, ma con meccanismi, linguaggi e dinamiche spesso simili. Saperli leggere, riconoscere e portare all’attenzione del mondo è un compito fondamentale per la prevenzione di tali crimini. Ecco perché la conoscenza di ciò che accade si lega in modo imprescindibile al fare memoria, affinché si possa mantenere la promessa del “mai più”. Ma quali sono oggi gli scenari di genocidio e atrocità di massa più gravi e urgenti?

l'analisi

I Giusti e la prevenzione dei genocidi. La nuova sfida di Gariwo nel mondo

editoriale di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, 16 giugno 2021

Attraverso la narrazione dei Giusti e la valorizzazione delle loro storie vogliamo insegnare alla società a prevenire i genocidi e ogni forma di odio che crea i presupposti per l’esclusione e la disumanizzazione.
I Giusti insegnano a pensare e ad agire. Rappresentano il più grande esempio etico che può creare nella società un meccanismo di emulazione. 

“La famiglia dei genocidi è una malattia universale dell’umanità”
Intervista a Israel Charny

Tokyo 2020

Ebook "I Giusti dello sport"

In questa estate di Olimpiadi, scopri le storie esemplari che abbiamo raccolto nell'ebook gratuito I Giusti dello sport, una raccolta con le più grandi storie di giustizia e diritti umani nello sport, raccontate da alcune delle migliori penne del giornalismo sportivo italiano.

C'è chi boicotta gli atleti israeliani e chi, da rifugiata, sfida il suo passato iraniano

Fethi Nourine è stato sospeso per aver rifiutato di gareggiare contro un atleta israeliano. Una storia diversa rispetto a quella di Saeid Mollaei, lo judoka iraniano al quale nel settembre 2019 è stato ordinato di perdere intenzionalmente la semifinale del Campionato mondiale di judo a Tokyo per evitare un potenziale incontro in finale contro l'israeliano Sagi Muki. Oggi Mollaei gareggia per la Mongolia ed è amico di Muki. Intanto Kima Alizadeh, da rifugiata dissidente, ha sfidato la sua ex nazionale, l'Iran.

Ebook "Domande sulla memoria"

Riflessioni sull’importanza dello studio di tutti i genocidi

Questo libro gratuito vuole essere un nuovo strumento sull’importanza, partendo dall’esperienza estrema e tragica della Shoah, dello studio di tutti genocidi e di una loro lettura d’insieme per prevenire il male. Nel tempo, è infatti in parte mancata un’analisi delle caratteristiche comuni dei genocidi mentre si è sviluppata una tendenza alla “concorrenza tra le memorie”.

Le Nazioni Unite per i Giusti