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Squadre italiane, fate come i calciatori iraniani: sostenete la libertà delle donne
di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

Squadre italiane, fate come i calciatori iraniani: sostenete la libertà delle donne

Attualità

Il coraggio dei calciatori iraniani: contro il regime, a fianco delle donne in piazza

Diversi calciatori della nazionale iraniana, tra cui la stella Sardar Azmoun, si sono schierati contro la repressione del regime degli ayatollah e a fianco delle donne iraniane e dei loro diritti, rischiando di essere esclusi dalla Nazionale e quindi dal Mondiale in Qatar. "Non sono più in grado di tollerare il silenzio. La punizione definitiva per me è essere espulso dalla Nazionale, che è un piccolo prezzo da pagare per una sola ciocca di capelli di una donna iraniana. Se questi sono musulmani, Allah mi ha fatto un non-musulmano". Di Francesco Caremani


Bruxelles non sacrifichi l'Armenia in nome degli interessi energetici

In una lettera aperta, che Gariwo ha deciso di condividere, personalità armene e sostenitori della causa armena esortano i leader europei a porre la massima attenzione verso la situazione in Nagorno Karabakh, dove le truppe azere continuano ad ammassarsi ai confini, dal nord al sud dell'Armenia, in preparazione di un'imminente offensiva. Tra i firmatari c'è anche lo storico Raymond Kévorkian, da sempre sostenitore dell'impegno di Gariwo nella valorizzazione delle storie dei Giusti di tutti i genocidi.


Cerimonia 2022 nel Giardino dei Giusti di Varsavia

L'ottava edizione della cerimonia di commemorazione nel Giardino dei Giusti di Varsavia si è tenuta il 26 settembre 2022. L'evento è stato caratterizzato anche da un concerto serale eseguito da Leszek Możdżer, Adam Palma e Tomas Sanchez. Entrambi gli eventi sono stati condotti da Jerzy Kisielewski.


Sahar Khodayari, la "blue girl" che andò allo stadio sfidando la polizia morale iraniana

 "Blue Girl" era come veniva chiamata Sahar Khodayari, 29enne originaria del villaggio di Salm in Iran, che il 29 settembre 2019 è morta dopo essersi data fuoco, per non sottostare al processo che la vedeva imputata per essere entrata in abiti maschili nello stadio, interdetto alle donne dal 1981, due anni dopo l’ascesa al potere dell’ayatollah Ruhollah Khomeini. Di Fabio Poletti


Un “poliziotto buono” per prevenire i genocidi. Con i Giardini dei Giusti possiamo aiutarlo

Immaginiamo questi Giardini come una grande agorà, un tempio civico dedicato al valore della persona umana, dove i visitatori sono sollecitati a diventare cittadini che si assumono una responsabilità, non solo per il proprio paese, ma per le sorti del mondo intero. Rappresentano, così, il luogo, come suggerisce Liliana Segre, che ci insegna a non essere indifferenti. Di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo


"Non vogliamo gli imperialisti russi nei bar della Georgia"

Riprendiamo il reportage di Joshua Evangelista dalla Georgia pubblicato dalla Stampa all'interno dell'inserto Specchio del 25 settembre 2022. Evangelista racconta le storie dei russi in fuga da Putin e la sua "Operazione speciale" per raggiungere la Georgia. A sua volta il paese del Caucaso vive un momento caldissimo per le manifestazioni di piazza e di esasperazione verso un governo molto ambiguo nei confronti di Mosca.


Diritti lgbtq+ in Asia: benino in Vietnam e Taiwan, malissimo in Indonesia e Brunei

Passi avanti sul fronte culturale sono stati mossi in Vietnam, resta invece ancorata alla tradizione l'Indonesia. Per restare al Sud-Est asiatico, il Brunei è spesso considerato tra i paesi più pericolosi del mondo per la comunità lgbtq+. All'estremo opposto c'è Taiwan, unico luogo in Asia dove i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono consentiti dopo la legalizzazione del 2019. Eppure, nelle scorse settimane Taipei ha avuto problemi con l'InterPride, organizzazione internazionale che sostiene eventi a favore della comunità lgbtq+ in giro per il mondo.


In Iran le donne dicono basta

La morte di Mahsa Amini, avvenuta lo scorso venerdì a Teheran dopo che era stata arrestata dalla polizia morale per non aver indossato correttamente l'hijab,  ha provocato manifestazioni inaspettate proprio da parte di quelle donne che generalmente non sono attive politicamente in quanto “disturbate da ciò che è accaduto a Mahsa perché sarebbe potuto succedere letteralmente a chiunque”.


Le bombe in Armenia, i confini e le persone che le mappe non raccontano

Il 13 settembre le forze azere hanno bombardato il territorio armeno colpendo obiettivi sia militari che civili lungo un ampio tratto del confine tra i due paesi. Ci sono state almeno 99 vittime e si teme che sia l’inizio di una nuova escalation. Le riflessioni di Joshua Evangelista, che alcune settimana fa ha visitato le aree coinvolte dall’aggressione.


Il dossier di Gariwo sulla libertà di stampa

Proibire il pensiero è quasi uccidere una persona

"Difendere la libertà di espressione e fare conoscere con chiarezza all’opinione pubblica ogni forma di limitazione è l’impegno che dobbiamo intraprendere per incrinare il silenzio e la cortina fumogena che le autocrazie hanno attorno a loro per nascondere il loro operato". La relazione di Gabriele Nissim per il convegno dell'Unione internazionale della stampa francofona (UPF) che si tiene a Bari dal 28 al 30 settembre.


Salvare la libertà di stampa per proteggere l'umanità

La libertà di stampa, e più in generale l’informazione libera, è tra gli elementi alla base di una società democratica, in quanto garantisce ai suoi membri la possibilità di esercitare il proprio diritto di scelta sulla base di informazioni non manipolate o al servizio di un interesse. Questo stesso elemento si sta pericolosamente sgretolando in molti Paesi del mondo...


Lo stato della libertà di stampa in Cina

“La Repubblica popolare cinese è la prigione per giornalisti più grande del mondo e il suo regime conduce una campagna di repressione contro il giornalismo e il diritto all'informazione a livello globale:” è il giudizio impietoso di Reporters Sans Frontières sullo stato della libertà di stampa in Cina. Un diritto riconosciuto dall'articolo 35 della costituzione cinese, ma fortemente ridimensionatoDi Alessandra Colarizi


Lo stato della libertà di stampa in Turchia

Reporter Senza Frontiere (RSF) nella sua ultima classifica sulla libertà di stampa ha messo la Turchia nella 149esima posizione. Nel 2005 era 98esima. La limitazione di questo diritto fondamentale si manifesta in quattro modi principali in Turchia: arresti e processi, aggressioni e intimidazioni, pressione economica e leggi liberticide. Di Murat Cinar


Lo stato della libertà di stampa in Russia

"I media indipendenti venivano intimiditi e fermati anche prima dell'operazione speciale, nel periodo tra il 2021 e il 2022. Più di quaranta organi dí stampa stranieri accreditati in Russia sono stati riconosciuti come agenti stranie­ri; più di cento giornalisti sono stati ri­conosciuti come agenti stranieri; di­verse pubblicazioni indipendenti so­no state riconosciute come organizza­zioni indesiderabili e bloccate". Di Zoja Svetova 


Cos'è il giornalismo per i diritti umani?

Una Corte a Mosca ha revocato la licenza di pubblicazione per il giornale indipendente Novaya Gazeta, diretto dal Premio Nobel per la pace Dmitry Muratov. Zoja Svetova è una collaboratrice del quotidiano di Mosca che per tutta la sua carriera si è occupata di diritti violati e processi ingiusti. Nell'intervento racconta questa sua esperienza e alcuni casi di alto profilo di cui si è occupata, non solo portandoli all'attenzione dell'opinione pubblica ma continuando a seguirli nel corso degli anni. 


Le storie

Una persona alla volta

In questi giorni al porto di Genova c’è un cantiere aperto: si sta preparando la prima nave di soccorso e salvataggio in mare di Emergency, l’associazione fondata dal chirurgo Gino Strada. Sarà pronta in autunno per “andare e stare dove è ancora necessario stare, dove la gente ancora parte, naufraga, muore e dove mancano e si negano i diritti”, così spiega il capo progetto Carlo Maisano. La chiglia è del rosso acceso dell’Associazione e lungo la fiancata sono impresse le parole di Gino Strada: I diritti devono essere di tutti, sennò chiamateli privilegi”. Recensione di Arianna Tegani


Lungo la via incantata

Gli inglesi hanno un modo straordinario di viaggiare, e di scriverne. Lo si potrebbe definire “empatico”. Cos’altro non sono infatti i bellissimi racconti dei viaggi di Patrick Leight Fermor nella penisola greca di Mani o attraverso l’Europa centrale, o quelli del suo amico Bruce Chatwin, se non delle immersioni totali in mondi così differenti dalla Londra di partenza, armati di una curiosità sconfinata e l’attitudine appassionata a innamorarsi di luoghi e persone? Recensione di Francesco M. Cataluccio 


  • Chi siamo

    Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide.

    Siamo una ONLUS con sede a Milano e collaborazioni internazionali.

    Dal 1999 lavoriamo per far conoscere i Giusti: pensiamo che la memoria del Bene sia un potente strumento educativo e serva a prevenire genocidi e crimini contro l'Umanità.

    Per questo creiamo Giardini dei Giusti in tutto il mondo e usiamo i mezzi di comunicazione, i social network e le iniziative pubbliche per diffondere il messaggio della responsabilità. Dal Parlamento europeo abbiamo ottenuto la Giornata dei Giusti, che ogni anno celebriamo il 6 marzo.

    La nostra attività è sostenuta da istituzioni, scuole, volontari, da un Comitato scientifico internazionale e dai nostri “Ambasciatori”.

  • I Giardini dei Giusti

    I Giardini sono come libri aperti che raccontano le storie dei Giusti.

    Sono spazi pubblici, luoghi di memoria ma anche di incontro e di dialogo, in cui organizzare iniziative rivolte a studenti e cittadini per mantenere vivi gli esempi dei Giusti non solo in occasione della dedica dei nuovi alberi, ma durante tutto l’anno.

    Il Giardino di Milano è nato nel 2003 nel parco del Monte Stella. Nel 2008 si è costituita l’Associazione per il Giardino dei Giusti - formata da Comune di Milano, Gariwo e UCEI - che ne cura le attività.

    Ogni anno sorgono nuovi Giardini nelle città e nelle scuole, in Italia e nel mondo. Il nostro obiettivo è creare una rete diffusa per connettere tutti i soggetti interessati a questi temi.

  • La Giornata europea dei Giusti

    Il 10 maggio 2012 i deputati di Strasburgo hanno accolto l’appello di Gariwo - sottoscritto da numerosi cittadini ed esponenti del mondo della cultura - istituendo la Giornata europea dei Giusti il 6 marzo, data della scomparsa dell'artefice del Viale dei Giusti Moshe Bejski. A partire dalla definizione di Yad Vashem, abbiamo esteso il concetto di Giusto sino a includere quanti, in ogni parte del mondo, hanno salvato vite umane in tutti i genocidi e difeso la dignità umana durante i totalitarismi.
    Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

  • La Carta delle responsabilità 2017

    La Carta delle responsabilità 2017 nasce dalla riflessione collettiva proposta da Gariwo con il ciclo di incontri La crisi dell’Europa e i Giusti del nostro tempo, organizzato in collaborazione con il Teatro Franco Parenti e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano e della Fondazione Corriere della Sera
    La Carta, ispirata all’esperienza di Charta ’77 e sottoscritta da importanti personalità della cultura e della società, rappresenta il nostro impegno etico per la memoria del Bene e l’educazione alla responsabilità, per riaffermare il valore della pluralità in contrapposizione alla cultura dell’odio e del nemico.

Recensione

Svegliamoci! - La sfida della complessità

Cos’è la speranza? Come la si impara? La speranza è lavoro contro l’angoscia della vita perché, radicata nell’incompiutezza umana, alimenta l'intelligenza e la volontà degli esseri umani affinché possano, nel mondo e nella natura, avviare e sostenere un processo evolutivo verso la “civilizzazione della Terra e trasformare la specie umana in umanità”, come afferma Morin. La recensione di Arianna Tegani.

Cerimonia Varsavia

Cerimonia al Giardino dei Giusti di Varsavia

Scopri la galleria fotografica della cerimonia al Giardino dei Giusti di Varsavia. A celebrare i Giusti c'erano Francesco M. Cataluccio, Adam Michnik, Wacław Oszajca, Andrzej Kruszewicz. 

Nuovo libro di Gabriele Nissim

"Auschwitz non finisce mai"

Il nuovo libro del presidente di Gariwo Gabriele Nissim analizza il ruolo della memoria della Shoah nel nostro tempo e il suo rapporto con gli altri genocidi ed esce in occasione della decima Giornata europea dei Giusti, acquista la tua copia!

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Sul confine - Ucraina

Sul confine – Ucraina

La pagina "Sul confine" nasce dalla volontà della Fondazione Gariwo di seguire quotidianamente il conflitto tra Russia e Ucraina scoppiato il 24 febbraio 2022 con l’invasione del Paese ordinata dal presidente russo Vladimir Putin, con testi storici, approfondimenti, punti di vista e storie di personaggi significativi.

Storie di Giusti

il podcast di Gariwo

Ci sono persone comuni che a un certo punto della loro vita, di fronte a ingiustizie e persecuzioni, hanno deciso da che parte stare, anche a costo di privazioni o, in molti casi, della propria vita. A Milano esiste un luogo dove queste persone vengono onorate. Si chiama Giardino dei Giusti di tutto il mondo. Questa serie di podcast racconta le loro storie, attraverso le testimonianze di familiari, amici, storici, giornalisti e scrittori.

Il Memorioso

"Il Memorioso. Breve guida alla memoria del bene"

Lo spettacolo teatrale che porta in scena le avventurose storie dei Giusti si sta arricchendo di nuove sfumature e di nuovi "memoriosi". Il laboratorio teatrale del Memorioso ospitato dal Centro Culturale Asteria di Milano e con la compagnia Oderstrasse ha formato nuovi attori per raccontare sempre più storie di Giusti. Clicca per scoprire come portare lo spettacolo nella tua scuola o nella tua città!

Prevenzione genocidi

Memoria e conoscenza per prevenire i genocidi

I genocidi e le atrocità di massa si ripresentano nella Storia in modo sempre diverso, ma con meccanismi, linguaggi e dinamiche spesso simili. Saperli leggere, riconoscere e portare all’attenzione del mondo è un compito fondamentale per la prevenzione di tali crimini. Ecco perché la conoscenza di ciò che accade si lega in modo imprescindibile al fare memoria, affinché si possa mantenere la promessa del “mai più”. Ma quali sono oggi gli scenari di genocidio e atrocità di massa più gravi e urgenti?