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Una storia dalla Cambogia
di Bovannrith Tho Nguon

Una storia dalla Cambogia

Attualità

Venticinquesima Giornata della memoria del genocidio dei Tutsi

Oggi il Ruanda è un Paese di cui vado molto fiera. Con mio marito contiamo i giorni che ci mancano alla pensione per ritornare a viverci e a contribuire a realizzare il “never again”: mai più genocidi. Di Françoise Kankindi


I Giusti del Rwanda

Il Genocidio dei Tutsi, che ebbe luogo in Rwanda nel 1994, 25 anni fa, è stato sicuramente il più veloce della storia: durò tre mesi, e in questi tre mesi furono uccise 1.074.017 persone. La mia famiglia era Tutsi da sempre, e quindi perseguitata fin dall’inizio, dal lontano 1957...


Guerra e Pace. La quarta edizione del Festival dei Diritti Umani

Dal 2 all'11 maggio 2019 si terrà a Milano, Bologna, Firenze e Roma il Festival dei Diritti Umani, di cui anche quest'anno Gariwo è media partner. La grande novità è che "questa avventura del cinema e della parola" - come l'ha definita ieri il presidente del Festival Paolo Bernasconi - sarà per la prima volta itinerante in 4 città italiane, che hanno deciso di allearsi nella diffusione e condivisione della consapevolezza dei diritti.


Intervista a Rahab Mwatha

Rahab Mwatha, del Green Belt Movement International Europa, ricorda la Giusta Wangari Maathai, sua grande amica, Premio Nobel per la Pace nel 2004, alla cerimonia al Giardino dei Giusti di Milano. 


Due nuovi Giusti al Giardino del Bene in Giordania

Nel Giardino del Bene, creato nel 2017 da Gariwo e la ONG EcoPeace con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia ad Amman, due alberi sono stati dedicati ai Giusti dell'accoglienza Vito Fiorino e Jehad Mattar.


Ambiente e cambiamenti climatici

"Negare il cambiamento climatico è malvagità"

"Negare l’esistenza del cambiamento climatico non è solo da ignoranti, ma è da “perfidi e malvagi”, in quanto significa negare i diritti umani alle persone più vulnerabili del pianeta. "Le persone devono arrabbiarsi con coloro che detengono il potere e non si assumono le proprie responsabilità". 


Il cambiamento giusto

"Ci sono così tante cose che possiamo compiere, per fare la differenza per il pianeta. Stiamo definendo il futuro dell’orso polare proprio in base alla nostra scelta di che cosa metteremo nel piatto oggi". Di Anne de Carbuccia, artista ambientale.


Non sai come salvare il pianeta? Ecco che cosa puoi fare

Dovremmo diventare vegetariani? Va bene prendere l’aereo? È ora di scendere in piazza, come stanno facendo migliaia di giovanissimi in tutto il mondo, contro il climate change? Mike Berners-Lee, autore di There Is No Planet B, A Handbook for the Make or Break Years, risponde alle domande sui cambiamenti climatici.


Le voci dei Giusti

"Costruiamo pace, giustizia, diritti"

"Ogni volta che, da qualche parte nel mondo, la follia umana si accanisce a sterminare altri esseri umani, è la nostra umanità comune che viene pugnalata. Con i nostri amici, compresi quelli del Giardino dei Giusti, è possibile contribuire alla costruzione di una pace duratura". Le parole di Christine Amisi Notia


"Esiste un legame tra deforestazione, governo del territorio e pace"

"Il Green Belt Movement ha incoraggiato le donne a lavorare insieme per far crescere sementi e piantare alberi per rinforzare il suolo, per immagazzinare l’acqua piovana, fornire cibo e legna da ardere." Le parole di Rahab Mwatha


Omaggio a Simone Veil

"Signora Veil, è arrivato il nostro turno di dire Grazie. Grazie di essere stata, per così tanti Francesi ed Europei, e più generalmente per tante donne e uomini di buona volontà, un esempio e un modello". Le parole di Cyrille Rogeau


Istvan Bibo, genio etico dalla parte degli indifesi

"Istvan Bibo non era solo un grande teorico, un eccellente studioso di straordinaria erudizione, ma anche un uomo molto coraggioso, un modello esemplare di resistenza ad ogni tipo di oppressione, di dittatura e di ingiustizia". Le parole di Istvan Bibo e Julia Vasarhelyi


Le scuole ci scrivono

Le scuole di Roma parlano dei Giusti

Gli studenti dell'Istituto Comprensivo Via Ceneda e dell'Istituto Comprensivo Via Tedeschi di Roma hanno scoperto i Giusti e l'importanza che possono avere per loro come guide di umanità. Ecco le loro riflessioni in occasione della dedica di un albero nel Giardino di Roma Villa Pamphilj a Karen Jeppe e Antonio Megalizzi. 


Le storie dei Giusti sui muri del Liceo Cavalleri

Dal 6 al 20 marzo 2019 gli studenti del Liceo Cavalleri hanno esposto in tre spazi diversi della Scuola le biografie di dieci Giusti, insieme ad alcune frasi di Gabriele Nissim, Vaclav Havel, Salvatore Natoli ed Etty Hillesum.


Le storie

Emilia Marinelli Valori

Emilia Marinelli Valori, nata a Sansepolcro il 5 luglio 1902 e conosciuta anche come "mamma Emilia", a rischio delle propria vita, riuscì a sottrarre molte persone - soprattutto madri con bambini alla deportazione e allo sterminio, mostrando fermezza e tranquillità ogni volta che le SS bussavano alla sua porta per fare una perquisizione.  


In ricordo di Ursula Hirschmann

"Ecco probabilmente Ursula Hirschmann, se fosse presente qui tra noi oggi, inviterebbe i cittadini europei – e in particolare le cittadine europee – ad essere vigili e a votare con coscienza e senso di responsabilità". Di Maria Pia Di Nonno


​Milena, la terribile ragazza di Praga

All’Istituto italiano di Cultura di Praga, di fronte a 160 giovani e ai loro insegnanti, Andreas Pieralli ha presentato il libro di Donatella Sasso, Milena, la terribile ragazza di Praga (Effatà, Cantalupa, 2014), biografia di Milena Jesenská, morta a Ravensbrück nel 1944 e proclamata Giusta fra le Nazioni nel 1994.


  • Chi siamo

    Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide.

    Siamo una ONLUS con sede a Milano e collaborazioni internazionali.

    Dal 1999 lavoriamo per far conoscere i Giusti: pensiamo che la memoria del Bene sia un potente strumento educativo e serva a prevenire genocidi e crimini contro l'Umanità.

    Per questo creiamo Giardini dei Giusti in tutto il mondo e usiamo i mezzi di comunicazione, i social network e le iniziative pubbliche per diffondere il messaggio della responsabilità. Dal Parlamento europeo abbiamo ottenuto la Giornata dei Giusti, che ogni anno celebriamo il 6 marzo.

    La nostra attività è sostenuta da istituzioni, scuole, volontari, da un Comitato scientifico internazionale e dai nostri “Ambasciatori”.

  • I Giardini dei Giusti

    I Giardini sono come libri aperti che raccontano le storie dei Giusti.

    Sono spazi pubblici, luoghi di memoria ma anche di incontro e di dialogo, in cui organizzare iniziative rivolte a studenti e cittadini per mantenere vivi gli esempi dei Giusti non solo in occasione della dedica dei nuovi alberi, ma durante tutto l’anno.

    Il Giardino di Milano è nato nel 2003 nel parco del Monte Stella. Nel 2008 si è costituita l’Associazione per il Giardino dei Giusti - formata da Comune di Milano, Gariwo e UCEI - che ne cura le attività.

    Ogni anno sorgono nuovi Giardini nelle città e nelle scuole, in Italia e nel mondo. Il nostro obiettivo è creare una rete diffusa per connettere tutti i soggetti interessati a questi temi.

  • La Giornata europea dei Giusti

    Il 10 maggio 2012 i deputati di Strasburgo hanno accolto l’appello di Gariwo - sottoscritto da numerosi cittadini ed esponenti del mondo della cultura - istituendo la Giornata europea dei Giusti il 6 marzo, data della scomparsa dell'artefice del Viale dei Giusti Moshe Bejski. A partire dalla definizione di Yad Vashem, abbiamo esteso il concetto di Giusto sino a includere quanti, in ogni parte del mondo, hanno salvato vite umane in tutti i genocidi e difeso la dignità umana durante i totalitarismi.
    Dal 7 dicembre 2017 la Giornata dei Giusti è solennità civile in Italia: ogni anno il 6 marzo celebriamo l’esempio dei Giusti del passato e del presente per diffondere i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.

  • La Carta delle responsabilità 2017

    La Carta delle responsabilità 2017 nasce dalla riflessione collettiva proposta da Gariwo con il ciclo di incontri La crisi dell’Europa e i Giusti del nostro tempo, organizzato in collaborazione con il Teatro Franco Parenti e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano e della Fondazione Corriere della Sera
    La Carta, ispirata all’esperienza di Charta ’77 e sottoscritta da importanti personalità della cultura e della società, rappresenta il nostro impegno etico per la memoria del Bene e l’educazione alla responsabilità, per riaffermare il valore della pluralità in contrapposizione alla cultura dell’odio e del nemico.

Genocidio Cambogia

17 aprile 1975

I Khmer Rossi guidati da Pol Pot entrarono nella capitale Phnom Penh, dando il via a un regime di stampo comunista e a un processo di epurazione che causerà oltre 1.500.000 morti. Gli autori materiali di tale sterminio sono una massa di giovani, per lo più di provenienza contadina, manovrati da una ristrettissima élite composta da dirigenti politici di formazione stalinista. 

Scopri di più sulla nostra pagina educazione

Armenia

la Camera approva il riconoscimento del genocidio

Ieri, in data 10 aprile 2019, la Camera dei deputati ha approvato con 382 voti a favore, nessun contrario e 43 astenuti, la mozione unitaria per il riconoscimento del genocidio armeno, lo sterminio di un milione e mezzo di persone compiuto dai Giovani Turchi tra il 1915 e 1917 nei territori dell’Impero Ottomano ai danni della minoranza cristiana.

Per saperne di più sul genocidio armeno

l'analisi

Sul riconoscimento del genocidio armeno

editoriale di Pietro Kuciukian, Console onorario d'Armenia in Italia e Cofondatore di Gariwo, 17 aprile 2019

"Ed è proprio dalla società civile turca che ci si può aspettare la spinta al cambiamento: far pensare, conoscere, in un futuro “riconoscere”, per prevenire e dare alle nuove generazioni la possibilità di affrontare la Storia in modo aperto e critico." 

L'intervista

Polonia, "ebrei invisibili"?

"Dopo il crollo del comunismo, per vent’anni i sondaggi hanno rilevato un indebolimento dell’antisemitismo che sembrava addirittura sparito dal panorama politico. Alla fine degli anni ’90 essere antisemiti è ritornata a essere una posizione accettabile, tollerata." Dall'intervista a Konstanty Gebert di Elisabetta Rosaspina

I figli del genocidio

In Ruanda 25 anni dopo

Una delle conseguenze più profonde che il genocidio ha lasciato in Ruanda è quella della difficoltà d’integrazione e del trauma psicologico che vivono i cosiddetti “figli degli assassini”. Si tratta dei bambini nati dagli stupri usati come arma di guerra durante i giorni dei massacri, che ora sono diventati adulti.