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I Giusti per la responsabilità globale al Monte Stella

l'annuale cerimonia di Milano

10 marzo 2020, 10.30

Giardino dei Giusti di tutto il mondo, Monte Stella - Milano
Onorati sei nuovi Giusti
Cerimonia pubblica

Il tema scelto dall'Associazione per il Giardino dei Giusti per la cerimonia della Giornata dei Giusti dell’umanità 2020 è “La responsabilità globale. La sfida dei Giusti per salvare il pianeta e l’Umanità”.

Una nuova decade che inizia con la necessità di fare i conti con alcune urgenze mai affrontate prima, che potrebbero minare fortemente la nostra esistenza come specie umana e come persone. Siamo di fronte a un mutamento climatico senza precedenti che, in assenza di un'azione immediata e unitaria, prima della fine del secolo potrebbe rendere inospitale una buona parte del nostro pianeta, portando a nuove migrazioni forzate, alla morte di migliaia o milioni di persone, a possibili nuove guerre e genocidi. Tutto questo aggravato da un clima di odio, razzismo e intolleranza che inquina le società e sembra risuonare insidiosamente dalle epoche più buie della nostra storia. 

La memoria dei genocidi e della Shoah insieme al ruolo dei Giusti di tutto il mondo si affacciano allora come monito più importante che mai per contrastare le derive drammatiche che potrebbero scaturire dai nuovi fanatismi, dalla xenofobia crescente per cui "l'altro" è nemico o minaccia da estirpare. Per questo, per la Giornata dei Giusti 2020, abbiamo scelto di onorare sei figure esemplari che ci dimostrano, dal passato fino ad oggi, l'importanza di agire sempre e in prima persona di fronte alla vita minacciata, alla violazione della dignità umana, alla condotta irresponsabile e pericolosa di governi senza scrupoli. Vogliamo raccontare le storie di chi si batte per la verità, anche se scomoda e controcorrente, testimoniando a proprio rischio su una società svuotata di valori e sorda al grido d'aiuto degli uomini, e di chi interviene senza esitazione per salvare i perseguitati, e le vittime di un mondo guidato dall'individualismo sfrenato. 

Celebriamo chi difende l'ambiente, e quindi l'Umanità, dalla catastrofe, chi con le proprie forze e capacità ha agito per il bene e per la pace in uno dei luoghi più difficili del mondo, la Siria, e chi nel periodo peggiore del secolo scorso non si è piegato al terrore instaurato dai regimi nazista e fascista ma si è adoperato per combatterlo. 

In occasione del sei marzo, Giornata dei Giusti, al Giardino di Milano poseremo quindi nuove targhe per le donne di Rosenstrasse, che salvarono dalle persecuzioni 2.000 ebrei, i loro mariti, con un’audace protesta sulla Rosenstrasse di Berlino. Vi si riunirono per oltre una settimana, nonostante le minacce delle autorità naziste; Piero Martinetti, fondatore della Scuola di Milano, fu l'unico filosofo tra i professori universitari a rifiutare di prestare il giuramento al Regime fascista nel 1931, preferendo rinunciare alla cattedra che alla propria libertà di coscienza; Wallace Broecker, geofisico e climatologo americano, può essere definito il “pioniere” dei cambiamenti climatici per aver previsto già nel 1975 la crescita della temperatura media globale, facendo parlare del riscaldamento globale in un periodo in cui pochi erano pronti ad ascoltare; Valerij Alekseevič Legasov, chimico che mitigò i danni di Chernobyl. Dopo l’esplosione, insisté per l’evacuazione della popolazione di Pripyat e lavorò incurante delle radiazioni a cui era esposto. A Vienna testimoniò sulle responsabilità dell’accaduto, suscitando l’ostilità dei colleghi sovietici; Yusra Mardini, nuotatrice siriana, con la sorella Sarah salvò i migranti che con lei fuggivano verso le coste greche e con un accurato appello dalle Nazioni Unite denunciò il dramma dei rifugiati. Alle Olimpiadi di Rio 2016 sfila sotto la bandiera con i cinque cerchi, nella squadra dei rifugiati; Hevrin Khalaf, attivista curda, ha dedicato la vita ai diritti delle donne e alla lotta per la coesistenza pacifica fra curdi, cristiano-siriaci e arabi. Leader del Partito per il Futuro della Siria, è stata brutalmente uccisa nel 2019 da miliziani islamici, subito dopo l’invasione turca del Kurdistan siriano.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Milano e l'intervento del Presidente di Gariwo e Vicepresidente dell'Associazione per il Giardino dei Giusti, Gabriele Nissim, ascolteremo le testimonianze dei rappresentanti dei nuovi Giusti, tra cui quella della madre di Hevrin Khalaf, Saadie Mustafa, di Rita Khun, figlia di una delle donne di Rosenstrasse sopravvissuta e testimone dell’arresto dei mariti ebrei e della loro liberazione in seguito alla protesta, di Enrico Bonatti, geologo italiano di fama internazionale vicino collaboratore di Broecker alla Columbia University, di Maria Cristina Fenoglio Gaddò, presidente della Fondazione Piero Martinetti Onlus e di Inga Legasova, figlia di Valerij Legasov.

In calce la locandina dell'evento.

L’iniziativa è parte di una serie di appuntamenti, che elenchiamo di seguito.

9 marzo, ore 21, Teatro Dal Verme
Concerto per celebrare i nuovi Giusti con I Virtuosi del Teatro alla Scala.
A breve saranno disponibili maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione 

10 marzo, ore 15, Palazzo Marino, Sala Alessi - Milano
Consegna delle pergamene ai Giusti onorati al Giardino Virtuale
Ingresso libero su prenotazione

Per info e prenotazioni: segreteria@gariwo.net
0236707648

11 febbraio 2020

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Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano

Dal 13 novembre 2008 la gestione del Giardino dei Giusti di Milano è affidata all'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milanofondata dal Comune di Milano, dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e da Gariwo. Il 24 gennaio 2003, grazie alla proposta di Gabriele Nissim, Presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti, è stato inaugurato a Milano il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, nella grande area verde del Monte Stella. Nel Giardino vengono onorati gli uomini e le donne che hanno aiutato le vittime delle persecuzioni, difeso i diritti umani ovunque fossero calpestati, salvaguardato la dignità dell’Uomo contro ogni forma di annientamento della sua identità libera e consapevole, testimoniato a favore della verità contro i reiterati tentativi di negare i crimini perpetrati. 

A ciascuno di loro è dedicato un ciliegio selvatico, messo a dimora durante una cerimonia in sua presenza o con la partecipazione dei suoi familiari, con un cippo in granito deposto nel prato sottostante.

Il sito dell'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano