English version | Cerca nel sito:

Carte di Gariwo

Fu arrestata per aver denunciato la gestione cinese del virus, ora Zhang Zhan è in fin di vita

Per tre mesi l’attivista testimoniò sui social network la cattiva gestione dell'epidemia a Wuhan. Poi il 14 maggio 2020 sparì nel nulla e dal 28 dicembre 2020 sta scontando una condanna a quattro anni di carcere per aver diffuso "informazioni false". Da allora rifiuta di assumere cibo, venendo alimentata a forza attraverso una cannula nasale che le ha provocato ferite alla gola e allo stomaco. Ormai scesa sotto i 40 chili, potrebbe non farcela a superare l'inverno, come ha spiegato alcuni giorni fa il fratello su Twitter.


La non etica di Facebook e le domande sul nostro futuro digitale

L’impero Zuckerberg è una grande azienda privata, e come tale il suo obiettivo è il profitto, che aumenta quando riesce a tenere gli utenti il più possibile incollati allo schermo. Nel caso di Facebook, questo profitto viene ricercato sopra ogni altra cosa, senza alcun rispetto per gli utenti né preoccupazione per le ripercussioni globali.


Tokyo 2020, c'è chi boicotta gli atleti israeliani e chi, da rifugiata, sfida il suo passato iraniano

Fethi Nourine è stato sospeso per aver rifiutato di gareggiare contro un atleta israeliano. Una storia diversa rispetto a quella di Saeid Mollaei, lo judoka iraniano al quale nel settembre 2019 è stato ordinato di perdere intenzionalmente la semifinale del Campionato mondiale di judo a Tokyo per evitare un potenziale incontro in finale contro l'israeliano Sagi Muki. Oggi Mollaei gareggia per la Mongolia ed è amico di Muki. Intanto Kima Alizadeh, da rifugiata dissidente, ha sfidato la sua ex nazionale, l'Iran.


Euro 2020, tra antirazzismo e hate speech

La discussione sull’inginocchiarsi o meno in solidarietà con il Black Lives Matter ha accompagnato tutte le fasi dell’Europeo, fino allo sgradevole episodio degli attacchi razzisti sui social contro i calciatori britannici Jadon Sancho, Bukayo Saka e Marcus Rashford, rei di aver sbagliato i tiri dal dischetto durante la finalissima persa contro l’Italia. In quest’ottica non certo rassicurante si inserisce il dibattito sul perché si debba impedire agli atleti di prendere delle prese di posizione nette, anche durante le manifestazioni sportive. Ora tutti gli sguardi sono rivolti alle Olimpiadi: il CIO, che organizza i Giochi, ha vietato agli atleti di inginocchiarsi.


Calcio e diritti delle donne alla vigilia degli Europei

Per discutere della campagna di Gariwo affinché Italia-Turchia venisse arbitrata da una donna e più in generale di come lo sport possa essere da sostegno per i diritti delle donne nel mondo, si è tenuto ieri al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano un incontro pubblico che ha visto la partecipazione di esponenti del mondo associazionistico, accademico e sportivo. Tra gli ospiti, Elisabet Spina, responsabile del settore femminile del Milan calcio. "Faccio i complimenti per l'iniziativa, perché anche se non si è concretizzata è una opportunità rimandata", ha spiegato Spina ribadendo l'impegno del Milan nel sostenere le battaglie per i diritti delle donne.


Il nuotatore birmano Win Htet Oo rinuncia alle Olimpiadi come protesta contro il governo militare


Un promettente nuotatore del Myanmar chiede al Comitato Olimpico Internazionale di vietare al Comitato Olimpico del Myanmar di rappresentare il Paese ai prossimi Giochi di Tokyo, dicendo che questo "non condivide i valori olimpici". Dal golpe di febbraio le forze di sicurezza guidate dal generale Min Aung Hlaing hanno ucciso oltre 800 persone e impedito ogni forma di protesta pacifica, arrestando più di 4000 manifestanti.


 

Il libro

Odiare l'odio

Walter Veltroni

Multimedia

Intervento di Stefano Pasta

sui valori della Carta dei social media

La storia

Wallace Broecker

il pioniere della lotta ai cambiamenti climatici