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Carte di Gariwo

Cop27: maquillage, bavaglio e un fondo per i paesi più vulnerabili

Un fondo per rimediare ai danni e alle perdite nei paesi emergenti che hanno subito catastrofi climatiche. Nessuno stop ai combustibili fossili. Posti di blocco e abbondanza di sorveglianza digitale. Aspre polemiche per il mancato rispetto dei diritti umani. Potrebbe essere questo – in sintesi – il racconto della 27° Conferenza delle Parti (Cop27). Con 196 paesi partecipanti; e l’assenza di India, Russia e Cina, che insieme generano il 43% delle emissioni globali di CO2 nel pianeta, e sono tra le cinque nazioni più impattanti sul clima insieme a Stati Uniti e Brasile.


Il significato della Commissione contro l'odio voluta da Liliana Segre

L'intervento del sen. Francesco Verducci, ospite della conferenza "L'etica ai tempi dell'odio" in occasione della Gariwo Netweek. Verducci è vicepresidente della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza.


Qatar 2022, il Mondiale dei diritti negati

L’omosessualità in Qatar è illegale. La discussione se il secondo torneo sportivo più grande del mondo, dopo i Giochi Olimpici, avrebbe dovuto svolgersi in un Paese del genere doveva finire qui. In un mondo civile, questo tipo di atteggiamenti non dovrebbe essere tollerato. Sepp Blatter, in una conferenza stampa, alla domanda su cosa dovrebbero fare le persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ se vogliono andare in Qatar rispose che dovrebbero «astenersi dall’attività sessuale». L'analisi di Francesco Caremani


Nasce a Bari la Sezione italiana dell'UPF: tre giorni per parlare di stampa e libertà

A chi le chiede se in Russia esista ancora la stampa libera, Zoja Svetova risponde che di certo esiste internet, YouTube, esistono i giornalisti russi fuori dal Paese… e che, dunque, i russi che vogliono informazione indipendente possono trovarla. “I giovani”, dice, “non guardano la tv e il canale di diffusione dell’équipe di Navalny fa milioni di visualizzazioni al giorno, equivalenti a quelle della televisione russa officiale”.


Squadre italiane, fate come i calciatori iraniani: sostenete la libertà delle donne

I giocatori della nazionale iraniana con un gesto clamoroso hanno indossato un giaccone nero sulla loro maglia da gioco. Hanno voluto così protestare per la sottomissione forzata delle donne nel loro paese. Hanno tifato per le donne offese, umiliate e costrette dalla polizia morale ad indossare il velo, forse immaginando che anche loro avrebbero potuto vivere in quella condizione. È questa l’empatia alla sorte degli altri che tutti dovremmo avere. Mi piacerebbe che quel gesto clamoroso venisse riproposto in tutti gli stadi italiani perché l’offesa delle donne iraniane ci riguarda tutti. L'editoriale di Gabriele Nissim


Il coraggio dei calciatori iraniani: contro il regime, a fianco delle donne in piazza

Diversi calciatori della nazionale iraniana, tra cui la stella Sardar Azmoun, si sono schierati contro la repressione del regime degli ayatollah e a fianco delle donne iraniane e dei loro diritti, rischiando di essere esclusi dalla Nazionale e quindi dal Mondiale in Qatar. "Non sono più in grado di tollerare il silenzio. La punizione definitiva per me è essere espulso dalla Nazionale, che è un piccolo prezzo da pagare per una sola ciocca di capelli di una donna iraniana. Non sarà mai cancellato dalla nostra coscienza. Non ho paura di essere estromesso. Vergognatevi per aver ucciso le persone così facilmente e lunga vita alle donne iraniane. Se questi sono musulmani, Allah mi ha fatto un non-musulmano".