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Carte di Gariwo

Tokyo 2020, c'è chi boicotta gli atleti israeliani e chi, da rifugiata, sfida il suo passato iraniano

Fethi Nourine è stato sospeso per aver rifiutato di gareggiare contro un atleta israeliano. Una storia diversa rispetto a quella di Saeid Mollaei, lo judoka iraniano al quale nel settembre 2019 è stato ordinato di perdere intenzionalmente la semifinale del Campionato mondiale di judo a Tokyo per evitare un potenziale incontro in finale contro l'israeliano Sagi Muki. Oggi Mollaei gareggia per la Mongolia ed è amico di Muki. Intanto Kima Alizadeh, da rifugiata dissidente, ha sfidato la sua ex nazionale, l'Iran.


Euro 2020, tra antirazzismo e hate speech

La discussione sull’inginocchiarsi o meno in solidarietà con il Black Lives Matter ha accompagnato tutte le fasi dell’Europeo, fino allo sgradevole episodio degli attacchi razzisti sui social contro i calciatori britannici Jadon Sancho, Bukayo Saka e Marcus Rashford, rei di aver sbagliato i tiri dal dischetto durante la finalissima persa contro l’Italia. In quest’ottica non certo rassicurante si inserisce il dibattito sul perché si debba impedire agli atleti di prendere delle prese di posizione nette, anche durante le manifestazioni sportive. Ora tutti gli sguardi sono rivolti alle Olimpiadi: il CIO, che organizza i Giochi, ha vietato agli atleti di inginocchiarsi.


Calcio e diritti delle donne alla vigilia degli Europei

Per discutere della campagna di Gariwo affinché Italia-Turchia venisse arbitrata da una donna e più in generale di come lo sport possa essere da sostegno per i diritti delle donne nel mondo, si è tenuto ieri al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano un incontro pubblico che ha visto la partecipazione di esponenti del mondo associazionistico, accademico e sportivo. Tra gli ospiti, Elisabet Spina, responsabile del settore femminile del Milan calcio. "Faccio i complimenti per l'iniziativa, perché anche se non si è concretizzata è una opportunità rimandata", ha spiegato Spina ribadendo l'impegno del Milan nel sostenere le battaglie per i diritti delle donne.


Il nuotatore birmano Win Htet Oo rinuncia alle Olimpiadi come protesta contro il governo militare


Un promettente nuotatore del Myanmar chiede al Comitato Olimpico Internazionale di vietare al Comitato Olimpico del Myanmar di rappresentare il Paese ai prossimi Giochi di Tokyo, dicendo che questo "non condivide i valori olimpici". Dal golpe di febbraio le forze di sicurezza guidate dal generale Min Aung Hlaing hanno ucciso oltre 800 persone e impedito ogni forma di protesta pacifica, arrestando più di 4000 manifestanti.


Euro 2020: dal Giardino dei Giusti di Milano un presidio per i diritti delle donne

Un incontro pubblico alla vigilia di Italia-Turchia, gara inaugurale di Euro 2020, dopo aver proposto all’Uefa di far arbitrare la partita a una donna, in risposta al ritiro del governo di Erdogan dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza di genere. Giovedì 10 giugno, ore 16. Anfiteatro Ulianova Radice, Giardino dei Giusti di Milano.
Partcipano: Giovanna Grenga (Giardino dei Giusti di Roma), Cenap Aydin (docente esperto di dialogo inter-religioso), Elisabet Spina (responsabile del settore femminile A.C. Milan), Francesca Gargiulo (psicologa dello sport), Joshua Evangelista (ufficio comunicazione Gariwo).


L’odio e la sua intersezionalità

Che cosa sono l'intersezionalità del discorso d’odio e le discriminazioni multiple?
Ne hanno parlato voci esperte in un webinar organizzato dalla Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d'odio.
La Rete è un importante strumento per comprendere meglio questi fenomeni e le discriminazioni sotto diversi punti di vista. Come Gariwo abbiamo lanciato una Carta dei social media che riguarda le responsabilità del web e lavoriamo per accrescere la consapevolezza su questi temi.


 

Il libro

Un calcio al razzismo. 20 lezioni contro l'odio

Massimiliano Castellani, Adam Smulevich

Multimedia

Intervento di Emanuele Bompan

sulla Carta dell'ambiente

La storia

Amira Yahyaoui

simbolo del cyber-attivismo nel mondo arabo