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Carte di Gariwo

Joe Biden e Kamala Harris: parole di unità e amicizia

I primi discorsi pronunciati da Joe Biden e Kamala Harris come presidente e vicepresidente USA sul palco di Wilmington sono un faro di luce per il futuro, non solo degli Stati Uniti ma del mondo intero. Un appello all’unità, in un momento storico difficile in cui c’è bisogno di un ritorno alla democrazia autentica, che aiuti tutti i Paesi del mondo a collaborare per le urgenze del presente.


Donald Trump, "un patetico e pericoloso spettacolo"

Le emittenti hanno silenziato il presidente per la gravità delle sue affermazioni antidemocratiche (i voti vanno contati tutti e non ci sono prove di imbrogli di nessun genere), e per il suo modo di esprimersi non consono a un dialogo politico, tantomeno a quello di un presidente: un delirio di accuse senza fondamento.


La memoria ci fa scegliere la vita

La memoria della Shoah ha permesso ad altri popoli di rivendicare sulla scena pubblica il diritto al riconoscimento delle loro sofferenze e il loro sacrosanto diritto di giustizia di fronte all’opinione pubblica internazionale. Oggi dobbiamo constatare come il percorso della memoria stia mostrando alcune criticità che, se non affrontate alla radice, rischiano di limitarne la funzione pedagogica e di mostrare una profonda inadeguatezza nei confronti delle nuove sfide del nostro tempo...


Senza la riduzione di disuguaglianze e ingiustizie la retorica commemorativa non ha effetto

“Per non dimenticare” e “Mai più” sono le due formule con cui, da qualche decennio a questa parte, commemoriamo il grande trauma storico della Shoah, il cui ricordo è stato eletto a pietra angolare dell’etica contemporanea, nonché nucleo narrativo attorno al quale raccogliere i pezzi sparsi di un’Europa in cerca di identità. Pochi si soffermano su cosa esattamente non debba ripetersi mai più. Editoriale della semiologa Valentina Pisanty, Università di Bergamo


Facebook banna i negazionisti dell’Olocausto, un passo in avanti

Una giornata simbolica quella dello scorso lunedì per quanto riguarda il colosso social Facebook, che ha aggiornato le sue regole vietando, direi finalmente, qualsiasi contenuto che neghi o distorca la memoria dell’Olocausto, dopo aver permesso per anni ai suoi utenti di negare che il genocidio fosse avvenuto. Un’azione dovuta e necessaria, non solo per la pericolosità in termini umani e civili di questa negazione, ma anche perché essa si accompagna, sui social e non solo, a un crescente e rafforzato antisemitismo e a una diseducazione su ciò che riguarda storia e memoria.


I pensatori del Novecento che hanno elaborato il concetto innovativo dei Giusti e della responsabilità individuale

Il concetto di uomo giusto non è di nicchia, non riguarda comportamenti al di là dell’umano, di santi e di eroi, ma affronta la possibilità di ogni essere umano di incidere nella storia di fronte ad ogni genocidio, crimine contro l’umanità, o totalitarismo. Delinea quindi la possibilità dell’individuo non solo di essere argine contro il male, ma di prevenirlo e di anticipare il bene in ogni forma di relazione.


 

Il libro

Eterni secondi

Rosario Esposito La Rossa

Multimedia

Beppe Sala lancia la Carta delle responsabilità 2017

"Perché la nostra è una città che non cede all'indifferenza"

La storia

Amira Yahyaoui

simbolo del cyber-attivismo nel mondo arabo