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"Ho speranza rispetto alla crisi climatica. L'America deve fare da guida"

la dichiarazione di Al Gore dopo l'elezione di Joe Biden alla Casa Bianca

 Al Gore alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici nel 2015

Al Gore alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici nel 2015 Francois Mori / Associated Press

"L'amministrazione Biden avrà l'opportunità di ripristinare la fiducia negli Stati Uniti e affrontare l'aggravarsi della crisi climatica.", questo il punto di vista sulla lotta al cambiamento climatico espresso da Al Gore, 45esimo vicepresidente degli Stati Uniti, sul NYT a seguito dell'elezione alla Casa Bianca di Joe Biden e Kamala Harris

Un doppio anniversario quello ricordato da Al Gore nelle ultime settimane, da un lato i vent'anni dalla conclusione della sua campagna presidenziale dopo l'intervento della Corte Suprema sul verdetto delle elezioni del 2000, dall'altro il quinto anniversario dell'adozione degli Accordi di Parigi, dai quali Donald Trump decise l'uscita statunitense come uno dei suoi primi provvedimenti e nei quali Biden ha in programma di rientrare nel suo giorno d'insediamento, il 20 gennaio 2021.

Così ha scritto Al Gore in apertura della sua riflessione: "Gli Stati Uniti hanno la possibilità di rivendicare la posizione di leadership dell'America nel mondo dopo quattro anni passati nelle retrovie. Le sfide che Biden dovrà affrontare saranno enormi. Nell'immediato, sicuramente assumere l'incarico nel caos dovuto alla colossale incapacità di rispondere efficacemente alla pandemia di coronavirus e alla devastazione economica che ne è derivata. E sebbene la pandemia riempia il nostro campo visivo al momento, è solo la più urgente delle molteplici crisi che affliggono il Paese e il pianeta, inclusi 40 anni di stagnazione economica per le famiglie a reddito medio; iper-disuguaglianza di reddito e ricchezza, con alti livelli di povertà; orribile razzismo strutturale; partigianeria tossica; l'imminente crollo degli accordi sul controllo degli armamenti nucleari; una crisi epistemologica che mina l'autorità della conoscenza; comportamento sconsideratamente privo di principi da parte delle società di social media; e, cosa più pericolosa di tutte, la crisi climatica. Vincere questa battaglia ci richiederà di ristabilire il nostro contatto con la natura e il nostro posto all'interno dei sistemi ecologici del pianeta, per il bene non solo della sopravvivenza della civiltà, ma anche per la conservazione della ricca rete di biodiversità da cui dipende la vita umana."  

Di fronte alla necessità immediata di rispondere alla sfida forse più grande a cui l'essere umano si sia mai trovato di fronte, il politico ambientalista ha mostrato però anche un'attitudine positiva al problema, considerandolo comunque ancora risolvibile. "La prospettiva scoraggiante nell'affrontare sfide così grandi dopo che aspre divisioni sono state smascherate e armate nella campagna presidenziale, ha causato la disperazione di molte persone. Eppure questi problemi, per quanto profondi, sono tutti risolvibili. Anche se la crisi climatica peggiora rapidamente, scienziati, ingegneri e dirigenti d'azienda stanno mettendo in atto straordinari progressi tecnologici per porre fine alla dipendenza del mondo dai combustibili fossili molto prima di quanto si sperasse possibile. Biden potrà rafforzare l'impegno del Paese a ridurre le emissioni ai sensi dell'accordo di Parigi, un qualcosa che gli Stati Uniti sono pronti a fare grazie al lavoro di città, Stati, imprese e investitori, che hanno continuato a fare progressi in questo senso nonostante la resistenza dell'amministrazione Trump."

Secondo Al Gore, l'inizio di una soluzione in positivo del problema è quindi possibile, nonostante gli sviluppi positivi siano ancora molto al di sotto delle riduzioni di emissioni richieste, se l'amministrazione Biden diffonderà e renderà effettivi i molti progressi già raggiunti, tra i quali l'uso su larga scala dell'energia solare ed eolica. L'energia pulitacombinata con l'uso delle batterie, risulta infatti essere già più economica della maggior parte dei nuovi impianti di gas naturale ed alcune delle più grandi società d'investimento del mondo lo hanno già capito. "È significativo che, negli ultimi tre mesi, molti dei leader politici più importanti del mondo abbiano introdotto importanti iniziative. Grazie alla guida di Ursula von der Leyen, l'Ue ha appena annunciato che ridurrà le emissioni di gas serra del 55 per cento nei prossimi nove anni. Il presidente Xi Jinping lo ha promesso che la Cina raggiungerà zero emissioni nette di carbonio nel 2060. I leader in Giappone e Corea del Sud hanno affermato poche settimane fa che i loro Paesi raggiungeranno le emissioni zero nel 2050." Significativa appare anche la dichiarazione citata da Al Gore che un ex ministro del petrolio in Arabia Saudita pronunciò 20 anni fa, “l'età della pietra è finita non perché mancavano le pietre, e l'era del petrolio finirà non perché ci manca il petrolio."

"Affrontare apertamente i nostri difetti invece di reclamizzare i nostri punti di forza. Questo, e solo quello, può portare gli Stati Uniti a recuperare il rispetto delle altre nazioni e ripristinare la loro fiducia nell'America come partner affidabile nelle grandi sfide che l'umanità deve affrontare. Come nella pandemia, la conoscenza sarà la nostra salvezza, ma per avere successo dobbiamo imparare a lavorare insieme, per non morire insieme.", conclude Al Gore. 

21 dicembre 2020

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