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Calcio e diritti delle donne alla vigilia degli Europei

Un incontro pubblico al Giardino di Milano dopo l'appello alla Uefa

Oggi iniziano gli Europei di calcio con la partita Italia-Turchia. Gariwo ha chiesto all'Uefa che la partita fosse arbitrata da una terna femminile, come risposta al ritiro del governo di Erdogan dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza di genere. La Uefa non ha mai risposto alla proposta, eppure l'arbitro francese Stephanie Frappart sarà il quarto ufficiale della gara. "La sua nomina - spiega il presidente di Gariwo Gabriele Nissim - può sembrare una piccola cosa. Ma va visto come un primo risultato verso raggiungimento di cose più importanti".

Per discutere della campagna di Gariwo e più in generale di come lo sport possa essere da sostegno per i diritti delle donne nel mondo, si è tenuto ieri al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano un incontro pubblico che ha visto la partecipazione di esponenti del mondo associazionistico, accademico e sportivo. Tra gli ospiti, Elisabet Spina, responsabile del settore femminile del Milan calcio. "Faccio i complimenti per l'iniziativa, perché anche se non si è concretizzata è una opportunità rimandata", ha spiegato Spina ribadendo l'impegno del Milan nel sostenere le battaglie per i diritti delle donne.

 "Domani (oggi, ndr), accendendo la tv dovremmo iniziare a essere più empatici verso le donne turche" ha ribadito Nissim. Il presidio simbolico arriva dopo un lungo percorso da parte di Gariwo e i suoi collaboratori per promuovere i valori dello sport e della contesa buona come esempio per la responsabilità civile degli individui e delle comunità. Per questo, in nome dei Giusti dello sport, abbiamo voluto far sentire la nostra voce per tutte le donne che subiscono discriminazione e violenza.

Oltre a Elisabet Spina, responsabile del settore femminile del Milan, sono intervenute Francesca Gargiulo, psicologa dello sport, e Joanna Borella, alias Mr Jo, che con la sua associazione Bimbe nel pallone porta avanti un ambiziosissimo progetto di integrazione attraverso il calcio nel quartiere multietnico di Nolo. 

Significativa inoltre la partecipazione di Cenap Aydin, docente turco esperto di dialogo interreligioso, che ha fatto il punto sullo stato dei diritti nel suo Paese ricordando tutte le realtà femminili sotto attacco: "Ci sono le donne curde, le madri del sabato i cui figli sono spariti trent'anni fa e di cui non hanno avuto più notizie, ci sono le donne siriane senza documenti, le donne transgender, le donne armene, le donne lavoratrici. E soprattutto le donne in carcere, in condizioni gravissime durante la pandemia". Giovanna Grenga, docente e co-referente del Giardino dei Giusti di Roma, ha ben spiegato lo spirito con cui è nata l'iniziativa, che lei per prima ha lanciato su Facebook: "La rinuncia alla Convenzione di Istanbul da parte della Turchia, l'oltraggio subito da Ursula Von der Leyen il 7 aprile. La notizia che si tornava a giocare a calcio, dopo la pandemia. Fatti che si sono intersecati". Quindi l'idea di un'arbitro donna, così che "i calciatori italiani e turchi che scendono in campo dimostrino come espressione di talento della società civile, di avere anche talento di rispettare le regole quando a chiederlo è una donna, proprio perché hanno aderito a convenzioni che riguardano il modo di stare insieme". Non un riferimento alle quote rosa, quindi, "ma la richiesta di dimostrare qualcosa alle donne di tutto il mondo da parte di quei giocatori". Durante il presidio è stata ricordata Saman Abbas, la 18enne di origine pachistana uccisa per aver rifiutato un matrimonio combinato
Qui potete rivedere la diretta.

10 giugno 2021

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