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L'arte post-sovietica di Ilya Kabakov

il soggetto nell'URSS, tra impegno e fuga

L'installazione "L'uomo che fuggì nello spazio dal suo appartamento", ispirata agli appartamenti statali nell'ex URSS

L'installazione "L'uomo che fuggì nello spazio dal suo appartamento", ispirata agli appartamenti statali nell'ex URSS Artspace

L'artista russo Ilya Kabakov, classe 1933, ha operato per trent'anni come artista "non ufficiale" in Unione Sovietica, prima di essere conosciuto e apprezzato in Occidente. Oggi è un affermato autore di disegni satirici, racconti visivi e installazioni che rendono conto tanto dell'epoca post-staliniana quanto, secondo i critici, della "condizione umana universale". 

Al momento le opere realizzate da Kabakov insieme alla moglie Emilia sono esposte in diverse gallerie internazionali, come la Tate Modern di Londra e la Hirschhorn di Washington. La coppia opera insieme dal 1985, e ha saputo creare delle sapienti metafore del vivere nel totalitarismo, cercando di non perdere la propria soggettività. 

Un esempio di questo è l'installazione The Man Who Flew Into Space From His Apartment (l'uomo che fuggì nello spazio dal suo appartamento). Kabakov ha realizzato una stanza sul modello di quelle che in epoca sovietica le persone dovevano condividere con molti altri individui e nuclei familiari. 

Spiega Kabakov in  un'intervista rilasciata alla rivista internazionale Artspace: "Nell'opera viene rappresentata solo la stanza che le persone avevano per sé, e non la cucina comune. Ci sono una presa d'aria e di luce dal tetto e macerie sul pavimento. Alcuni oggetti rievocano la recente presenza di un essere umano in questo luogo che sembra una specie di cella. Da qui normalmente non si vorrebbe uscire. Ma se si desidera farlo si può andare nella cucina comune. Oppure fuori, nello spazio, qualora l'appartamento collettivo non sia abbastanza per un individuo. A quel punto il mondo esterno appare come una sorta di cosmos, un altro pianeta, un angolo di paradiso. Chi scoprirà che è fuggito, forse penserà a una stupida illusione, a qualcosa di comico o di idiota. In realtà però lo stesso fatto che nessuno lo trovi più potrebbe suggerire che la sua fuga è riuscita. Questo nessuno lo sa. Rimane una questione aperta". 

Sulle pareti della stanza-appartamento sono appoggiati quadri dipinti dallo stesso autore che raffigurano proprio le altre persone di cui ogni inquilino di una casa sovietica assegnata dallo Stato era circondato. Ognuno può decidere quali sensazioni gli evoca questa vicinanza, questa sensazione positiva di non essere mai soli, ma anche negativa di non ritrovare uno spazio di "solitudine creativa". Ognuno può desiderare di essere lì o di "fuggire nello spazio". 

5 ottobre 2017

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