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La cultura al servizio della memoria

quando l'arte tratta dei Giusti e dei genocidi

Il 2013 si apre con tre importanti eventi culturali nel campo della Memoria. 

Il 23 gennaio al Palazzo di Vetro, la sede centrale delle Nazioni Unite di New York, verrà proiettato il film The Rescuers, sui Giusti nella Shoah e sul "mistero della bontà di fronte al pericolo". Lo storico britannico Sir Martin Gilbert, una delle massime autorità sull'Olocausto a cui è sopravvissuto in prima persona, accompagna la superstite del genocidio rwandese Stephanie Nyombayire alla scoperta di figure come Varian Fry, Chiune Sugihara, Raoul Wallenberg, Aristide de Sousa Mendes e il Console Carl Lutz. 


Quest'anno partono anche i lavori per completare il Museo della Shoah di Roma, che avrà sede a Villa Torlonia, un'ex residenza di Mussolini. Nel sito dell'Ente si legge fra l'altro: "Con il Museo della Shoah la capitale si affiancherà a grandi città come Gerusalemme, Washington, Berlino, Londra e Parigi che già ne possiedono, e contribuirà a mantenere viva nel sentimento popolare la memoria e il monito di una delle peggiori tragedie della storia umana". Gli architetti italiani che hanno progettato il Museo-Memoriale nella capitale, Luca Zevi e Giorgio Tamburini, lo scorso anno erano stati invitati a presentare il progetto di progettazione museale al Memoriale della Shoah di Berlino. 


Infine, la cittadina di Sarno dedica una speciale mostra ai bambini deportati nella Shoah. "Disegnatori, fumettisti e vignettisti, italiani e stranieri, interpretano col disegno la tragedia dello sterminio dei bambini ebrei nei campi di concentramento nazisti". Fino al 27 gennaio al Museo Archeologico di via Cavour, 9 sarà possibile visionare "illustrazioni, vignette e fumetti con contributi inediti di Brindisi, Di Bernardo, Fogliazza, Moriconi, Pannullo, Staino, Toninelli e Zapparoli, due percorsi di tavole illustrate tratte dai libri L'albero di Anne e Il volo di Sara e sette tavole inedite disegnate da giovani illustratori stranieri di Fabrica e ispirate alle poesie dei bambini deportati nel campo di concentramento di Theresienstadt".


8 gennaio 2013

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Memoria

ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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