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Roberto Jarach nominato Presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano

dal Comitato dei Fondatori

Roberto Jarach

Roberto Jarach

Il Comitato dei Fondatori della Fondazione Memoriale della Shoah ha nominato Presidente Roberto Jarach, già Vicepresidente.

Ferruccio de Bortoli, che ha ricoperto la presidenza per dieci anni, è stato nominato Presidente Onorario, per il forte impulso dato allo sviluppo del Memoriale e per l’impegno e la dedizione messi sinora in campo alla guida della Fondazione.

La carica di Vicepresidente passa a Milena Santerini, già Consigliere della Fondazione deputato alla Camera nella XVII legislatura - e in questa veste promotrice della Legge sui Giusti dell'Umanità - membro della Commissione Cultura, istruzione e sport e delegata presso il Consiglio d’Europa nella Commissione uguaglianza e discriminazione, da sempre impegnata sui temi dei diritti dei bambini e dell’inclusione sociale.

“Una carica impegnativa, contrassegnata da 10 anni di presidenza del Dr. Ferruccio de Bortoli che hanno consentito il superamento di molte difficoltà e il raggiungimento di risultati di grande rilievo” ha dichiarato il neoeletto Presidente Roberto Jarach. “Spetta ora a me raggiungere il traguardo ormai prossimo di completamento del progetto e di impostazione di programmi educativi e culturali di livello. Grazie al suo portato storico e alla sua capacità di trasmissione della memoria, in questi anni il Memoriale della Shoah si è inserito a pieno titolo tra i luoghi di richiamo della grande Milano.”

29 marzo 2018

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ricordare il passato per costruire il futuro

Il Comitato internazionale I Giusti per gli armeni. La Memoria è il futuro fondato da Piero Kuciukian per commemorare chi si è impegnato contro il genocidio del 1915, focalizza sin dal titolo la funzione del ricordo, che non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma un ben più corposo dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 
La memoria ha tanti risolti e presenta esiti contrastanti, in positivo o in negativo a seconda di come viene trattata. Riflettere sugli avvenimenti che ci hanno preceduto per capire il presente significa ricercare le coordinate che ci permettano di interpretare le nuove situazioni con la consapevolezza dei pericoli o delle opportunità che certi meccanismi culturali, sociali e individuali innescano. L'esperienza dei genocidi del Novecento, il fenomeno dei totalitarismi, sfociati in una devastante guerra mondiale, gli equilibri della guerra fredda, ci forniscono indizi molto precisi sulle pretese di egemonia geopolitica e sulle derive umanitarie da evitare; mentre l'esempio dei Giusti, il loro variegato impegno a favore dei perseguitati, la richiesta di libertà, l'autonomia di pensiero e l'istanza di difesa della dignità umana, sono altrettanti referenti da assumere per evitare le trappole dell'arroganza, della negazione della verità, del rifiuto della diversità, della chiusura all'altro, della decisione unilaterale.

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