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6 marzo…quasi una predestinazione

editoriale di Ulianova Radice, co-fondatrice di Gariwo

6 marzo 2007: nell’ospedale di Tel Aviv cessa di battere il fragile cuore di Moshe Bejski, il protagonista di trent’anni di attività della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, a Gerusalemme. 
Strappato alla morte dal noto faccendiere Oskar Schindler con l’inserimento nella famosa lista, era emigrato in Israele e aveva speso la vita, dopo il processo Eichmann, per ringraziare il suo salvatore e tutti i soccorritori degli ebrei. Un debito di gratitudine a cui aveva chiamato l’intera nazione, anche se spesso si lamentava di non essere abbastanza ascoltato.

Un anno dopo….
6 marzo 2008: un funzionario del Comune di Fornovo Taro tiene una lezione alla classe  V-A dell’ITSOS Carlo Emilio Gadda per raccontare la storia di un concittadino, uomo delle istituzioni durante il fascismo, il pretore Pellegrino Riccardi. Lavorava nella stessa sede dell’Anagrafe e aveva accesso agli uffici dove erano conservate le matrici in bianco delle carte d’identità. Le trafugava per produrre documenti contraffatti con generalità di fantasia da utilizzare per l’espatrio in Svizzera dei perseguitati – soprattutto ebrei - durante l’occupazione nazista. Un uomo di legge abituato a far rispettare le norme, che scientificamente le violava per obbedire a una norma superiore, dettata dalla propria coscienza.

Cinque anni dopo…
6 marzo 2013: un altro uomo delle istituzioni, Dimitar Peshev, viene ricordato a Milano nel Giardino dei Giusti del Monte Stella. Da vicepresidente del parlamento bulgaro ha salvato 48mila ebrei del suo Paese opponendosi alla loro deportazione con una forte azione pubblica. Dopo aver sostenuto l’introduzione delle leggi razziali per consolidare l’alleanza della nazione con Hitler, di fronte ai treni della morte ha messo da parte la Realpolitik e ha scelto la propria coscienza.

Entrambi hanno ricevuto la medaglia di “Giusto tra le Nazioni” a Yad Vashem.

Gariwo ha chiesto e ottenuto dal Parlamento di Strasburgo l’istituzione del 6 marzo come Giornata Europea dedicata ai Giusti di tutti i genocidi e crimini contro l’Umanità, di qualsiasi parte del mondo. 
Il 2013 è il primo anno in cui verrà celebrata questa Giornata con commemorazioni in tutta l’Europa, a partire da Milano, che ha ispirato le iniziative di Bruxelles, Praga, Varsavia, Sarajevo e S. Pietroburgo. Senza dimenticare le numerose città italiane che vi hanno aderito con propri eventi.

Non è stato semplice ottenere questo risultato. C’è voluto tutto l’impegno di Gariwo, la determinazione con cui il suo Presidente, Gabriele Nissim, ha perseguito l’obiettivo senza mollare mai, volando a Strasburgo per bussare alla porta dei deputati europei a ogni sessione del parlamento e convincerli dell’importanza di ritrovarsi uniti nel ribadire i valori fondanti di un identità condivisa, con un gesto di alto valore simbolico nel momento di peggior crisi delle istituzioni comunitarie.

Ci sono voluti i contatti continui con giornalisti, intellettuali, uomini di scienza, sorretti dalla fortissima mobilitazione del popolo del web, con una campagna su Facebook che ha visto l’adesione di ben 46000 persone per fare arrivare la voce della società civile nelle stanze del potere e sfondare il muro dell’indifferenza, della distrazione, della sottovalutazione, dell’incomprensione.

Abbiamo saputo disinnescare le mine disseminate lungo il percorso, i meccanismi micidiali della concorrenza tra le vittime, i veti incrociati delle vulnerabilità nazionali, gli ostracismi dei sostenitori estremi delle varie unicità, le diffidenze e gli opportunismi. Abbiamo condotto una battaglia trasversale per abbattere steccati insensati. Ci hanno aiutato tanti amici e collaboratori, sostenitori convinti, che si sono mobilitati al nostro fianco. Se siamo riusciti a vincere le resistenze e a sconfiggere l’insensibilità della classe politica (salvo poche eccezioni) lo dobbiamo in gran parte alla consapevolezza di agire in vista di un obiettivo sacrosanto, di condurre una battaglia di alto valore civile e morale. Solo la convinzione e la passione con cui l’abbiamo condotta ci hanno garantito il risultato, contro tutti i pronostici.

A Fornovo l’Istituto scolastico Gadda si è impegnato – in perfetta solitudine - a ricordare il pretore “fuorilegge” che si è opposto alle persecuzioni. Ci sono voluti anni di impegno di insegnanti sensibili e consapevoli del ruolo della memoria per i giovani, perché le istituzioni del luogo iniziassero a prendersene cura.

Anche il vicepresidente del parlamento bulgaro è stato dimenticato per anni e misconosciuto in patria. Solo la battaglia solitaria di Nissim, che ha rivalutato la figura di Peshev nel libro L’uomo che fermò Hitler ha restituito dignità a un grande personaggio del Novecento, morto in povertà, umiliato e dimenticato. Ora le più alte istituzioni dello Stato bulgaro gli dedicano il rispetto dovuto.
Le figure controverse, troppo poco “politicamente corrette” non superano facilmente la messa al bando di chi ritiene di detenere il monopolio dell’interpretazione della storia.

Nel momento di crisi estrema che stiamo attraversando, sia nelle Istituzioni Comunitarie che negli Stati nazionali, e in particolare nella situazione di grave disagio sociale e di sfaldamento del vincolo di cittadinanza che caratterizza l’Italia, il successo ottenuto da Gariwo con l’istituzione della Giornata europea dei Giusti dimostra la possibilità di esercitare un’influenza positiva sulla classe politica, irrompendo con la forza di singoli individui responsabili nel chiuso delle aule parlamentari, vincendo resistenze consolidate, sparigliando le carte, rompendo gli equilibri.

Le recenti elezioni italiane hanno sconvolto gli assetti politici tradizionali e hanno dimostrato, al di là dei possibili esiti istituzionali e dei pericoli in agguato, la necessità di un ripensamento della rappresentanza politica e dei rapporti con i cittadini.

Il 6 marzo 2013 la prima celebrazione della Giornata Europea dei Giusti ci ricorda che anche noi, tutti insieme, con la forza delle idee e la passione della volontà, da Fornovo a Milano, da Roma a  Bruxelles, da Sofia a Gerusalemme, possiamo costruire la nostra storia. Sull’esempio dei Giusti.


Trovi qui tutti i materiali su Pellegrino Riccardi, raccolti dall'Itsos Carlo Emilio Gadda.

Ulianova Radice, co-fondatrice di Gariwo

Analisi di Ulianova Radice, co-fondatrice di Gariwo

1 marzo 2013

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