Gariwo
https://it.gariwo.net/editoriali/belgrado-un-murale-per-il-criminale-di-guerra-ratko-mladi-24404.html
Gariwo

Belgrado, un murale per il criminale di guerra Ratko Mladic

di Tatjana Dordevic Simic

Vračar è un quartiere residenziale nel centro di Belgrado, un'area culturale ricca di storia e tradizioni. Da sempre ha attirato l’élite belgradese come luogo in cui vivere. Ci hanno vissuto scrittori, artisti, professori e tutt'oggi ci vivono molti personaggi pubblici. Vračar è un quartiere famoso anche perché ospita il più grande tempio ortodosso, Sveti Sava, la fondazione della scrittrice Desanka Maksimović e il museo di Nikola Tesla, il più importante scienziato serbo, che mise a punto il primo motore a induzione di energia alternata.

Da qualche mese, sul muro di un palazzo residenziale di una delle più belle vie di Vračar, Via Njegoševa, sorge il murale in onore all’ex generale serbo Ratko Mladić. Il criminale di guerra che lo scorso giugno è stato condannato all’ergastolo dal Tribunale internazionale dell'Aja per il genocidio di Srebrenica e per il ruolo che ricopriva nella guerra in Bosnia ed Erzegovina negli anni ‘90.

Il murale ritrae Mladić con un berretto dell’esercito della Republika Srpska, mentre fa il saluto militare. L’immagine è accompagnata dalla frase: “Generale, siamo grati a tua madre”. Sull'immagine c’è anche lo stemma del Partizan, la squadra di calcio serba, una volta jugoslava, di cui uno dei fondatori fu il primo presidente della Croazia indipendente, Franjo Tuđman. Lo stemma di Partizan si può vedere anche su altri graffiti con le scritte nazionaliste in città e si suppone che il murale del generale sia stato disegnato da gruppi di ultrà di estrema destra tifosi della squadra serba.

Per i gruppi di estrema destra Mladić resta un eroe che si è opposto alla pressione delle popolazioni musulmane nei Balcani. Invece, per gli altri, l’ex generale è un criminale di guerra che non dovrebbe essere ricordato nel centro di Belgrado ed essere rappresentato sui muri della città.

Tra gli attivisti che vogliono rimuovere il murale e gli esponenti di destra che lo difendono e lo puliscono, ci sono anche gli inquilini dell'edificio in via Njegoševa, che hanno presentato un reclamo chiedendone la rimozione. Al contrario, la polizia ha ordinato loro di rimuovere il murale.

“Abbiamo cercato di assumere un’azienda che lo avrebbe imbiancato, ma nessuno ha voluto occuparsene, perché spaventati per la sicurezza dei loro operai", spiega Aleksandra Blagojević, l'amministratore dell'edificio.

Lo scorso 9 novembre, durante la Giornata internazionale contro il fascismo e l’antisemitismo, c’è stato il momento di maggior tensione tra sostenitori e oppositori del murale. L’organizzazione non governativa “Iniziativa dei giovani per i diritti umani” aveva preannunciato che avrebbe coperto definitivamente il murale, ma il presidio era stato vietato dal ministero dell’Interno Aleksandar Vulin, ufficialmente, per motivi di sicurezza.

Nonostante i divieti, le attiviste Aida Ćorović e Jelena Jaćimović si sono comunque presentate e hanno lanciato delle uova contro l’immagine. Le due donne sono state minacciate da alcuni giovani che si trovavano sul posto, e subito dopo sono state fermate e arrestate.

Sul posto c’era anche lo scrittore ed intellettuale serbo Vladimir Arsenijević che ha cercato di difendere le attiviste.

“È inaccettabile che nella capitale di uno stato formalmente democratico si glorifichi un uomo che è direttamente responsabile della morte di 8.500 civili innocenti. Il murale di Mladić non è più una questione di opinione, ma è qualcosa che esiste”, dice Arsenijević.

"Purtroppo, la polizia è molto agile quando si tratta di arrestare le due attiviste e disabilitare la loro azione simbolica e non fare nulla alle persone che proteggono il murale”, sottolinea.

Lo stesso giorno, il murale è stato ripulito. Il ministro dell’Interno serbo, Aleksandar Vulin ha confermato che la polizia si trovava lì per prevenire gli scontri e ha definito quell’evento come una manifestazione con cattive intenzioni, mentre il presidente serbo Aleksandar Vučić ha dichiarato che la “performance” degli attivisti ha danneggiato l’immagine della Serbia.

Da quell’evento, i giovani che proteggono il murale sono sempre lì, per sorvegliare l'immagine del loro eroe e per insultare chiunque tenti di avvicinarsi.

Milan Antonijević, direttore dell’Open Society Foundation Serbia, spiega che la realtà è che in Serbia esiste un'intera generazione nata dopo la guerra che non è a conoscenza dei fatti riguardanti il genocidio di Srebrenica e della guerra in Bosnia.

“E’ necessario fare i conti con il nostro passato e spiegare ai giovani i fatti e la verità”, dice Antonijević e aggiunge che spera che il murale venga rimosso nel prossimo periodo.

Nelle scorse settimane, i responsabili del monitoraggio della Serbia per l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, Piero Fassino e Ian Liddell-Grainger hanno mandato un appello chiedendo le autorità serbe di rimuovere il murale di Ratko Mladic a Belgrado e prendere una posizione decisa contro la glorificazione dei criminali di guerra.

“Una società democratica non può vivere negando i crimini di guerra e con una cultura di odio e impunità” hanno detto i due parlamentari.

​​Nel frattempo, poco lontano dal murale di Mladić sull’altro lato dell'edificio ne è apparso un altro dedicato a Draža Mihailović, leader del movimento cetnico durante la Seconda guerra mondiale e altro eroe per i serbi nazionalisti.

Dato che il murale è ora diventato simbolo, nelle ultime settimane, in giro per la città sono comparsi altri murales e graffiti per Mladić, a cui alcuni attivisti hanno risposto dipingendo su vari edifici della città il “fiore di Srebrenica” per ricordare la data dell’11 luglio 1995, internazionalmente riconosciuta come Giorno della Memoria per il genocidio di Srebrenica.

Tatjana Đorđević Simić

Analisi di

13 dicembre 2021

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Grazie per aver dato la tua adesione!

Scopri tra gli Editoriali

carica altri contenuti