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Chi crede nel bene rende la natura più bella

di Gabriele Nissim

La cerimonia al Monte Stella per la Giornata dei Giusti 2018

La cerimonia al Monte Stella per la Giornata dei Giusti 2018

Pubblichiamo di seguito l'articolo di Gabriele Nissim pubblicato dal Corriere della Sera del 14 febbraio 2019 sulle polemiche per la riqualificazione del Giardino dei Giusti di Milano

Diciamo la verità. Se oggi il Monte Stella è diventato per le nuove generazioni un luogo di memoria, lo si deve prima di tutto al Giardino dei Giusti di tutto il mondo inaugurato nel 2003 dall’allora sindaco di Milano Gabriele Albertini.
In tutti questi anni, nessuno aveva mai pensato di farlo diventare un luogo di rimembranza e di pace, mentre si svolgevano gare di sci, di corsa, di motocross e festival di tutte le forze politiche.

Oggi il Monte Stella è diventato un punto di riferimento mondiale per i cento Giardini dei Giusti che sono nati in Italia e nel mondo sull’esempio di Milano.
Chi ha creduto nella simbologia di questa montagnetta, sorta dalle macerie della Seconda guerra mondiale, ne dovrebbe essere lusingato, perché lo spirito di un’opera vive nel tempo se c’è qualcuno che ne raccoglie con i fatti l’eredità morale. Oggi nel Giardino di Milano sono ricordati alcuni dei migliori esempi dell’umanità che si sono opposti, come Jan Karski, Armin Wegner, Andrej Sakharov, Papa Giovanni XXIII, ai genocidi e ai totalitarismi del ‘900.

Migliaia di ragazzi da tutta Italia vengono a visitare il Giardino con il gusto giovanile di credere al futuro dell’umanità.
Con la loro presenza e partecipazione hanno dato un valore in più al Monte Stella, perché chi crede nel bene e nel valore della pace rende la natura più bella.
A questi giovani pieni di entusiasmo abbiamo voluto offrire dei piccoli camminamenti di pietra per non scivolare nel fango nei giorni invernali e una piccola area dove discutere con gli insegnanti sulle storie dei Giusti. Non essendoci più spazio per la piantumazione di nuovi alberi, inoltre, abbiamo dovuto progettare dei piccoli muretti dove, come è accaduto a Yad Vashem per gli stessi motivi, possiamo inserire i nomi dei personaggi onorati.

Il progetto di ristrutturazione del Giardino non è niente di più di questo, ma qualcuno tra i contestatori lo dipinge come un mostro architettonico, pur non essendosi mai curato di valorizzare il concetto di memoria del Monte Stella e dello stesso Giardino dei Giusti.

Sarebbe interessante indagare il motivo di tanta ostilità dopo che per oltre cinque anni abbiamo lavorato per ottenere il massimo consenso negli organi amministrativi della città e non abbiamo avuto timore nel sottoporci al giudizio del Tar milanese. Abbiamo accettato il confronto con tutti e abbiamo raccolto tutti i suggerimenti, nonostante il Tribunale ci avesse dato ragione. Siamo stati un esempio di dialogo con tutti e abbiamo sempre accettato di ritardare i lavori per migliorare il progetto.

Purtroppo il motivo di tante polemiche non ha nulla a che vedere con il progetto, perché qualsiasi soluzione verrebbe messa in discussione. Come scrive su Arcipelago Milano, con sorprendente sincerità, l’architetto Graziella Tonon, una delle capofila delle proteste, il Giardino dovrebbe venire al più presto spostato in qualche altra località.
Chi la pensa in questo modo considera il valore della memoria dei Giusti sul Monte Stella una deturpazione dell’ambiente. Il ricordo del Bene svilirebbe il Monte Stella.

Peccato che a pensarla in questo modo sia il Ministro dei Beni Culturali Bonisoli, che con la delibera sulla sospensione di lavori ha mostrato una stupefacente insensibilità per un luogo che ricorda il valore della solidarietà, boicottando in questo modo lo svolgimento della Giornata dei Giusti dell’umanità - riconosciuta solennità civile dal nostro Parlamento nel 2017 – proprio in quella che è la città “capitale morale” dei Giardini dei Giusti. Tutto questo è il segno di un decadimento etico a cui cercheremo di reagire con la massima determinazione per il futuro del nostro Paese.

Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

Analisi di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

14 febbraio 2019

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