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Coltivare la virtù della serenità e della pacatezza

Mario Furlan, Fondatore dei City Angels

A Bergamo i City Angels aiutano i frati cappuccini a tenere aperta la mensa per i poveri

A Bergamo i City Angels aiutano i frati cappuccini a tenere aperta la mensa per i poveri Pagina Facebook dei City Angels

Noi City Angels, guardiani morali del Giardino dei Giusti, non siamo mai stati tanto impegnati come da quando è scoppiata la pandemia.
I nostri impegni si sono, infatti, moltiplicati.

Serve non soltanto tenere aperti di notte i centri d’accoglienza per senzatetto, ma tenere dentro gli ospiti tutto il giorno. Non soltanto fare le pulizie, ma disinfettare tutto, quotidianamente. Distribuire mascherine e gel igienizzanti a tutti gli ospiti. Organizzare i pasti su più turni, per tenere la distanza di sicurezza. E così via.

Continuiamo ad aiutare i clochard sulla strada, ma circolando in squadre più piccole del solito. Per evitare l’assembramento. Teniamo aperte le mense per i poveri, ritrovatesi improvvisamente senza buona parte dei loro volontari: hanno paura. E li capiamo. Inoltre portiamo la spesa e i farmaci a casa di anziani e disabili.
E tutto questo lo facciamo in 21 città, da Lugano al nord fino a Palermo al sud. Passando per Bergamo, Brescia, Milano, Monza, Varese, Gallarate, Roma, Torino… città pesantemente colpite dal coronavirus, in cui serpeggia la paura. 

Ai nostri Angeli forniamo una duplice protezione. Una fisica: le mascherine, i guanti, il gel igienizzante per le mani. Allunghi la mano, e porgi loro ciò che serve. Ma c’è anche una seconda protezione. Psicologica. E qui non si tratta di mani. Ma di cervello. E di cuore.
Ricordatevi che siamo Angeli con la solidarietà nell’animo e il sorriso sul volto” ripeto loro. Ecco, il sorriso. L’energia positiva. L’ottimismo. Qualità che di questi tempi scarseggiano. Ma che noi dobbiamo avere. Per essere una fiammella, una luce nel buio che ci circonda.
Non è che sorridendo allontaniamo il rischio di ammalarci. O la certezza della recessione economica. Ma non li allontaniamo nemmeno restando corrucciati. Angosciati. In preda alla paura. E, comunque, un atteggiamento positivo alza le difese immunitarie: il cervello produce più endorfine e serotonina. E ci sentiamo meglio. Così affrontiamo meglio i problemi che abbiamo di fronte. 

Paura e angoscia generano depressione e abbattimento. Con annessa rinuncia a reagire: tanto è inutile, tanto è tutto perso. E generano anche, specularmente, rabbia e rancore. Basti pensare alla enorme quantità di fake news che sta circolando dall’inizio di questa emergenza. Bufale costruite ad arte per farci provare odio verso un presunto colpevole di tutto questo. Che può essere, a seconda dell’invenzione del bufalaro, la Cina o gli Usa; Bill Gates o l’Organizzazione Mondiale della Sanità; l’Unione Europea o l’Onu. Su Whatsapp, su Facebook, per mail ho ricevuto talmente tante informazioni fasulle che potrei raccoglierle in un’enciclopedia delle panzane.

Questa pandemia ci sta già cambiando. E ci cambierà ancor di più nei mesi a venire. Se in meglio o in peggio è tutto da vedere.
Sarà in peggio se ci lasceremo trasportare da paura e odio. Né i popoli, né i singoli prendono decisioni costruttive se sono questi i sentimenti che li animano. E’ facile cedere a queste emozioni. Soprattutto quando siamo agitati. Come adesso. Perché l’agitazione inibisce il funzionamento della ragione. Che ha bisogno di tranquillità per funzionare bene.
Sarà in meglio, invece, se capiremo una verità tanto semplice e lampante quanto sconosciuta ai più: nessuno si salva da solo. Come ha detto, proprio in questi giorni, Papa Francesco. Solo la collaborazione tra Paesi e popoli, tra governanti e nazioni può contribuire a combattere il Covid insieme. Quindi più efficacemente. E anche a trovare prima il vaccino. 

E’ giusto fare controlli antivirus alle frontiere. Sarebbe sbagliato innalzare le barriere ai confini. Il virus non conosce confini. E prospera in un mondo autarchico, dove ogni Paese si illude di potersela cavare da solo e guarda il vicino in cagnesco. Meglio, molto meglio, scambiarsi aiuti e informazioni. E meglio, per quanto riguarda noi individui singoli, coltivare la virtù della serenità e della pacatezza. Non è per nulla facile, lo so. Ma mi torna in mente un detto orientale: C’è una soluzione al tuo problema? Se sì, perché ti preoccupi?
Non esiste soluzione? Allora a che serve che ti preoccupi?

La soluzione esiste. Se la cerchiamo con cervello lucido e cuore sereno. Dipende da noi!

Mario Furlan, Fondatore dei City Angels

Analisi di Mario Furlan, Fondatore dei City Angels

10 aprile 2020

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