Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

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Da Yad Vashem ai Giardini di tutto il mondo...verso GariwoNetwork

di Ulianova Radice

Pubblichiamo di seguito un'anticipazione dell'intervento di apertura - del direttore di Gariwo Ulianova Radice - del convegno internazionale "La responsabilità nel nostro tempo. La sfida di GariwoNetwork", che si terrà il prossimo 16 novembre alla Fondazione Cariplo di Milano.

La Giornata europea dei Giusti

Il 10 maggio 2012 il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria nella sede di Bruxelles, ha istituito il 6 marzo come Giornata europea dei Giusti, accogliendo l’appello di Gariwo sostenuto da molte personalità europee e da migliaia di cittadini sul web.

In quell’occasione Nissim aveva ricordato che “abbiamo dovuto superare le resistenze di chi, coltivando una visione indulgente del comunismo sovietico, rifiuta di accostare il Gulag alla soluzione finale hitleriana; quelle di chi ritiene che porre la Shoah accanto ad altri orrori novecenteschi finisca per banalizzarla; quelle di chi preferisce tenere un profilo basso sul genocidio degli armeni per non compromettere i rapporti con la Turchia. Per la prima volta nella storia europea viene ricordato il bene e l'opera di uomini e donne che hanno salvato la dignità umana durante gli stermini e i totalitarismi. Con il loro ricordo si richiama un elemento centrale dell'identità europea: il valore della responsabilità individuale. In una fase di generale disorientamento è un punto fermo imprescindibile”.

Dopo cinque anni le sue parole sono più che mai attuali. Per questo abbiamo proposto “Carta delle responsabilità 2017”.

Il ruolo di Gariwo, la foresta dei Giusti

Quelle parole rispecchiano esattamente lo spirito con cui abbiamo fondato Gariwo nel 2001. Gabriele Nissim - figlio di sopravvissuti alla Shoah - ha proposto a Pietro Kuciukian - figlio di uno scampato al genocidio degli armeni - di unire le memorie. Anna Maria Samuelli ha aderito come me con entusiasmo a questo progetto, intuendone le potenzialità sul fronte dell’educazione civile dei giovani, quindi dell’insegnamento, del ruolo della scuola.

Kuciukian, ora console d’Armenia, da alcuni anni aveva seguito l’esempio del Giardino di Gerusalemme, per onorare i “Giusti per gli armeni” nel Muro della Memoria a Yerevan.

Rendere utile la memoria

Gariwo ha posto sul tappeto la questione di fondo: a cosa serve la memoria?

Che senso ha ricordare le vittime? Facciamo loro un buon servizio se le mettiamo in concorrenza, se stabiliamo graduatorie? O non si tratta piuttosto di indagare quali siano gli strumenti più idonei per trasformare tragedie in speranze, al di là della sterile retorica della generica petizione di principio “perché non accada mai più”?

Parlare dei Giusti ci ha permesso di superare gli schemi fissi di narrazioni cristallizzate del male. Ragionare sulla possibilità umana della scelta, in ogni condizione, anche di fronte all’aberrazione estrema, aiuta a trovare spazi positivi di azione comune.

Per questo nel 2000 siamo partiti con un convegno “ecumenico” a Padova, in collaborazione con il Comune e l’Università: “Si può sempre dire un sì o un no. I Giusti contro i genocidi degli armeni e degli ebrei”.

Dopo aver abbattuto i muri dell’arroccamento a difesa ciascuno delle proprie vittime, ci siamo rivolti ad altri risvolti tragici della storia europea.

Nel 2003 abbiamo chiamato a Milano i protagonisti del dissenso nella ex Unione Sovietica e nei Paesi satelliti, per parlare di GULag e di resistenza morale al totalitarismo.

Nello stesso anno abbiamo creato il primo “Giardino dei Giusti di tutto il mondo” al Monte Stella di Milano, con l’appoggio del Comune e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

In Bosnia abbiamo creato con Svetlana Broz Gariwosa (Gariwo-Sarajevo), per onorare i Giusti contro la pulizia etnica nella ex Yugoslavia - e oltre i confini europei abbiamo stretto legami in ogni continente, dall’Africa del genocidio in Rwanda all’Asia della tragedia cambogiana all’America Latina dei desaparecidos argentini.

L’intervento a favore dei perseguitati è il filo rosso che unisce ogni genocidio, ogni crimine contro l’Umanità. Vincere la comodità dell’indifferenza e la paura delle conseguenze, in nome dei valori più alti della vita è una forma di resistenza morale che non ha confini geografici o temporali, che ci accompagna nel cammino dell’esistenza come un’opportunità da cogliere.

Per questo la nostra attenzione si è concentrata sul tema della responsabilità personale.

I Giusti ci guidano lungo questa strada, ne sono la testimonianza vivente, concreta, storica.

Sta a noi farli diventare un punto di riferimento per i giovani, per chi è destinato a guidare il mondo dopo di noi.

Creare sinergie per la prevenzione dei genocidi

Per perseguire questo obiettivo educativo ci siamo concentrati innanzitutto nella creazione dei Giardini dei Giusti per tutti i genocidi.

A Milano abbiamo piantato più di 50 alberi al Monte Stella, nelle cerimonie che ogni anno vedono la partecipazione attenta e sempre più numerosa di scuole e cittadini.

Nel 2014 è nato il Giardino dei Giusti a Varsavia, crocevia emblematico dei due totalitarismi, mentre in Italia sono già sorti 70 Giardini grazie all’impegno di insegnanti, amministratori locali, associazioni, semplici cittadini.

Con il Ministero degli Esteri abbiamo creato i primi Giardini dei Giusti in Paesi arabi come Tunisia e Giordania, grazie all’intervento delle nostre ambasciate, per valorizzare la “diplomazia del bene”. Altri Giardini sono in Armenia, Israele, Stati Uniti.

In gariwo.net abbiamo introdotto i Giardini virtuali per raccogliere le storie sconosciute che gli stessi utenti ci segnalano, facendone un moltiplicatore della conoscenza dei Giusti e un formidabile strumento didattico.

Il nostro sito è cresciuto nel tempo come piattaforma di discussione e confronto, diventando un tassello fondamentale nella diffusione della cultura della responsabilità personale.

In secondo luogo abbiamo raggiunto il mondo della scuola con proposte didattiche e seminari di formazione, che ci hanno permesso di interagire con docenti e studenti di ogni ordine e grado, per i quali abbiamo organizzato visite guidate ai Giardini, concorsi a tema, incontri per il Giorno della Memoria, e prodotto materiali didattici come fumetti, video, scatole-gioco per i più piccoli.

Perché una Giornata dedicata ai Giusti?

L’impegno di Gariwo per l’istituzione della Giornata europea dei Giusti rientra in questo quadro.

Crediamo che una ricorrenza dedicata sia uno strumento molto importante, nell’ottica di recuperare un esercizio utile della memoria, al di là delle polemiche sull’inflazione di queste Giornate.

Di fronte agli sconvolgimenti epocali che ci minacciano sempre più da vicino, appare ineludibile e di massima urgenza trovare risposte alle domande che la crisi dell’Europa ci pone.

Il tema della tolleranza, dell’accoglienza, del dialogo tra culture, della diversità da valutare come ricchezza - ma solo a condizione di saperla maneggiare con cura - da declinare in relazione all’altra costola del problema, quella dell’identità, delle radici, di tradizioni storicamente determinate, con i relativi valori elaborati e i diritti conquistati, sono il terreno concreto su cui dobbiamo misurare la nostra capacità di reazione.

L’esempio dei Giusti ci spinge in questa direzione, a osare soluzioni nuove, a non indietreggiare di fronte a compiti immani, a pensare senza remore e a immaginare il futuro in modo visionario.

Dobbiamo seguire le loro impronte e rintracciare nel presente le figure di riferimento che possano indirizzarci. Soprattutto per indicarle ai giovani e capire con loro come affrontare la quotidianità che continuamente ci interroga.

Andare oltre

I Giusti del nostro tempo: ecco il tema che Gariwo ha posto all’ordine del giorno nella riflessione sulla resistenza morale legata all’attualità.

Cosa significa oggi pensare con la propria testa? Come sconfiggere la visione manichea amico/nemico, il riproporsi del paradigma totalitario basato sul pensiero unico e sull’annientamento dell’avversario, concepito sempre e solo come nemico da abbattere?

La modernità intesa come diritti conquistati dai più deboli in una società aperta, il valore universale della democrazia, intesa come opportunità per tutti e libertà di pensiero, al di là del principio della rappresentanza, di per sé sterile guscio vuoto se non accompagnato dalla capacità di mediazione e di soluzione di problemi al più alto livello tra interessi confliggenti, sono la sostanza di un’esperienza storica di cui la nuova Europa deve farsi carico, se non vuole morire schiacciata dal peso delle proprie inadempienze, dall’insipienza di governanti senza coraggio e incapaci di leadership, ma anche di società inerti e indifferenti, egoisticamente rivolte al mantenimento dei propri privilegi.

Dopo la conquista della Giornata europea dei Giusti e la diffusione delle celebrazioni che si sono moltiplicate in questi anni, il nostro impegno ora è rivolto ai parlamenti nazionali, perché venga approvata una legge che vincoli lo Stato a onorare questa giornata.

In Italia siamo in dirittura d’arrivo e speriamo di festeggiare l’anno nuovo con una legge sui Giusti già in vigore.

GariwoNetwork

L’incontro che abbiamo organizzato per il prossimo 16 novembre è un nuovo passo per rafforzare l’impegno che ci ha spinti a fondare Gariwo. Avremo con noi o in video ospiti illustri di Israele, Polonia, Rwanda, Tunisia, ambasciatori, consoli, deputati, sindaci, e molti docenti.

Vogliamo creare una rete stabile con chi ci ha seguito in questo cammino investendo passione, intelligenza, volontà, creatività; scambiare opinioni, mettere in circolo esperienze, incrociare nuove proposte e riflessioni.

Ma prima di tutto vogliamo ringraziare chi ha creduto nel nostro progetto, per continuare insieme a sperare nei Giusti, ad amarli.

Per concludere vorrei ricordare il motto di Gariwo: “buone memorie per buone pratiche”.

La Giornata europea dei Giusti ci aiuta a renderlo vivo e la creazione di GariwoNetwork con il prezioso contributo di tutti i nostri sostenitori può fare la differenza per realizzarlo.

Contiamo su di voi!

Analisi di Ulianova Radice, direttore di Gariwo

10 novembre 2017

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