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Il paese del diritto e del rovescio

di Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera

Pubblichiamo di seguito il commento di Antonio Ferrari, pubblicato sul Corriere della Sera il 1 aprile 2015, sul progetto di riqualificazione del Giardino dei Giusti del Monte Stella, di cui si è discusso durante il Consiglio di Zona 8 martedì 31 marzo.

Ennio Flaiano, maestro di raffinata ironia, ci ha regalato un aforisma amaro e lapidario: l’Italia è il Paese del diritto, ma soprattutto del rovescio.
Che significa: nessuno osi mettere in discussione l’equilibrio esistente, le certezze grandi e piccole della nostra quotidianità, perché la burocrazia e le abitudini non si devono mai sconvolgere.

Mi è venuto in mente tutto questo leggendo le critiche e le preoccupazioni motivate dalle novità che riguardano il Giardino dei Giusti sul Monte Stella. Giardino che si vorrebbe allargare per poter esaltare e diffondere un messaggio universale: trovare un posto, in mezzo al verde, per celebrare coloro che hanno saputo ascoltare la propria coscienza. Chi va sul Monte Stella può fare una passeggiata-slalom nel verde, tra i cippi di Mandela, di Giovanni XXIII, di Neda, di Karski, di Zamboni, di Chinnici, di Solgenitsin, della Politkovskaja, e di tutti gli altri che hanno esaltato quella che il grande Vassilj Grossman definiva ironicamente «La bontà insensata»: la bontà che non conosce egoismi e convenienze. 

Il 6 marzo scorso, terza Giornata europea dei Giusti, vi è stato un grande raduno per celebrarla. Quasi mille studenti, grazie anche ad una radiosa giornata di sole, si sono seduti sull’erba per ascoltare e applaudire chi veniva onorato. Una cerimonia semplice e vera, che il presidente e fondatore di Gariwo (acronimo del Giardino dei Giusti) Gabriele Nissim ha trasformato in evento emozionante: carico di passione e di partecipazione. Il Giardino, che ha già qualificato e nobilitato il Monte Stella, facendolo conoscere a chi lo ignorava, è davvero un polmone verde quasi trasformato in un museo della memoria all’aperto. La giunta ha approvato il progetto di allargamento. Questo però non significa distruggere il verde, ma esaltare quello che una nobile iniziativa (che mi onoro di sostenere) può far diventare: un polo attrattivo, nella nostra Milano generosa e cosmopolita, che può coinvolgere l’interesse dei giovani più dei milioni di tonnellate di vetrocemento che in altri quartieri sembrano deserti monumenti di fragile e presuntuosa grandeur. Ai rappresentanti del comitato «Proteggiamo Monte Stella», sicuramente armati delle migliori intenzioni per difendere il parco, chiediamo solo di dimostrare che l’allargamento nel verde distrugge il verde. Non sono un architetto, però conosco la serietà di Stefano Valabrega e dei suoi progetti e sul risultato non avrei alcun dubbio.

Nel box approfondimenti la cronaca di Paola D'Amico, comparsa su Corriere della Sera il 1 aprile 2015

Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera

Analisi di Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera

1 aprile 2015

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