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L' ambiguità del bene

di Gabriele Nissim

Suggeriamo a tutti gli amici di Gariwo un modo originale per celebrare il 6 marzo, Giornata europea dei Giusti, oltre a partecipare a uno dei numerosi eventi che si tengono in Italia ed in Europa.

Andate a vedere In Darkness, uno dei più bei film che sia stato realizzato sulla storia di un Giusto durante la Shoah.
Leopold Socha, come scrive sulle nostre pagine lo sceneggiatore David Shamoon, è forse il personaggio più emblematico di una scelta morale, che nasce paradossalmente da una lunga e faticosa messa in discussione non solo dei suoi discutibili valori di ladro di professione, ma anche dei pregiudizi antisemiti che inquinavano la società polacca. Socha è infatti un criminale che considera del tutto normale rubare agli ebrei, e che si sente legittimato ad approfittare della sorte drammatica di alcuni fuggitivi che si nascondono nelle fogne, perché come tanti polacchi è convinto che quanto accade agli ebrei rappresenta una giusta punizione per i loro comportamenti.

Con il passare del tempo, però, il personaggio subisce una lenta trasformazione e prova compassione per gli stessi ebrei a cui spilla denaro e che minaccia continuamente di denunciare ai nazisti, sapendo molto bene la sorte che li attende.

Da squallido approfittatore diventa così il loro salvatore. Non solo comincia a reagire di fronte all’indifferenza di sua moglie e di tutti i suoi amici, ma prova addirittura pietà, quando tra gli stessi ebrei nascosti nelle fogne comincia a nascere una terribile concorrenza per la vita.
Comprende finalmente la sofferenza delle vittime, indipendentemente dalle sue profonde convinzioni, fino a provare gioia non per i gioielli ricevuti, ma per la loro salvezza.

Il film è una metafora della condizione umana, così bene analizzata da Hannah Arendt, quando osserva come i costumi morali siano "mode" che possono cambiare dalla sera alla mattina. La persona fa del male, quasi senza accorgersene, quando esiste un decadimento dei costumi morali e, come nel caso specifico degli ebrei in Polonia, il pregiudizio antisemita viene addirittura considerato una virtù. Ma la stessa persona, condizionata dalla società, può fare del bene quando ascolta la voce del suo cuore, che miracolosamente può incrinare anche le convinzioni più radicate.

Il film è dunque uno straordinario messaggio di speranza, perché nella storia non c’è nulla di eroico e di retorico, ma solo la constatazione dell’ambiguità e della normalità del bene.
Il bene è alla portata di tutti, anche dei più incalliti antisemiti, che ad un certo punto capiscono che è il rapporto con se stessi e la propria coscienza che può sempre permettere di ritrovare la propria bussola.

È così capitato in tutti i genocidi e totalitarismi a tanti uomini che hanno avuto la forza di pensare e di provare compassione per le vittime, nonostante forse il giorno prima consideravano del tutto normale rimanere indifferenti, o addirittura partecipare alla loro persecuzione in nome di una società felice e purificata dai cosiddetti “nemici”.

Il film In Darkness è dunque una grande occasione per discutere, il 6 marzo, sulle complesse e difficili scelte tra il Bene e il Male operate da tanti Giusti, imperfetti come tutti noi.

Gabriele Nissim, Presidente Gariwo, la foresta dei Giusti

Analisi di Gabriele Nissim, Presidente Gariwo, la foresta dei Giusti

22 febbraio 2013

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