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La Giornata Europea dei Giusti

la riflessione di Andrée Ruth Shammah

Gabriele Nissim e Andrée Ruth Shammah il 6 marzo 2012 al Teatro Parenti

Gabriele Nissim e Andrée Ruth Shammah il 6 marzo 2012 al Teatro Parenti

Fermo restando che non c’è niente di paragonabile a ciò che è stata la Shoah, con la Giornata europea dei Giusti il 6 marzo si vuole ricordare chi ha saputo cercare il bene con la scelta di difendere la dignità umana nei momenti bui.

Più si ricorda il bene e più si diventa consapevoli di ciò che l’essere umano può fare per ottenerlo. Per prevenire altri genocidi (pesa su tutti noi il silenzio su Siria e l’indifferenza del mondo rispetto a Rwanda e Cambogia). La parola «mai più» diventa purtroppo solo retorica. I Giusti insegnano a prevenire i genocidi nel tempo presente. Ricordando i Giusti si insegna alla gente che è possibile pensare con la propria testa, partendo dalla propria coscienza. I Giusti hanno salvato il mondo attraverso gesti semplici e concreti. 
Non sono gli altri a decidere il nostro futuro. Ognuno di noi può contare sulle proprie forze e sulla forza delle proprie convinzioni contro qualsiasi legge ingiusta.

Il valore dei Giusti della Shoah è un valore universale perché l’esempio della Shoah non ha toccato solo gli ebrei ma ha colpito il mondo intero, distruggendolo. Aprire la mente al concetto del bene è importante,oggi più che mai. Non è un caso che in Armenia, come in Ruanda o in Bosnia, siano nati dei giardini dei Giusti per ricordare i soccorritori di quei genocidi. 
L’agire secondo giustizia appartiene a tutto il pensiero umano dalla filosofia classica dei greci all’ebraismo, come all’Islam e al cristianesimo.
 La presa di posizione di Gabriele Nissim, come ebreo, scrittore e presidente di Gariwo, ha un significato specifico e importante. Significa dire che quello che è successo agli ebrei non deve accadere a nessun altro uomo. Significa dire che gli ebrei dopo quella terrificante esperienza si aprono agli altri e si mettono al servizio di tutto ciò che possa nel futuro e nel presente impedire tali atrocità.

È un successo straordinario che proprio un ebreo sia riuscito ad ottenere la ricorrenza per tutti i Giusti nel parlamento europeo e che questa idea sia diventata patrimonio culturale per tante esperienze diverse.
 La memoria diventa universale. Questa idea ha suscitato una forte adesione in tante scuole, città, fra persone diverse. Tutti se ne sentono toccati. 
È sempre auspicabile restare all’ascolto di altre tragedie, ognuna di diversa natura e portata ma tutte con un comune denominatore che le unisce: quello della violenza dell’uomo sull’uomo, senza ritegno.


Noi ebrei apparteniamo all’umanità e se anche da secoli alcuni popoli hanno cercato di negarlo, noi continuiamo ad esistere, a fare parte dell’umanità e a dare spazio al bene, al giusto e infine ai Giusti di tutto il mondo. Con riconoscenza.

La riflessione è stata pubblicata sul Corriere della Sera del 18 febbraio a pagina 47

Andrée Ruth Shammah, direttrice del Teatro Franco Parenti di Milano

Analisi di Andrée Ruth Shammah, direttrice del Teatro Franco Parenti di Milano

19 febbraio 2014

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