English version | Cerca nel sito:

La nomina di Efi Eitam a presidente di Yad Vashem è rappresentativa dell'atteggiamento erroneo di Israele nei confronti della memoria dell'Olocausto

di Nadav Tamir

Efi Eitam

Efi Eitam

Il seguente articolo è stato pubblicato in ebraico da Ynet.

Ricordare l'Olocausto e la sua eredità morale è cruciale per Israele e per il mondo. Giustamente, Israele dà la massima priorità all'educazione sull'Olocausto. Tuttavia, spesso il modo in cui trattiamo l'Olocausto è dannoso per questa preziosa memoria, per prevenire l'antisemitismo e la xenofobia. Questo atteggiamento ci fissa in uno stato di trauma, piuttosto che aprirci all'apprendimento che può aiutare a prevenire la ripetizione della Storia. La nomina del Brigadier Generale Efi Eitam a presidente dello Yad Vashem evidenzia questo punto di vista e deve essere chiarita. Per ragioni di completezza del discorso, aggiungo che Eitam era uno dei miei istruttori nel corso per comandanti della compagnia IDF.

L'atteggiamento convenzionale in Israele è quello di ignorare le lezioni universali dell'Olocausto: i pericoli del nazionalismo, la violazione dei diritti delle minoranze e il trattamento ostile degli altri.

La nomina di Efi Eitam fa parte proprio di questo approccio: la fede nella supremazia ebraica, l'opinione che gli arabi non dovrebbero essere qui e, se lo sono, solo come semplici lavoratori. Non è stato scelto solo perché è un ex alto ufficiale dell'esercito. Efi Eitam rappresenta una minoranza degli alti comandanti delle IDF, Mossad e Shaback, che credono che l'unica lezione dall'Olocausto sia il loro dovere di proteggere Israele, ignorandone la lezione universale. 

Proprio per questo suo carattere di crucialità, rendere l'Olocausto e le sue lezioni accessibili alle giovani generazioni di Israele e del mondo richiede un nuovo paradigma. Il punto di vista secondo cui l'Olocausto appartiene solo a noi, ignorando il genocidio subito da altri popoli e trattando l'antisemitismo come se fosse una categoria diversa dalla xenofobia e dal razzismo in generale, rende inaccessibile l'apprendimento dell'Olocausto. Nelle parole del Manifesto dei sopravvissuti all'Olocausto del 2003: "L'Olocausto appartiene all'eredità universale di tutte le persone di cultura". 

Agire in base a questo manifesto richiede una leadership appropriata per Yad Vashem. Per adempiere al proprio importante ruolo educativo umanista Yad Vashem necessita di un leader con valori umanisti, uno che abbia compassione per i deboli e gli oppressi, anche se non sono ebrei, che sia empatico verso la sofferenza degli altri, un leader che possa formare alleanze internazionali con realtà che condividono sfide simili.

La nomina di Efi Eitam a Presidente costituisce la ripetizione del paradigma in cui lo Stato di Israele si allinea con elementi razzisti populisti in tutto il mondo, il cui punto di vista è precisamente ciò che ha portato all'antisemitismo e alla percezione della supremazia bianca. Questi stessi elementi ora vedono Israele come un alleato dal momento che gli immigrati musulmani o altre minoranze li preoccupano più degli ebrei.

Yad Vashem dovrebbe riconoscere come "Giusti tra le Nazioni" anche coloro che hanno salvato non ebrei dal genocidio. Il mondo dovrebbe riconoscerli e rendere loro omaggio per la loro opposizione all'odio e al male, il loro coraggio di agire, per salvare l'umanità. Yad Vashem dovrebbe unirsi ad altre organizzazioni che si occupano di altri genocidi: armeni, ruandesi e altri nel mondo. Solo allora saremo in grado di coinvolgere milioni di giovani che non riescono a capire perché stiamo cercando di creare un monopolio sulla sofferenza e sulla vittimizzazione.

Israele deve capire che il razzismo ebraico è dannoso per la memoria dell'Olocausto. Proprio perché una volta eravamo vittime di questo crimine, è nostra responsabilità dare l'esempio. Israele dovrebbe essere un modello di tolleranza, un educatore che promuove i diritti delle minoranze, evita il razzismo e l'odio. La nomina di Efi Eitam alla carica di presidente di Yad Vashem trasmette esattamente il messaggio opposto.

Nadav Tamir, ex diplomatico, è ambasciatore in Israele di Gariwo, organizzazione fondata da Gabriele Nissim per combattere l'odio e il male, sottolineando il ruolo delle persone che hanno salvato vite umane e hanno mostrato coraggio personale e pubblico. Nadav è il direttore esecutivo di Jstreet Israel.

Nadav Tamir

Analisi di Nadav Tamir

21 dicembre 2020

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google.

Scopri tra gli Editoriali

Multimedia

Un progetto formativo a Taranto

Anna Maria La Neve racconta il percorso della città

La storia

Willy Brandt

il Cancelliere tedesco che si inginocchiò al Memoriale della Shoah di Varsavia