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La patria di un uomo è l'intera umanità

di Gabriele Nissim

Alganesh Fessaha scopre il suo cippo nel Giardino di Tunisi

Alganesh Fessaha scopre il suo cippo nel Giardino di Tunisi

I Giusti possono essere di destra o di sinistra, religiosi o laici, islamici, ebrei o cristiani, europei, arabi, americani… Non importa la loro appartenenza o la loro identità. Essi hanno però un punto in comune: sono pronti a sacrificarsi per salvare la dignità umana e per aiutare gli uomini in pericolo. Essi amano la pluralità e si sentono cittadini del mondo.

La Sura 5 versetto 32 dice: colui che uccide un innocente uccide l'umanità intera, ma chi salva un uomo salva l'umanità intera. È un concetto che troviamo anche nella Bibbia. Questi uomini ci salvano nelle situazione peggiori e ci fanno credere ancora nell'umanità.

I Giusti ci insegnano a comportarci in modo morale.

Oggi celebriamo la Giornata dei Giusti, votata dal Parlamento europeo nel 2012. Ci sono state quasi un centinaio di iniziative da Roma, a Varsavia, a Londra a Milano.
Penso che sia un fatto molto importante che questa Giornata, per la prima volta, venga celebrata in un Paese arabo, nel primo Giardino dei Giusti di un Paese arabo, e anzi sarebbe molto bello se questa esperienza potesse estendersi in tutti i Paesi arabi.

La Giornata dei Giusti di quest'anno è dedicata a coloro che nel mondo si battono per il dialogo, per l'integrazione e sono in prima linea contro l'odio. C'è infatti un vento pericoloso che vuole riportarci ai nazionalismi, alle piccole patrie, alle contrapposizioni, ai muri.
I Giusti vogliono invece la condivisione, il dialogo tra i popoli.

È per questo che ricordiamo oggi Alganesh Fessaha, un grande esempio per tutta l'umanità. Una donna che oggi lotta contro uno dei crimini peggiori, qualche cosa che ci ricorda la crudeltà estrema di Mengele durante il nazismo. Cerca di denunciare il traffico di organi che i nuovi nazisti hanno organizzato nel Mediterraneo. Rapiscono e uccidono i migranti, per poi prelevare e vendere, con l'aiuto di medici assassini, i loro organi. Alganesh ricerca questi migranti nel Sinai per portarli in salvo.

Tunisi è molto importante perché ha voluto ricordare gli arabi che hanno salvato vite umane contro il terrorismo e hanno detto di no ai crimini di Daesh.
Una persona che abbiamo qui onorato, Hamadi ben Abdesslem, che ha salvato gli italiani nel museo del Bardo, è oggi diventato in Italia un eroe nazionale.
Egli ha salvato le vite perché non faceva nessuna distinzione tra musulmani, ebrei o cristiani. Per lui la vita era sacra. Poteva salvarsi da solo e non correre un pericolo, oppure rischiare la vita per salvare gli italiani. Ha scelto questa seconda strada. Oggi si batte per la condivisione tra le religioni e per la pluralità umana.
La sua storia mi ricorda un insegnamento di Seneca: un uomo non ha una patria sola, ma la sua patria è l'intera umanità. Un giusto arabo è quindi non solo un eroe in patria, ma un cittadino del mondo. Oggi Hamadi è onorato in tre Giardini: a Milano, a Neve Shalom - da israeliani e palestinesi -, a Tunisi nell'Ambasciata italiana. A pochi minuti dal nuovo attentato terroristico di Londra, è un esempio per tutto il mondo musulmano. Ci fa capire che possiamo sconfiggere il terrorismo, perché possiamo contare su uomini come lui.

Oggi il terrorismo è un pericolo, ma dobbiamo rifiutare il concetto secondo cui dietro ad ogni arabo ci sia un terrorista potenziale. Non è vero. Uomini come Abdesslem lo dimostrano.

Vorrei ricordare un giornalista francese, Antoine Leiris, che quando perse sua moglie durante gli attentati di Parigi, affermò che nonostante i lutti non avrebbe mai odiato nessuno. I terroristi non lo avrebbero mai cambiato, perché voleva insegnare a suo figlio a continuare ad amare l'umanità.

Nessuno deve aggiungere nuovo odio nell'umanità. È questo l'insegnamento di Etty Hillesum che ci aiuta a resistere al male. Noi, a differenza di quanto pensa Trump, lottiamo meglio contro il terrorismo quando non ci facciamo contaminare dall'odio. È questo che vorrebbero i terroristi di Parigi, Tunisi, e Londra. Noi non lo permetteremo mai.

Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

Analisi di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

23 marzo 2017

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