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L’Italia, laboratorio per l'estrema destra

di Anna Foa

Mai come in questa tornata elettorale il risultato potrà influenzare la situazione internazionale e in particolare il destino dell’Europa. È qualcosa a cui la maggior parte delle persone che vanno a votare non pensa, molto presa invece, anche a ragione, dalla difficilissima situazione economica e dalla crisi energetica, ma che invece ci attende al varco dopo i risultati elettorali, con conseguenze imprevedibili anche sulla nostra situazione italiana: un’Italia sovranista non determinerà nell’Unione Europea una spaccatura destinata a portarla ad una fine più o meno rapida? E se in Italia vinceranno gli amici di Putin o comunque coloro che si oppongono alla necessità di combattere con forza l’aggressione russa, gli aiuti dell’Europa all’Ucraina diminuiranno e ancor più degli aiuti materiali diminuirà la consapevolezza politica dello scontro in atto. Uno scontro che già ora non è solo quello tra la Russia di Putin e l’Ucraina ma quello tra uno Stato che vuole riproporsi come Impero e i paesi che mira a porre sotto il suo dominio. Oggi l’Ucraina, e domani? potremmo dire, riprendendo il vecchio ma sempre valido motto di Carlo Rosselli: Oggi in Spagna, domani in Italia, lanciato nel 1936 di fronte al golpe di Franco in Spagna. Non a caso Bernard Henry-Lévy scrive che il destino della guerra in Ucraina può giocarsi in Italia il 25 settembre.

I sovranisti italiani non sono isolati, non sono il solo frutto della politica italiana. L’Italia è da molti anni ormai divenuta una specie di laboratorio di progetti di estrema destra che hanno certo legami con il vecchio fascismo del 1922, di cui ricorre proprio ora il centenario, ma che rappresentano un fenomeno per molti aspetti nuovo. Pensiamo a Steve Bannon, il braccio destro di Trump nei primi anni della sua Presidenza, ora in seri guai giudiziari negli Stati Uniti, ma abituato a tenere un piede nel nostro paese e a stringervi amicizie e alleanze nell’area della destra estrema e anche meno estrema. Bannon si richiama direttamente, nelle sue elucubrazioni, ad un filosofo che noi italiani, e ancor più noi ebrei, ben conosciamo perché ha contribuito a diffondere nel 1937, a preludio delle leggi razziali, i Protocolli dei savi di Sion, Julius Evola. Antisemitismo, sia pur “spirituale”, tradizionalismo, neopaganesimo, esoterismo, rifiuto netto di ogni democrazia, rapporti difficili con il regime fascista, più facili con le SS con cui collaborò in Germania ed Austria, Evola diventa nel dopoguerra il punto di riferimento della destra estrema, quella molto più radicale del Movimento Sociale Italiano creato nel 1946. Nel 1951, accusato di essere l’ispiratore di gruppi neofascisti, viene assolto. Questo il punto di riferimento di Steve Bannon, non senza commistioni con tendenze più specifiche degli USA, dal suprematismo bianco al cospirazionismo alla Qanon, al trumpismo.

Proviamo ora, nel contesto internazionale in cui ci troviamo, ad accostare a questo insieme che possiamo definire sinteticamente sovranista, ma che è molto più complesso ed inquietante, l’ideologia dello zar Putin. Che è poi, checchè se ne vada dicendo, l’ideologia di Dugin e molto assomiglia a quella declinata in chiave religiosa del patriarca Kirill. Tradizionalismo, rifiuto dell’Occidente corrotto, reazione di un Impero eurasiatico, rifiuto dei diritti umani e dell’individuo. Il maggiore nemico dell’Occidente, insomma, e di tutti i suoi valori. Mescoliamo bene il tutto, e ci troviamo di fronte ad un’ideologia che non è quella della destra italiana, ma che le fa, in maniera più o meno netta, da sfondo. Se e come emergerà, se ci troveremo di fronte a programmi precisi in questa direzione o meno, dipenderà da noi, non solo da come votiamo ma anche da come ci collocheremo di fronte a questo. Certamente, ci troviamo di fronte ad un fenomeno in gran parte nuovo, di cui il richiamo al fascismo è solo una parte. Per ora, emerge il richiamo a Dio, patria e famiglia, una bestemmia secondo Enzo Bianchi. Emergeranno anche richiami antisemiti, o in un primo momento ci si accontenterà di dare addosso ai migranti e a coloro che hanno un colore della pelle diverso da quello dei bianchi? Non illudiamoci, ideologie del genere non hanno una gran simpatia per le minoranze, anche quelle bianche. E ancora, fra gli attuali obiettivi di questa destra sono gli omosessuali e i loro diritti. Piano piano altri oggetti di rifiuto emergeranno, fino a prospettare un mondo omogeneo e senza diversità.

È davvero quello che desideriamo? È il mondo in cui vogliamo che crescano i nostri figli, i nostri nipoti?

Anna Foa, storica

Analisi di

8 settembre 2022

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