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Perché onorare i Giusti in un mondo postpandemico?

di Craig Palmer

Onoriamo la volontà dei Giusti di mettere a rischio la loro stessa vita per salvare la vita degli altri, anche quando il resto della società odia e persegue coloro che vengono salvati. Tale altruismo non è un aspetto imprescindibile del comportamento umano che possiamo dare per scontato. Tuttavia ognuno di noi è capace di azioni coraggiose quando viene ispirato da parole e gesti di altre persone. Irena Sendler ha descritto come suo padre le ha trasmesso un coraggioso altruismo implorandola di ricordare una sola frase: “Ricordati sempre, mia cara Irena, se vedi qualcuno che sta annegando, devi salvarlo anche se non sai nuotare.”(1)

Mentre le persone da tutto il mondo si rialzano da quella che si spera sia la peggiore pandemia di COVID-19, noi compiangiamo i cari che abbiamo perso e guardiamo avanti verso il futuro. La sola cosa di cui siamo sicuri riguardo il futuro è che il mondo non sarà mai lo stesso di com’era prima che sentissimo l’espressione “distanziamento sociale.” Ancor prima della pandemia, profondi cambiamenti economici, politici e sociali si avvistavano all’orizzonte a causa dei cambiamenti climatici e delle nuove tecnologie che hanno superato i limiti della nostra immaginazione. Tuttavia molti di noi hanno rimandato un confronto con questi cambiamenti. Adesso non è più il momento di aggrapparci al nostro stile di vita abituale. A causa della pandemia molte di quelle abitudini sono già svanite. Dunque ci stiamo inoltrando in un futuro drammaticamente diverso con circa la stessa velocità del “Viaggiatore nel Tempo” nel libro di fantascienza La Macchina del Tempo (2) di H.G. Wells del 1895. Una delle questioni che ci si pone è se sia importante rendere le storie dei Giusti parte del nuovo mondo postpandemico.

Onorare i Giusti rinarrando le loro azioni coraggiose sarà vitale se il futuro implicherà una competizione violenta per l’accaparramento delle risorse quali il cibo e l’acqua rese scarse dalle malattie e dal cambiamento climatico. Esempi di premura disinteressata verso gli altri potrebbero anche essere necessari all’umanità per sopravvivere ad un periodo de genere. Tuttavia alcuni esperti prevedono che si eviteranno conflitti futuri per l’accaparramento delle risorse perché l’avanzamento della robotica, dell’intelligenza artificiale e dell’automazione produrrà cibo, acqua e altre necessità sufficienti a rifornire l’intero mondo utilizzando poco o nessun lavoro umano. Alcuni di questi esperti suggeriscono anche di prepararci immediatamente per un futuro del genere. Se questi esperti hanno ragione, ci sarà ancora il bisogno di onorare i Giusti in quello che alcuni vedono come un’utopia?

Precedentemente ho menzionato La Macchina del Tempo perché quando il suo protagonista il “Viaggiatore nel Tempo” viaggia nel futuro, incontra persone conosciute come Eloi le cui vite ricordano le caratteristiche principali del futuro predetto dagli esperti. In questo mondo fantascientifico del futuro, una abbondante quantità di cibo ed altre risorse vengono misteriosamente fornite agli Eloi, i quali sono dunque liberi di dedicare il proprio tempo al divertimento ed al piacere. Provenendo dal periodo immediatamente successivo alla rivoluzione industriale, il “Viaggiatore nel Tempo” non ha mai considerato che i robot, tramite l’intelligenza artificiale, possano produrre i beni primari senza l’aiuto degli umani. Quindi ipotizza che devono esserci altri Eloi da qualche parte che si occupano delle macchine per produrre cibo e altri beni, ma è sconcertato dalla sua incapacità di trovare il luogo in cui ciò avviene.

I diversi enormi luoghi che ho esplorato erano semplicemente luoghi di vita, grandi sale da pranzo e alloggi per la notte. Non riesco a trovare nessun macchinario, nessun dispositivo di alcun tipo. Eppure indossavano vestiti di un bel tessuto che talvolta avevano bisogno di essere rinnovati, ed i loro sandali, sebbene privi di decorazione, rappresentavano esemplari piuttosto complessi di oggetti in metallo. In qualche modo questi oggetti devono essere costruiti. Le piccole persone non mostravano alcuna traccia di propensione creativa. Non c’erano negozi, né officine, né alcun bene importato. Spendevano il loro tempo giocando spensieratamente, bagnandosi al fiume, facendo l’amore in maniera al quanto giocosa, mangiando frutta e dormendo. Non riuscivo a capire come il tutto continuava ad andare avanti.(3)

Il “Viaggiatore nel Tempo” alla fine scopre i macchinari e il motivo per cui le creature che vi lavorano stanno nutrendo gli Eloi. Ad ogni modo prima di determinare chi si occupa del lavoro che permette di far andare avanti le cose, emette un severo giudizio morale sulla vita di piacere, priva di lavoro degli Eloi. Il “Viaggiatore nel tempo” definisce gli Eloi “un umanità decadente.”(4)

Nel suo saggio, il futuro del lavoro, (5) Darrell West descrive un immediato futuro in cui molte persone non “lavorano” più, nell’accezione comune del termine, poiché i robot, l’intelligenza artificiale e l’automazione svolgono il loro “mestiere.” West predice anche che in un primo momento alcune persone potrebbero condividere la disapprovazione del “Viaggiatore nel Tempo” verso un mondo del genere perché “Molti lavoratori traggono la loro identità personale e professionale almeno parzialmente dal loro lavoro.”(6) Tuttavia West suggerisce che la transizione verso un mondo in cui le persone non lavorano più potrebbe essere meno impegnativa di quanto può sembrare perché la nostra visione attuale “… incentrata sul lavoro è una nozione recente nella vita umana. Per gran parte della storia tramandata, i mestieri non erano l’essenza e il fine ultimo dell’esistenza umana. Le persone concepivano la loro identità come maggiormente connessa alla loro famiglia, al gruppo etnico, alla religione, al vicinato o alla tribù.” (7)

La descrizione di West sulla vita, prima dell’attuale attenzione posta sui mestieri, è accurata. Evidenze antropologiche rendono chiaro che “la famiglia, il gruppo etnico, la religione, il vicinato, o la tribù” rappresentavano le basi dell’identità e del comportamento sociale sia durante il corso della storia documentata sia ampiamente durante i periodi prestorici. Quindi gli esseri umani potrebbero nuovamente basare la loro identità unicamente su queste categorie sociali anche con minore sforzo di quanto immaginasse West. Ma se il comportamento passato degli uomini rappresenta la nostra guida, un ritorno a fondare la propria identità esclusivamente sulle categorie sociali quali la parentela, l’etnicità, la tribù o la religione potrebbero essere una ricetta per la violenza etnica o addirittura il genocidio. La robotica, l’intelligenza artificiale e l’automazione possono ampiamente consentire alle generazioni future di devolvere la maggior parte del loro tempo ed energie a odiare ed uccidere coloro che possiedono un’identità sociale differente dalla loro. Dopo tutto i leader di alto rango hanno pianificato e diretto dei genocidi. L’hanno fatto nonostante godevano di una vita lussuosa che non gli ha richiesto di impegnarsi in nessun altro lavoro oltre la pianificazione e la direzione dei genocidi.

Il mondo postpandemico può presentare scarsità di acqua e di cibo causata dal cambiamento climatico o da un’abbondanza di risorse dovuta ai progressi della nuova tecnologia, o una combinazione di entrambi. Tuttavia il passato ci suggerisce che lo sviluppo tecnologico non garantirà un mondo libero dall’odio, dalla discriminazione, e dal genocidio. Dunque onorare i Giusti raccontando le loro storie alle generazioni future può essere cruciale, indipendentemente dal mondo che loro abiteranno. Curiosamente il “Viaggiatore nel tempo” non critica gli Eloi principalmente perché erano troppo pigri per lavorare o troppo ignoranti per gestire macchinari industriali. Condannava gli Eloi per la loro scarsa umanità soprattutto per il modo in cui si comportavano tra loro. Essendo cresciuti senza aver conosciuto esempi morali di coraggio disinteressato gli Eloi erano privi di una sorta di interazione sociale che il “Viaggiatore nel Tempo” considerava elemento distintivo dell’umanità. Più precisamente, gli Eloi mancavano di quel comportamento che le storie dei Giusti ispirano.

È successo che, mentre stavo guardando alcune delle piccole persone che nuotavano in acque poco profonde, uno di loro è stato colto da un crampo e cominciò la deriva verso valle. La corrente principale scendeva piuttosto rapidamente, ma non così forte nemmeno per un nuotatore medio. Renderà l’idea, pertanto, della strana mancanza in queste creature, quando ti dico che nessuno ha fatto il minimo tentativo per salvare quella debole, piangente, piccola cosa che stava affogando sotto i loro occhi.(8)

NOTE
1 Mayer, Jack. 2011. Life in a Jar: The Irena Sendler Project. Long Trail Press: Middlebury, Vermont, p. 105.

2 Wells, H. G. 1895. The Time Machine: An Invention. Henry Holt and Company: New York.

3 Wells, pp. 97-98.

4 Wells, p. 97.

5 West, Darrell M. 2018. The Future of Work: Robots, AI, and Automation. Brookings Institution Press: Washington, D. C.

6 West, p. 150.

7 ibid.

8 Wells, pp. 98-99


Craig Palmer, antropologo

Analisi di Craig Palmer, antropologo

27 maggio 2020

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