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Ruolo e identità di Gariwo - Una pluralità “giusta”

di Andrée Ruth Shammah

Un'immagine della Sala Grande del Franco Parenti

Un'immagine della Sala Grande del Franco Parenti

L’editoriale di Gabriele Nissim sull’identità e il ruolo di Gariwo obbliga alla riflessione sui valori, le responsabilità e le nuove possibilità dell'organizzazione. I Giusti hanno salvato il mondo attraverso gesti semplici e concreti, i Giardini sono il segno tangibile della speranza che la scelta di un singolo individuo può cambiare la storia e il mondo. Un movimento culturale come quello che gravita attorno ai Giardini dei Giusti, non può fermarsi ai successi già ottenuti, non può non tornare a mettersi costantemente in discussione, in fondo il suo impegno è da sempre volto a dimostrare che è essenziale guardare al passato per migliorarsi nel futuro.

Come regista, come direttrice di un teatro, come persona che lavora ogni giorno nel tentativo di gettare dei semi che producano coscienza di sé, della società e del mondo (bello e terribile) che abitiamo, mi sento molto vicina a Gariwo. A dirigere le nostre azioni è quella stessa volontà, il desiderio di provare e mostrare con l'esempio che è sempre possibile un cambiamento. Il Teatro mette in scena mondi diversi ogni sera, insegna che non esiste una sola strada, un solo modo.

Gariwo ci ricorda che ci sono stati uomini e donne che non si sono piegati all'odio, alla violenza e all'oppressione, che hanno rischiato la loro vita per difendere la dignità umana e la vita altrui. Ogni uomo, indipendentemente dall’età, il ruolo, la professione, la condizione culturale e sociale ha la possibilità di scegliere un cammino diverso, cambiare e magari produrre un cambiamento nel mondo che lo circonda.

Fare “memoria attiva”, come sostiene Gabriele Nissim, vuol dire recuperare la memoria del passato, ma anche educare le persone alla scelta, ad ascoltare la propria coscienza assumendo, nel presente, una responsabilità per il futuro e impegnandosi a trasmettere conoscenza e consapevolezza.

Ho dedicato la mia vita al teatro, credo che la parola insegni, ma so che gli esempi trascinano. Ci insegnano ad accogliere e trasmettere la responsabilità del presente. Ogni movimento, ogni organizzazione però è fatta di individui, e credo che al di là dell'impegno, del lavoro e dell'immenso valore di una realtà come Gariwo, siamo noi, che dobbiamo imparare a comprendere quanto non funziona nella nostra società e impegnarci per migliorarla e per dare vita non solo a singoli individui consapevoli ma ad una pluralità “giusta” in contrapposizione all’odio, alla violenza e soprattutto all’indifferenza che sembra proliferare in questi tempi complicati e inquieti. 

Andrée Ruth Shammah, regista e direttrice del Teatro Franco Parenti

Analisi di Andrée Ruth Shammah, regista e direttrice del Teatro Franco Parenti

18 luglio 2019

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