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Tremate tremate le lucciole sono tornate

di Viviana Kasam

Ricordate lo slogan del femminismo negli anni ’70? Tremate tremate, le streghe son tornate… Le donne si erano riappropriate di una definizione denigratoria e umiliante, che fu la causa di persecuzioni e roghi, per riaffermare il diritto alla loro cultura tradizionale, quella appunto delle streghe, fatta di conoscenze naturali e di libertà e indipendenza dal giogo maschile.

Lo slogan mi torna in mente leggendo che sono tornate nei parchi urbani le lucciole, insetti meravigliosi e magici, utilizzati come epiteto denigratorio verso le donne - quelle più deboli, sfruttate e spesso costrette alla prostituzione. “Il parco della Caffarella, a Roma, sembra un albero di Natale, racconta incantata un'amica che abita in zona. Non le vedevamo da anni, le lucciole”. Fu Pasolini il primo a denunciarne la scomparsa “a causa dell'inquinamento dell'aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell'inquinamento dell'acqua (gli azzurri fiumi e le rogge trasparenti)”.

In uno storico articolo sul Corriere della Sera. Era il 1975 e lo scrittore utilizzava la metafora delle lucciole per segnalare la scomparsa dei valori tradizionali della cultura paleoindustriale per cedere il passo al miraggio dello “sviluppo”, dell’industrializzazione. Un cambiamento epocale in cui con lungimiranza Pasolini coglieva i sintomi della “omologazione violenta” e del “comportamento coatto del potere dei consumi (a) ricreare e deformare la coscienza del popolo italiano, fino a una irreversibile degradazione”.

A restituirci le lucciole è stato il Covid, che ci ha costretti a sospendere (temporaneamente ahimè) le nostre abitudini consumistiche e lo sfruttamento selvaggio delle risorse, con conseguente inquinamento dell’aria, dei mari, dei terreni.

Il ritorno delle lucciole potrebbe essere letto come un avvertimento. Possiamo ancora farcela, possiamo invertire il processo suicida che ci porta a distruggere il Pianeta e noi stessi. Ma le lucciole sono anche una metafora femminile e mi piacerebbe che le giovani donne se ne appropriassero, come abbiamo fatto noi, le loro madri e sorelle maggiori, con le streghe. Dopo anni di silenzio, c’è bisogno che le donne tornino a far sentire la loro voce, a difendere i diritti che tanto faticosamente abbiamo conquistato. Perché il le conseguenze del Covid sono state molto più pesanti per le donne. Gli episodi di violenza domestica sono aumentati in tutto il mondo. La mole di lavoro si è moltiplicata. Altro che 27 ore… con i figli in casa da seguire nelle lezioni a distanza, lo smart working, la casa da pulire, i pasti da cucinare, i mariti nervosi e preoccupati, il lockdown è stato per moltissime donne un periodo difficile e logorante. E ora che si parla di ripresa, chi sarà più colpito dalla disoccupazione? E chi viene lasciato da parte nei progetti di ricostruzione dell’economia e della società? Eppure proprio delle donne in questo momento ci sarebbe bisogno. È il momento di cambiare ottica, se si vuole salvare il mondo. Di passare da una mentalità di conquista, tipicamente maschile, a una mentalità di conservazione, che è quella delle donne. Dalla competitività, tipica degli animali maschi che devono conquistare le femmine combattendo contro i loro avversari, a una mentalità di collaborazione, di attenzione alle risorse, di buon senso, interconnessione, pragmatismo: fattori fondamentali oggi per trovare soluzioni innovative.

Escluse dai Comitati tecnici e scientifici nominati dai nostri politici, molte donne si stanno organizzando, creando reti di scienziate e piattaforme open di lavoro. Saranno in grado di incidere sulle scelte e sulle strategie del governo? O rimarranno movimenti utopistici di cui non si terrà conto nelle scelte determinanti?

Mi piacerebbe che le donne facessero sentire pubblicamente la loro voce. Che scendessero nuovamente per strada, che si facessero sentire sui media. E in onore a Pasolini, uno dei più lucidi pensatori del secondo dopoguerra, e alla meravigliosa rinascita della natura, si riappropriassero del nostro vecchio slogan, modernizzandolo: Tremate tremate le lucciole son tornate..

Proponiamo anche la riflessione dell'autrice apparsa su Pagine Ebraiche "Controvento – Ripartire dall’intelligenza delle donne"

Viviana Kasam, giornalista e Presidente BrainCircleItalia

Analisi di Viviana Kasam, giornalista e Presidente BrainCircleItalia

3 giugno 2020

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