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Verso GariwoNetwork

di Gabriele Nissim

In occasione della seconda edizione di GariwoNetwork, ci piacerebbe discutere con voi del ruolo che i Giardini dei Giusti possono avere nel tempo disordinato di oggi, con l’emergere della cultura del disprezzo e dell’odio, con il ritorno ai nazionalismi e con le chiusure al diverso che vediamo crescere nella società. Il nostro compito è quello di trasmettere un messaggio positivo di speranza, affinché attraverso l’esempio dei Giusti vengano incentivati comportamenti virtuosi nella società.

Dobbiamo immaginare come i Giardini possano contribuire a educare alla cultura del dialogo, a promuovere la gentilezza e il rispetto dell’altro nel dibattito politico nella polis e nella discussione sui social, a realizzare l’incontro tra le diversità come fonte di arricchimento, a mettere un freno all’odio ogni volta che qualcuno usa parole malate nei confronti dell’altro.

La nostra sfida oggi non è solo quella di costruire nuovi Giardini nelle scuole e nelle amministrazioni, ma di valorizzare tutte quelle esperienze che possono avere effetti benefici nella società. Pensiamo all’organizzazione delle visite guidate per fare conoscere le storie dei Giusti che sono stati onorati; all’incontro tra donne e uomini di religione e provenienza diversa per permettere il superamento di stereotipi e trovare così il senso di un’appartenenza comune; alla conoscenza della storia dei genocidi e dei totalitarismi di ieri e di oggi; all’informazione sullo stato dei diritti umani nel mondo; alla valorizzazione della nostra identità europea che abbiamo ereditato dai padri fondatori della comunità e che ci ha permesso di vivere in un continente di pace, con la fine delle dittature e dei regimi autoritari a Ovest come a Est, e con il superamento di quei nazionalismi che hanno portato a due guerre mondiali con milioni di morti.

I Giardini dei Giusti possono diventare così veicolo della trasmissione di una nuova idealità in una società che oggi è attraversata da traumi e da paure, che tende a rinchiudersi in se stessa. Tante storie esemplari di ieri e di oggi possono insegnare come ogni persona può realizzarsi nel modo migliore quando vive la sua quotidianità con il gusto della solidarietà, dell’amicizia e del dialogo, non considerando mai gli altri come un nemico, ma come una parte di noi.
Niente è più bello e gratificante di affrontare la vita insieme agli altri per superare la propria fragilità e sentire la comune appartenenza all’umanità.
La solidarietà globale dovrebbe diventare il nostro orizzonte, perché se perché oggi l’umanità non affronta come un corpo unico i cambiamenti climatici, i problemi dell’inquinamento, le migrazioni, le grandi questioni dello sviluppo in Africa, lo stato dei diritti umani, il nostro pianeta rischia di diventare sempre più inospitale, se non addirittura invivibile.
Bisogna riscoprire il gusto di sentirsi cittadini del mondo al di là della propria origine, della propria religione, della propria nazione, perché mai come oggi le comunicazioni e tutti i meccanismi della globalizzazione ci permettono di comprendere che abbiamo una unica appartenenza: quella che ci lega al nostro pianeta.

I soggetti di questo messaggio alla società sono soprattutto i giovani, gli insegnanti, gli educatori, che possono trasmettere un messaggio importante di speranza per il futuro - come è accaduto tante volte nella storia quando vinceva la rassegnazione.
Mai come in questo momento, dove la cultura e la conoscenza non sono più considerati un valore per la crescita degli esseri e sembra prevalere l’approssimazione, noi dobbiamo valorizzare il ruolo dell’educazione.
Ci si può infatti aprire al mondo quando lo si conosce e quando possiamo contare sul ruolo fondamentale degli insegnanti nella società.

Durante l’incontro di GariwoNetwork, in una giornata di lavoro cercheremo di rispondere a questa domanda fondamentale: con quali pratiche comuni, esperienze, attività, strumenti i Giardini dei Giusti possono contribuire a rendere migliore la nostra società?
Per questo abbiamo pensato di dividere i lavori in due sessioni.

Nella prima discuteremo del senso etico dei Giardini nel nostro tempo. Insieme a me interverranno Francesco Cataluccio, Marcello Flores, Pietro Barbetta e Anne de Carbuccia.
Nella seconda parte invece daremo vita a un confronto sulle esperienze concrete e sulle problematiche dei Giardini dei Giusti in Italia e nel mondo, per sviluppare una collaborazione attiva tra tutte le realtà del Network.

Come si creano Giardini dei Giusti nelle scuole di ogni ordine e grado? Come può vivere un Giardino in un comune o in una grande città? Come i Giardini possono contribuire a spegnere la cultura dell’odio nei social e nel dibattito pubblico? E come possono avvicinare sulla solidarietà globale i differenti gruppi etnici, religiosi e culturali, contribuendo così all’integrazione e a una comunanza di valori?
A questo, e a molto altro, cercheremo di rispondere il 29 novembre ai Frigoriferi milanesi.
Vi aspettiamo.

Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

Analisi di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

24 ottobre 2018

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