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Abbi fiducia nell'alba, non nel dolore

Lettera agli insegnanti

Gli esami di maturità stanno portando a conclusione l’impegno dei docenti in una anno, il 2021-2022, ancora difficile e irto di ostacoli. Noi di Gariwo, e in particolare come Commissione Didattica, desideriamo far giungere a tutti gli insegnanti un saluto e un augurio accompagnato da ragioni di speranza per il feedback positivo che ci è giunto grazie alla scelta compiuta da molti di voi di partecipare al bando di concorso “Adotta un Giusto”.

Molti insegnanti hanno capito che certi percorsi con gli studenti vanno fatti perché ne va della loro formazione e maturazione. Per questo in Gariwo registriamo un incremento costante di partecipazione al bando di concorso. Inserire nel percorso storico, letterario, artistico la ricerca e il racconto delle storie dei Giusti implica a livello metodologico il coinvolgimento attivo e partecipe degli studenti nel lavoro di classe, e a livello contenutistico un lavoro sulla memoria del bene che motiva gli studenti alla conoscenza del passato e del presente più della memoria del male, anche se da questa non può essere separata, data l’evidenza che le azioni dei Giusti nascono da una realtà lacerata dalla iniquità degli esseri umani. Il male non sparirà dal mondo, ma nell’uomo può emergere in tutta la sua forza il fondo di bene che lo costituisce in quanto uomo.

Ci siamo trovati, come Commissione esaminatrice, a esaminare le centinaia di lavori inviati per il concorso. In una quotidianità nella quale la parola “guerra” tendeva ad assorbire ogni nostro pensiero, i lavori degli studenti, dai più piccoli ai più grandi e di ogni ordine di scuola, diventavano una sorta di balsamo. Il messaggio era chiaro: se la presenza del male è ineliminabile, è ineliminabile anche il bisogno di combatterlo. L’esempio dei Giusti testimonia la possibilità dell’essere umano di farsi prossimo all’altro e rivela una delle grandi virtù che sostengono le scelte morali: il coraggio. Una virtù che ha assunto un ruolo centrale nelle riflessioni degli studenti, diventate storia, prosa, poesia, disegno, immagine; una virtù che conduce alla scoperta della radice della vita, la libertà che è connessa al bene e alla verità, quella verità che è fonte e ragione di ogni vera libertà.
Si può scegliere.
Davvero ricercare e raccontare le storie dei Giusti può diventare il nucleo centrale dell’impegno di ogni insegnante che voglia, oltre che istruire, educare, formare. Educare, come è stato autorevolmente scritto, significa che “ io do a quest’uomo, a questa donna il coraggio verso se stesso”[1]. Vengono in mente le parole di papa Francesco nel Messaggio per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2020 che ha voluto dedicare al tema della narrazione: … per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone… una narrazione umana che ci parli di noi e del bello che ci abita… che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo, che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri [2].

Nella sofferenza provocata dalle immagini di una guerra che si intensifica e si fa sempre più violenta e drammatica, la lettura dei materiali inviati da tante scuole di tutta Italia, mi hanno ricordato una storia riportata in uno scritto di Emilia Magnanini. Nella primavera del 1936 la detenuta Adda Vojtoolovskaja nella cella di isolamento nr. 20 della prigione Spalerka di Leningrado, ormai priva di ogni capacità di resistenza, scopre una scritta sul muro: “Abbi fiducia nell’alba, non nel dolore”. Trova cosi la forza di reagire e la determinazione a salvarsi [3]. Poche semplici parole, un breve messaggio di un recluso sconosciuto hanno fatto nascere il coraggio di reagire al male. Resistere e poi raccontare. Una storia di vita che supera i confini dello spazio e del tempo e rimane attuale.

Gli insegnanti che hanno guidato gli studenti nel concorso “Adotta un Giusto” hanno mostrato la “pazienza” e il “discernimento” necessari, come afferma papa Francesco, per riscoprire …storie che ci aiutino a non perdere il filo tra le tante lacerazioni dell’oggi; storie che riportino in luce la verità di quel che siamo, anche nell’eroicità ignorata del quotidiano. Da storia nasce storia, da un racconto nascono altri racconti e si compone la grande mappa della memoria, “una memoria che in nome del passato possa agire sul presente” [4] .

I lavori degli studenti sulle figure dei Giusti indicano che sono riusciti a cogliere un diverso valore della memoria, non celebrativa ma attiva.
I
l messaggio dei Giusti richiama all’ agire responsabile, rende evidente il fatto che i grandi cambiamenti sono difficili se non sono supportati da piccoli cambiamenti; l’esempio delle virtù dei Giusti rimanda all’esercizio delle “piccole virtù” nel quotidiano [5].

Il nostro messaggio conclusivo per gli insegnanti: rimanete con noi.
Gariwo, prepara iniziative importanti per i vent’anni della sua nascita e voi con gli studenti, partecipando al concorso e condividendo la nostra passione per i Giardini dei Giusti di tutto il mondo potete contribuire a consolidare la nostra realtà e il valore più grande della memoria che Gariwo mette a fuoco: prevenire il male, agire sul presente, anticipare il bene possibile.

Con l’augurio di una vacanza almeno serena.

[1] v. A. Samuelli in, Minori Giustizia n.4/20 , pag.35, nota 30 Romano Guardini.
[2] Papa Francesco, La tessitura del mondo. Dialogo a più voci con i grandi protagonisti della cultura sul racconto come via di salvezza, Libreria Editrice Vaticana e Salani, Milano 2022.
[3] Abbi fiducia nell’alba, non nel dolore. L’esperienza della deportazione nelle memorie delle recluse nei campi sovietici, di Emilia Magnanini, pag.1 
[4] AA.VV. Domande sulla memoria , Gariwo Cafoscarina, Venezia 221, v .F.M. Cataluccio, pag. 117.
[5] Carlo Ossola, Trattato delle piccole virtù. Breviario di civiltà, Marsilio, Venezia 2019.

5 luglio 2022

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