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I cento passi

Marco Tullio Giordana
Italia, 2000

Il giovane Peppino (Luigi Lo Cascio) con il passare degli anni, si sente sempre più oppresso in quella famiglia dove il padre Luigi (Luigi Maria Burruano) non nasconde la propria amicizia e vicinanza al boss locale, Gaetano Badalamenti (Toni Sperandeo). L'incontro con il bizzarro pittore comunista Stefano Venuti (Andrea Tidona) gli apre la mente, spingendolo definitivamente verso una lotta personale prima e pubblica poi contro quella coltre di omertà che adombra tutta Cinisi, il suo paese.

Sebbene il padre tenti di fargli capire che la sua fedeltà a don Tano sia unicamente finalizzata a difendere la sua famiglia, il rapporto con il genitore è definitivamente compromesso. Peppino non recede di un centimetro nella sua missione di denuncia contro la mafia impersonata nella losca figura di don Tano, la cui casa dista soli cento passi da quella degli Impastato. La misteriosa morte del padre farà cadere l'unica barriera che poteva difenderlo dalla minaccia mafiosa e per il giovane Peppino, che nel frattemmpo gridava il suo sdegno dalle frequenze di Radio Aut, il destino è segnato.

I cento passi rappresenta un film di svolta per la carriera cinematografica di Marco Tullio Giordana, il quale inizierà, dopo il successo di questo lavoro, una serie fortunatissima di film di denuncia sociale, tra cui citiamo per importanza La meglio gioventù. Giordana si inserisce nel filone che nel cinema italiano ha illustri quanto straordinari predecessori - basta ricordare il grande Elio Petri o Francesco Rosi, paladini di quel cinema di denuncia contro le malefatte che da sempre intorbidano la storia dell'Italia repubblicana. I cento passi racconta la storia, vera, del giovane Peppino Impastato, vittima della mafia, ucciso da misteriosi sicari proprio nello stesso giorno in cui il paese assisteva esterefatto al ritrovamento del cadavere del presidente Moro, anno 1978. La concomitanza con i tragici fatti di via Caetani hanno relegato nell'oblio e nel dimenticatoio la morte di questo coraggioso giovane che solo, dalle frequenze di una radio libera e dagli scarsi mezzi, ebbe l'ardire di sfidare la mafia guardandola in faccia senza paura. Ci vollero anni per riportare alla luce la storia e il sacrificio di Peppino, oggi diventato un simbolo della lotta alla criminalità organizzata. Nel film di Giordana, Peppino è interpretato da uno straordinario Luigi Lo Cascio che con e per questa parte vinse un meritatissimo David di Donatello. In quel lontano 2000 Lo Cascio era un giovane attore che vedrà schiudersi davanti a lui un'importantissima carriera.

I cento passi è un film coinvolgente e dalla forte carica drammatica, un film che ripercorre il difficile cammino che il giovane Peppino dovette percorre per arrivare alla piena maturità della sua coscienza di uomo, un uomo che non poteva e voleva accettare più i compromessi e le ingerenze che la mafia portava sin dentro la sua famiglia, la sua casa, soprattutto tramite la figura del padre. Il rapporto tesissimo con il genitore rappresenta forse la prova più dura da superare prima di arrivare alla piena presa di coscienza civile e morale, affrontare e rompere quel legame è il salto più drammatico e risolutivo che infatti gli sarà poi fatale. Il Peppino Impastato presentatoci in questo film è l'immagine di una nuova generazione di siciliani pronti a sfidare tutto e tutti, anche le convenzioni ed i legami più sacri, per gridare il proprio dissenso da una società per troppo tempo prona al potere criminale. La mafia non è la normalità, non può essere la normalità, riconoscerla e rinnegarla deve essere il primo passo per dare alla Sicilia la speranza di un domani diverso, questo, a distanza di quasi quarant'anni, ci insegna ancora Peppino, eroe a lungo dimenticato ma oggi icona e simbolo di coraggio e libertà.

Gianluca Chianello

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