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Ettore e Fernanda

Paolo Bacilieri
Coconino Press, 2019

Ettore e Fernanda è la storia di Ettore Modigliani, il direttore della Pinacoteca di Brera che caricò più di 900 capolavori dell’arte italiana su un piroscafo per portarli con un avventuroso viaggio alla grande mostra di Londra del 1930. E che fu in seguito allontanato dal regime e costretto al confino, per il suo antifascismo e per le sue origini ebraiche. Ed è la storia di Fernanda Wittgens, la sua fedele assistente, che subentrò a Modigliani nel 1940 come direttrice di Brera, prima donna in Italia al vertice di un grande museo. E che salvò i capolavori d’arte da bombardamenti e razzie, venne poi incarcerata dai fascisti per aver aiutato famiglie ebree milanesi ad espatriare, guidò infine la grande opera di ricostruzione di Brera nel dopoguerra - e inaugurò la Grande Brera in nome di Modigliani il 9 giugno 1950. Fernanda Wittgens è oggi ricordata anche come Giusta al Giardino del Monte Stella di Milano, proprio per la sua instancabile opera di difesa di vite e di opere d'arte dai nazifascisti.

Nel graphic novel di Paolo Bacilieri la tutela del patrimonio artistico diventa uno straordinario romanzo d’amore e d’avventura. Scrive James M. Bradburne, Direttore generale della Pinacoteca di Brera: "Ettore e Fernanda non è una storia d'amore come le altre, anzi per gli standard contemporanei non lo è affatto. Ma non c'è parola che possa descrivere meglio il rapporto, del tutto platonico, tra Modigliani e Wittgens". 

Sullo sfondo di Milano, della grande Storia e dell’orrore della guerra, le vite di Ettore e Fernanda: due persone votate all’Arte come “forma di difesa dell’umano” e “strumento di educazione del popolo”.

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Fumetti

per raccontare la realtà con la forza della fantasia

Nel mondo della graphic novel, fucina immaginifica del fantastico, la tendenza autobiografica, memorialistica, storica e di reportage del reale trasfigurato è sempre stata presente e spesso connaturata al lavoro dei grandi maestri dell'arte sequenziale.
Il fumetto, nel suo essere comunque stilizzato, antirealistico e interpretativo per natura e tradizione, determina infatti una forma di comunicazione efficacemente distaccata dalla materia trattata, permettendo così la narrazione incisiva di temi crudi e difficile come le storie dei genocidi che hanno caratterizzato il ventesimo secolo.
Anche le figure dei "Giusti" sono sempre più spesso assunte dalla graphic novel come forma artistica di espressione del reale, in cui si può specchiare la Storia per far emergere un messaggio etico rivolto ai giovani, di insegnamento e di speranza per il loro futuro.