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Jonas Fink

Particolare della copertina

Particolare della copertina

Vittorio Giardino
Rizzoli Lizard, Milano, 1995

Anche temi delicati come la repressione, la mancanza di libertà possono essere spiegati ai ragazzi. Un esempio lo troviamo nella matita di Giardino, che ha dato vita al personaggio di Jonas Fink. Jonas è un ragazzo cecoslovacco che nasce a Praga negli anni '50, ai tempi della repressione stalinista. Le avventure di Jonas Fink sono divise in tre volumi di cui l'ultimo è ancora incompiuto.
Nel primo volume, L'Infanzia, durante una notte d'ottobre il ragazzino di 13 anni vede che suo padre viene arrestato. L'uomo, un medico, è accusato per attività sovversive di essere un "nemico del popolo". Da quella notte la vita del piccolo Jonas e di sua madre cambia. Il secondo capitolo della saga, L'adolescenza, vede Jonas costretto a lasciare gli studi per trovarsi un lavoro, ha modo di conoscere l'ambiente dei dissidenti politici e per la prima volta s'innamora. ll suo creatore racconta: "È stato per me un tentativo di fare un romanzo di formazione. Conoscevo quelle condizioni e situazioni di vita dai miei viaggi di lavoro, quando ancora facevo l’ingegnere. La caduta del muro di Berlino è stato un miracolo [...] È stata un’emozione fortissima, e per me era importante raccontare questi eventi attraverso la storia di una persona. O meglio: raccontare quanto la situazione storica, vera protagonista, influenza la vita di ognuno.”
Nel 1995 il primo volume di questa trilogia ottiene l'Harwey Award al festival di San Diego in California e il premio come miglior album straniero al festival di Angouleme, in Francia.

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Fumetti

per raccontare la realtà con la forza della fantasia

Nel mondo della graphic novel, fucina immaginifica del fantastico, la tendenza autobiografica, memorialistica, storica e di reportage del reale trasfigurato è sempre stata presente e spesso connaturata al lavoro dei grandi maestri dell'arte sequenziale.
Il fumetto, nel suo essere comunque stilizzato, antirealistico e interpretativo per natura e tradizione, determina infatti una forma di comunicazione efficacemente distaccata dalla materia trattata, permettendo così la narrazione incisiva di temi crudi e difficile come le storie dei genocidi che hanno caratterizzato il ventesimo secolo.
Anche le figure dei "Giusti" sono sempre più spesso assunte dalla graphic novel come forma artistica di espressione del reale, in cui si può specchiare la Storia per far emergere un messaggio etico rivolto ai giovani, di insegnamento e di speranza per il loro futuro.