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Persepolis

Marjane Satrapi
Lizard, Roma, 2002

L’artista iraniana, trasferitasi in Europa per studiare, ma soprattutto per il desiderio dei genitori di farla crescere lontano dalla guerra e in un ambiente progressista, sceglie la narrazione per immagini per raccontare la storia della sua vita e del suo Paese: nasce così “Persepolis”. Il racconto ha inizio con le vicende legate alla fanciullezza, poi all'adolescenza e ai primi anni di una giovane donna che si confronta con la difficile realtà di una società in profonda evoluzione. È infatti il periodo della caduta dello Scià di Persia, col passaggio al regime khomeinista, nonché dell'inizio del conflitto tra Iran e Iraq. Quello che Marjane descrive è uno spaccato storico e al tempo stesso personale che aiuta a comprendere dall'interno un mondo e una cultura come quella iraniana, ben poco conosciuti, se non attraverso stereotipi e clichè giornalistici. La Satrapi racconta invece la storia del proprio Paese attraverso gli occhi di una bambina curiosa, e ci porta così a scoprire, con un incontro tra ironia e malinconia, sfumature e aspetti spesso nascosti della società iraniana.
Dal fumetto è stato tratto un film d'animazione dal titolo omonimo, candidato all'Oscar 2008.

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Fumetti

per raccontare la realtà con la forza della fantasia

Nel mondo della graphic novel, fucina immaginifica del fantastico, la tendenza autobiografica, memorialistica, storica e di reportage del reale trasfigurato è sempre stata presente e spesso connaturata al lavoro dei grandi maestri dell'arte sequenziale.
Il fumetto, nel suo essere comunque stilizzato, antirealistico e interpretativo per natura e tradizione, determina infatti una forma di comunicazione efficacemente distaccata dalla materia trattata, permettendo così la narrazione incisiva di temi crudi e difficile come le storie dei genocidi che hanno caratterizzato il ventesimo secolo.
Anche le figure dei "Giusti" sono sempre più spesso assunte dalla graphic novel come forma artistica di espressione del reale, in cui si può specchiare la Storia per far emergere un messaggio etico rivolto ai giovani, di insegnamento e di speranza per il loro futuro.