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Il Bene possibile

Scuola secondaria di primo grado Cavenago di Brianza

L’albero dei Giusti affonda le sue radici colorate nella sezione di un tronco tagliato che rappresenta il fatto che un Giusto agisce quando sente la sofferenza degli altri. Il tronco si sviluppa dentro ad un vaso di vetro che è il simbolo della storia di Irena Sendler, donna polacca che ha salvato tanti bambini ebrei strappandoli dal ghetto e cambiandone l’identità. Irena custodì i loro nomi in un vaso che seppellì sotto ad un melo. La chioma è sostituita da una ruota di bicicletta che rappresenta Gino Bartali, ciclista che salvò tanti ebrei trasportandone i documenti falsi. La ruota anteriore della bici è un grosso salvagente arancione simbolo di Vito Fiorino, uomo che salvò 47 migranti nella notte del 3 ottobre del 2013.
La bici corre lungo il ramo dell’albero su cui è tracciata la strada da seguire. Sul ramo si allarga una foglia che ha l’estremità superiore a forma di arcobaleno, simbolo di speranza, e quella inferiore invece è una parte del palmo di una mano che custodisce una barca la cui vela è gonfia per il vento e il cui scafo è il tetto di una casa, simbolo di accoglienza. Dall’estremità del ramo cade una goccia lacrima e linfa vitale, circondata da un nastro che partito dal cuore si avvolge intorno alla chioma degli ultimi due alberi. Il primo è un lucchetto aperto, a indicare che le storie dei giusti si schiudono solo dopo che si manifesta la gratitudine per il loro gesto. Il secondo ha una chioma lampadina i cui fili disegnano un cervello perché nell’agire di un giusto interviene anche la razionalità. Il suo troNco è una spirale di dna, simbolo di Sonita la rapper che si è opposta al suo destino di sposa bambina. Il dna indica che l’azione del giusto è il risultato della storia di ciascuno.



Finalmente, a quattro anni dall’inizio del progetto “Il Bene possibile” – percorso laboratoriale delle classi a tempo prolungato della scuola secondaria di Cavenago di Brianza – , i primi semi del Giardino dei Giusti della scuola cominciano a germogliare: il 28 maggio 2022 i ragazzi presenteranno in un evento a Palazzo Rasini, il palazzo del Comune, le proposte progettuali che trasformeranno la collina davanti alla scuola in un Giardino dei Giusti.


Il percorso è iniziato dall’incontro con il libro Il bene possibile di Gabriele Nissim e dal racconto delle storie dei Giusti: donne e uomini comuni che, di fronte alle ingiustizie e alla sofferenza di altri esseri umani, si sono impegnati personalmente per difendere il bene e la vita.

Storie, dunque. Prima le hanno raccontate i docenti e poi, come in un’ideale staffetta, hanno continuato a raccontarle i ragazzi, tra di loro e poi alla comunità: nella biblioteca comunale, nella ricorrenza della Giornata della Memoria; nel salone Apollo, quando è stato presentato il libro Il bene possibile; in tutte le classi dell’istituto, in occasione dell’intitolazione della Sala Multifunzionale realizzata dal Comune; nella scuola, durante la Fiera dei Giusti.

Storie emblematiche. Alcune di esse sono state raccontate in un murale realizzato su una parete della scuola. Accompagnati dall’artista Simone Brullo e dagli operatori di Industria Scenica, cooperativa sociale che ci ha affiancato nel progetto, i ragazzi del laboratorio e poi, grazie agli incontri di peer education, i ragazzi di tutta la scuola hanno disegnato centinaia di alberi che, attraverso una creativa reinterpretazione simbolica, rappresentassero ciascuno un Giusto. Quegli alberi e quei simboli sono stati poi raccolti dall’artista il quale, al termine di una progettazione condivisa nel laboratorio, ha realizzato la composizione che, trasferita su parete, è stata poi dipinta da lui e dai ragazzi.

Storie interrotte. Il progetto di creare un Giardino dei Giusti della scuola, in cui alberi veri potessero farsi portatori della memoria dei Giusti, è stato interrotto dalla pandemia e da tutte le conseguenti misure restrittive. È stato allora che abbiamo iniziato a condividere virtualmente le storie dei Giusti con strumenti multimediali: podcast, video, campagne pubblicitarie, gallerie virtuali in Artsteps.

Storie rinnovate. Durante l’anno in corso i ragazzi hanno potuto finalmente attraversare la collina che sta di fronte alla scuola e progettarne la riqualificazione in Giardino dei Giusti. Hanno raccolto nuove storie e ascoltato i consigli dagli operatori di Labsus, onlus che lavora per gli spazi di sussidiarietà; si sono fatti guidare dalle indicazioni degli architetti dell’ufficio tecnico del Comune; hanno riflettuto a partire dai numerosi stimoli ricevuti nel corso dell’incontro con l’ambasciatrice di Gariwo Cristina Miedico e, soprattutto, si sono fatti ispirare dalla testimonianza di Vito Fiorino, Giusto che ha condiviso con noi la sua storia proprio sulla collina che diverrà il nostro Giardino.

L’aggettivo “nostro” fa riferimento a una comunità che con il tempo si è progressivamente allargata: i ragazzi e le loro famiglie, la scuola, le associazioni del territorio, la biblioteca, la cooperativa sociale Industria Scenica, che fin dal primo anno ci affianca con professionalità e competenza, e infine il Comune di Cavenago di Brianza, che ha sempre creduto in questo progetto e con il quale continueremo a collaborare perché il nostro Giardino dei Giusti rimanga un luogo vivo di memoria, condivisione e esperienza.

Qui le gallerie virtuali in cui, gli studenti, hanno raccolto le storie dei Giusti durante la didattica integrata.

Si ringrazia la Prof.ssa Chiara Scotti per i materiali.

16 maggio 2022

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