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Dispersi. Viaggio tra le comunità armene nel mondo

Pietro Kuciukian (foto di Gariwo)

Pietro Kuciukian (foto di Gariwo)

Pietro Kuciukian
Guerini, Milano, 1998

Israele, Grecia, Giordania, Cipro, Sinai, Sudafrica, Armenia, Australia e Stati Uniti d’America sono solo alcuni dei paesi in cui il popolo armeno si è disperso dopo il genocidio operato dal governo ottomano negli anni della Prima guerra mondiale. L’autore del saggio compie un viaggio attraverso questi paesi così diversi seguendo il filo conduttore che lega la diaspora armena. Un viaggio attraverso la memoria di un popolo che nonostante le innumerevoli persecuzioni a cui è stato sottoposto, a distanza di quasi un secolo riesce ancora a tenere in vita, pur se in contesti culturali assolutamente diversi, un’identità e una memoria comune. Un’identità talvolta ibrida, ma non per questo priva di una sua specificità. L’affascinante viaggio di Kuciukian tra le diverse comunità armene del mondo risulta dunque una nitida istantanea sulla identità armena contemporanea, in continua trasformazione tra modernità e tradizione.

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Libri - Arte e cultura armene

tra identità e memoria

Il popolo armeno nel corso dei secoli si è trovato a vivere, tranne rare eccezioni, in una realtà di frontiera, geograficamente e politicamente divisa tra Occidente e Oriente, ostaggio dei conflitti incessanti tra imperi e popoli (persiani, greci, parti, romani, arabi, bizantini, turchi ottomani, russi….), su un territorio dai confini talmente variabili che raramente l’Armenia geografica ha coinciso con la nazione armena, segnata da continui massacri e deportazioni della sua gente. Di qui la condizione costante di divisione e diaspora, e la necessità di coabitare con altre culture senza perdere la propria identità, fondata e consolidata nella tradizione culturale, letteraria, linguistica, religiosa e artistica, piuttosto che nell’appartenenza territoriale.
I saggi presenti nella seguente bibliografia, pur non trattando direttamente il tema del genocidio del popolo armeno, vi sono intimamente legati per il forte ruolo simbolico che la sua cultura ha assunto come forma di resistenza al tentativo dei nazionalisti turchi di cancellarne l’identità, non soltanto attraverso il genocidio ma anche con la distruzione del suo millenario patrimonio culturale, delle sue vestigia storiche e artistiche, come le chiese, i monasteri, i cimiteri, luoghi della memoria divenuti simboli di una identità minacciata.