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Le terre di Nairì. Viaggi in Armenia

Pietro Kuciukian (foto di Gariwo)

Pietro Kuciukian (foto di Gariwo)

Pietro Kuciukian
Guerini, Milano, 1994

L’Armenia straziata dal terremoto, l’Armenia millenaria, l’Armenia indipendente: tre viaggi, tre diversi approcci al popolo, alla sua storia e alla sua evoluzione. Se nel primo viaggio infatti l’autore scopre il senso di una terra distrutta dal dramma del terremoto, nel secondo ci rivela il significato di una patria scomparsa: laddove un tempo vi era l’Armenia, oggi vi è invece una terra contesa tra georgiani, curdi, turchi, iraniani, azeri. Fino ad arrivare al terzo viaggio, quello di una terra desolata, che le vicende della storia hanno reso libera ma che al tempo stesso si trova in guerra con il proprio vicino. Tre viaggi che risultano contemporaneamente tappe di un processo di riappropriazione di una patria e veridica descrizione di essa, attraverso lo sguardo, toccato ma al tempo stesso consapevole, di un figlio dell’esilio.

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Libri - Arte e cultura armene

tra identità e memoria

Il popolo armeno nel corso dei secoli si è trovato a vivere, tranne rare eccezioni, in una realtà di frontiera, geograficamente e politicamente divisa tra Occidente e Oriente, ostaggio dei conflitti incessanti tra imperi e popoli (persiani, greci, parti, romani, arabi, bizantini, turchi ottomani, russi….), su un territorio dai confini talmente variabili che raramente l’Armenia geografica ha coinciso con la nazione armena, segnata da continui massacri e deportazioni della sua gente. Di qui la condizione costante di divisione e diaspora, e la necessità di coabitare con altre culture senza perdere la propria identità, fondata e consolidata nella tradizione culturale, letteraria, linguistica, religiosa e artistica, piuttosto che nell’appartenenza territoriale.
I saggi presenti nella seguente bibliografia, pur non trattando direttamente il tema del genocidio del popolo armeno, vi sono intimamente legati per il forte ruolo simbolico che la sua cultura ha assunto come forma di resistenza al tentativo dei nazionalisti turchi di cancellarne l’identità, non soltanto attraverso il genocidio ma anche con la distruzione del suo millenario patrimonio culturale, delle sue vestigia storiche e artistiche, come le chiese, i monasteri, i cimiteri, luoghi della memoria divenuti simboli di una identità minacciata.