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Una storia armena. Vita di Arshile Gorky

Matthew Spender
Barbès, Firenze, 2010

“Matthew Spender, figlio del poeta Stephen Spender, ricostruisce la biografia" di Arshile Gorky sullo sfondo di storie e memorie del lontano mondo armeno. Mattew Spender, marito (...) della figlia di Arshile, ha raccolto per anni i documenti, ha fatto tradurre dall'armeno le lettere di Gorky, ha intervistato ci lo ha conosciuto, i grandi artisti surrealisti, i responsabili delle gallerie, i parenti, gli amici [...].
È nata una ricerca della verità che non concede nulla al romanticismo, che fa emergere le contraddizioni. Arshile Gorky [...] portava con sé il fardello della sua terra ferita e perduta, appesantito dalla condizione di esule.
La figura di Arshile Gorky è oggi negli Stati Uniti al centro del dibattito sul genocidio e rinasce il tentativo da parte della diaspora armena di strumentalizzazione. In realtà le pagine del genocidio appartengono alla storia di un popolo che ha dato e ancora può dare molto all’umanità […]. E Arshile Gorky, figlio di una terra tormentata, negato alla felicità del mondo, è una delle vie per avvicinare una ‘storia armena’ che è parte della storia dell’umanità.”

Pietro Kuciukian sul Sole 24 ore

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Libri - Arte e cultura armene

tra identità e memoria

Il popolo armeno nel corso dei secoli si è trovato a vivere, tranne rare eccezioni, in una realtà di frontiera, geograficamente e politicamente divisa tra Occidente e Oriente, ostaggio dei conflitti incessanti tra imperi e popoli (persiani, greci, parti, romani, arabi, bizantini, turchi ottomani, russi….), su un territorio dai confini talmente variabili che raramente l’Armenia geografica ha coinciso con la nazione armena, segnata da continui massacri e deportazioni della sua gente. Di qui la condizione costante di divisione e diaspora, e la necessità di coabitare con altre culture senza perdere la propria identità, fondata e consolidata nella tradizione culturale, letteraria, linguistica, religiosa e artistica, piuttosto che nell’appartenenza territoriale.
I saggi presenti nella seguente bibliografia, pur non trattando direttamente il tema del genocidio del popolo armeno, vi sono intimamente legati per il forte ruolo simbolico che la sua cultura ha assunto come forma di resistenza al tentativo dei nazionalisti turchi di cancellarne l’identità, non soltanto attraverso il genocidio ma anche con la distruzione del suo millenario patrimonio culturale, delle sue vestigia storiche e artistiche, come le chiese, i monasteri, i cimiteri, luoghi della memoria divenuti simboli di una identità minacciata.