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Il rumore delle perle di legno

Antonia Arslan
Rizzoli, 2015

Ultimo capitolo della trilogia iniziata con La masseria delle allodole e proseguita con La strada di Smirne, questo romanzo, a differenza dei precedenti, è più intimo e personale. L’autrice ripercorre la propria infanzia dal '45, poco prima della fine della guerra, attraverso ricordi che riaffiorano alla sua memoria, richiamati da odori, musiche, sensazioni. La guerra è rivissuta attraverso gli occhi innocenti di una bambina, che guarda a ciò che la circonda – i bombardamenti, i tedeschi, le donne costrette a prostituirsi – con curiosità, senza timore e senza pregiudizi. I ricordi sono strettamente personali: la mamma bellissima e inafferrabile, il padre devoto, il nonno armeno patriarca della famiglia, la zia Henriette, il nonno romano e una serie di personaggi di sfondo, che hanno in realtà lasciato una traccia profonda nell’animo dell’autrice.

Un racconto intimo e personale dunque, in cui il genocidio armeno non viene mai nominato esplicitamente, eppure riaffiora di continuo, con rapidi accenni indiretti (la mamma che non è contaminata dal sangue armeno, la zia che avrebbe desiderato per marito un sopravissuto armeno come lei, il cugino filosovietico che rinnega l’identità armena), che proprio in quanto improvvisi e inaspettati, lasciano un segno profondo, quasi a rimarcare quanto una tragedia così vasta che colpisce un popolo lasci tracce indelebili anche nelle generazioni successive. Non ci sono denunce, non ci sono descrizioni cruente, ma un flusso di ricordi pervaso di malinconia e tenerezza, con momenti di assoluto lirismo – il nonno sotto i bombardamenti le racconta la storia della sua famiglia in Anatolia - e altri più concreti e quotidiani, ma altrettanto efficaci: i parenti italiani, quelli armeni, così come gli amici greci, il pilota inglese e tutti i personaggi ricordati sono semplicemente persone, esseri umani.

Opera di rapida lettura non solo per la brevità, ma soprattutto per lo stile scorrevole e il ritmo coinvolgente, offre diversi spunti di riflessione letterari, musicali, storici ed etici.

di Tea Camporesi

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Libri - Genocidio armeno e "Giusti"

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