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Il testimone inascoltato

Yannick Haenel
Guanda, Milano, 2010

"Karski, cattolico polacco attivo nella resistenza antinazista durante l'occupazione del suo paese, che viene contattato da due alti esponenti ebraici del Ghetto di Varsavia, che lo portano clandestinamente (c'era una galleria segreta) a visitare, procurandogli uno shock, perche' la realta' supera ogni immaginazione e tutte le voci che pure giravano suscitando incredulita'. Ma non basta e, per quanto possa sembrare oggi incredibile, travestito da guardiano giornaliero polacco, Karski visita anche un campo di sterminio nazista (Izbica Lubelska), vede arrivare un treno e tutto il resto di orrori che ben sappiamo. Cosi', oltre a un messaggio che gli viene affidato da memorizzare, potra' testimoniare con la forza e la partecipazione di chi ha visto, ma, nonostante incontri varie personalita' politiche alleate di primo piano e giunga a incontrare ufficialmente anche Roosevelt in persona alla Casa Bianca, nessuno gli presta attenzione, nulla cambia o accade nella conduzione della guerra per cercare di fermare o, comunque, ostacolare la 'soluzione finale' di Hitler".

Henael, francese, classe 1967, recupera quella storia e ce la ricostruisce in 98 pagine, anche sulla base delle memorie dello stesso Karski, quindi ci propone l'invenzione narrativa appunto del suo diario intimo. Insomma, mentre i testimoni diretti della Shoah stanno sparendo, quei temi scottanti e tragici, che hanno segnato la coscienza dell'uomo occidentale d'oggi, vengono ricreati, reinventati con la verita' che solo la letteratura e la poesia oggi possono avere, da figli e nipoti.


Paolo Petroni su Ansa.it

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