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Dalla parte giusta

Pietro Del Re
Baldini+Castoldi, 2020

La crisi sanitaria che stiamo vivendo in queste settimane ha riportato in auge il mondo dei volontari, delle ong e più in generale il ruolo dell'associazionismo nel mettere le toppe dove lo stato sociale e le istituzioni, per proprie inadempienze o a causa di forze maggiori, non sempre riescono a essere presenti come dovrebbero. Sembrano lontane anni luce le trasmissioni televisive interamente volte a dileggiare il lavoro delle missioni umanitarie a largo delle coste libiche, a calunniare quelli che andava di moda chiamare "tassisti del mare". Sembrano lontane, eppure sono dietro l'angolo.

Con Dalla parte giusta Pietro Del Re, inviato di lungo corso di Repubblica - per la quale ha coperto i grandi avvenimenti internazionali degli ultimi trent’anni -, restituisce dignità a volontari, missionari, attivisti, cooperanti e cittadini che il fato ha portato a dover dare se stessi per gli altri.

Sono i protagonisti silenziosi dei suoi reportage, che con coraggio e passione assistono il prossimo anche quando vuol dire mettere a repentaglio la propria vita.

Del Re li chiama eroi, non necessariamente sono persone giuste, ma sicuramente hanno scelto di stare dalla parte giusta, se riteniamo giusto stare dalla parte degli ultimi. 

Il volume racchiude ben 62 storie, un mosaico di vicissitudini che spesso sono ai margini della Storia raccontata dai giornali, ma che di fatto ne tessono le maglie. Perché se è vero che esiste una guerra che in meno di dieci anni ha distrutto la Siria, esistono anche Ibrahim, il runner diventato fixer di giornalisti grazie al quale il mondo sa qualcosa in più su Idlib, o Anas, il ragazzo "che non ha nemici" e che prima di essere ucciso fotografava il lavoro degli Elmetti bianchi.

Le storie non seguono un ordine geografico o cronologico, ma le emozioni del cronista. Divisi in sei sezioni (ribelli, ambientalisti, pacificatori, altruisti, paladini e volontari), gli eroi di questo libro danno una visione del mondo tutt'altro che ottimistica. Vanno in direzione ostinata e contraria rispetto ai cambiamenti climatici e alle ripercussioni verso gli ultimi della terra; distribuiscono coperte e pasti caldi ai migranti di Calais andando contro il progressismo opportunista di Macron; fanno sapere all'esterno che il Burundi è abbandonato alla furia omicida di Nkurunziza. Del resto, a parte il presidente riconciliatore dell'Etiopia Abiy Ahmed Ali (che gli storici sperano di non dover annoverare come una nuova Aung San Suu Kyi) i veri eroi dell'Africa non sono per Del Re "né politici carismatici, né impavidi guerrieri, bensì commercianti, avvocati, insegnanti, giornalisti, piccoli funzionari, e attivisti di organizzazioni umanitarie locali".

In 365 pagine visitiamo decine di Paesi, saliamo a bordo dell'Aquarius, scopriamo i sogni dei giovani ambientalisti dei Fridays for future, incontriamo coraggiosi europeisti che sfidano governi populisti e conosciamo Giovanni Dall'Oglio, medico nel Sud Sudan devastato dalla guerra civile che, come il fratello Paolo rapito in Siria da Daesh, ha dedicato la sua vita alla pace e al dialogo.

Joshua Evangelista

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