English version | Cerca nel sito:

La società delle mandorle. Come Assisi salvò i suoi ebrei

Paolo Mirti
La Giuntina, Firenze, 2007

“Noi Ebrei rifugiati in Assisi non ci dimenticheremo mai di ciò che è stato fatto per la nostra salvezza. Perché in una persecuzione che annientò sei milioni di Ebrei, ad Assisi nessuno di noi è stato toccato”.
Così Il Prof. Emilio Viterbi, docente all’Università di Padova, raccontò la sua esperienza di rifugiato ebreo in Assisi. Assieme a lui molti furono, a partire dall’autunno 1943, gli ebrei che cercarono rifugio ad Assisi, tentando di confondersi con le centinaia di sfollati che arrivarono nella città di San Francesco.
Il salvataggio degli ebrei ad Assisi è raccontato da Paolo Mirti sulla base di testimonianze e documenti inediti, tra cui quella del canonico Don Aldo Brunacci, che ha ricevuto dal Presidente Ciampi l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per l’opera prestata in favore dei rifugiati ebrei in Assisi, opera che gli ha valso anche il titolo di "Giusto tra le Nazioni" assegnatogli dallo Yad Vashem di Gerusalemme.
Il titolo del volume si ricollega a quella “ societas amandolarum” documentata ad Assisi nel ‘300 ed operante in Piazza Del Comune, gestita in società da un ebreo e da un cattolico. Proprio questa società viene assunta a simbolo della felice convivenza tra le due comunità che caratterizzò la storia assisana in una determinata fase storica. L’autore, di professione dirigente pubblico, è giornalista ed autore di testi teatrali e collabora a diversi quotidiani e periodici.

segnalazione dell'autore Paolo Mirti, febbraio 2007

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google.

Libri - Giusti

storie e riflessioni

Testi di approfondimento segnalati da Gariwo.