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Niente asilo politico

Enrico Calamai
Editori Riuniti, Roma, 2003

"Questo non è un libro di storia ma il racconto di una violenza di Stato. Nell'Argentina degli anni '70, precipitata nella dittatura militare, venivano applicate le tecniche di sterminio naziste con il silenzio-assenso delle democrazie occidentali, a cominciare da quella italiana e con gravi responsabilità anche da parte del Vaticano e della stessa Unione Sovietica.
Scritto con stile pacato e coinvolgente il libro ci rimanda l’atmosfera della dittatura e dei massacri rivelando anche l’ingombrante presenza della loggia P2. Racconta le speranze di chi per fuggire si rivolge all’Ambasciata italiana che invece, seguendo i consigli dei generali, si blinda con doppie porte.
Di fronte alla linea del Governo italiano, Enrico Calamai, prima vice console e poi console tra il 1972 e il 1977 a Buenos Aires, diventa una sorta di Schindler e con l'aiuto di Antonio Di Benedetto, rappresentante dell'Inca Cgil nella capitale argentina, riesce a mettere in salvo centinaia di oppositori politici del regime. Li nasconde nel suo ufficio, procura loro i documenti per l’espatrio, arriva persino ad accompagnarli alla frontiera. 'In quei tempi - racconta un testimone - non c’era il nostro Governo, c’era Enrico Calamai. Chi non lo trovava era perduto'”.
quarta di copertina

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