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Buona notte!

Andrej Sinjavskij
Garzanti, Milano, 1987

PARIGI A Fontenay-aux-Roses, alla periferia di Parigi, una villetta ottocentesca che sembra abbandonata. Le erbacce invadono il giardino, l' acqua imputridisce in una fontana; la scala esterna, in pietra, è tutta sbrecciata. Ma non appena si apre la porta, si scopre con sorpresa un angolo di Russia arcaica e, al tempo stesso, una tipografia artigianale. Nell' ingresso troneggia un manichino da sarta; dal locale attiguo arriva il rumore di una vecchia rotativa. Sulla parete, alcune icone e oleografie naives. Pacchi di libri e riviste, freschi di stampa, sono accatastati un po' dovunque. In uno studiolo al primo piano, una collezione di antichi fusi, con decorazioni policrome; e, ancora, libri e fogli manoscritti, sparsi sui mobili e per terra. In questo pittoresco disordine vivono i Sinjavskij, la celebre famiglia di dissidenti sovietici emigrati in Francia nel 1973: Andrej, la moglie Maria Rosanova, il figlio Igor, un barboncino nero chiamato Matilde, e un gatto tigrato di cui mi sfugge il nome. La rubiconda ed energica Maria dirige la piccola tipografia, che stampa la rivista Synthaxis in lingua russa (Rivista di critica, di polemica ed opinione), nonché libri e opuscoli di qualche dissidente; anzitutto, quelli di Abram Terz. Nel suo studio, Andrej Sinjavskij, che come si sa da principio aveva adottato lo pseudonimo di Abram Terz, scrive e prepara i corsi di letteratura ed arte russa che tiene regolarmente al Grand Palais, in una dépendance della Sorbona. Fino al 1965 Sinjavskij aveva condotto a Mosca una vita di letterato apparentemente tranquilla: era membro dell' Istituto Gorkij, insegnava all' università di Mosca, collaborava all' autorevole rivista Novyj Mir. Finché il Kgb scoprì che Andrej era anche l' autore di quegli scritti teorici e di quei racconti fantastici ma sovversivi, pubblicati in Occidente sotto lo pseudonimo, appunto, di Abram Terz. Lo arrestarono l' 8 settembre 1965. Il processo intentato contro di lui e contro Julij Daniel, accusato dello stesso reato, ebbe una risonanza enorme: per la prima volta nell' Urss due imputati, anziché confessare, sostennero la propria innocenza. Sinjavskij fu condannato per propaganda antisovietica a sette anni di campo correzionale a regime severo (Daniel a cinque) e scontò la sua pena in Mordovia nel campo di Pot' ma. Poi emigrò in Francia. Questa esperienza è diventata un romanzo, intitolato Buona notte!

Il racconto comincia con l' arresto dello scrittore, ma non ha uno svolgimento cronologico; procede con una serie di flash-back che ci riportano all' infanzia e all' adolescenza dell' autore e sconfina nel fantastico e nella farsa; passato e presente, immaginario e reale, vivi e morti si mescolano in un universo romanzesco in perpetua ebollizione. Andrej Sinjavskij barba candida, occhi strabici, celesti e dolcissimi è un uomo dall' aspetto mite. La terribile esperienza del campo di concentramento non lo ha indurito, non è riuscita a soffocare il suo amore per l' umanità né il suo straordinario senso dell' umorismo. Buona notte! è già uscito in tre lingue: in russo nelle edizioni Synthaxis, in francese e in tedesco; dopo l' edizione italiana, ci sarà quella americana. L' edizione russa porta il nome di Abram Terz; in quelle straniere compare anche il nome di Andrej Sinjavskij. Sono gli editori che me lo hanno imposto, dice lo scrittore, poiché per via del mio processo sono purtroppo diventato più celebre in Occidente come Sinjavskij. Ma luisi identifica con il suo doppio tenebroso, appunto quella canaglia di Abram Terz. Questo turbolento Abram Terz è stato il responsabile di tutte le sue disgrazie. Finché era vissuto a Mosca, Sinjavskij non si era mai immischiato con la politica: l' arte e la letteratura gli bastava

Recensione di Elena Guicciardi tratta da larepubblica

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