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Viaggio nella vertigine

Evgenija S. Ginzburg
Mondadori, Milano, 1967, 1979 (2 voll.)

Evgenija Ginzburg nasce a Mosca nel 1904; comunista esemplare caduta in disgrazia sotto Stalin, vive l’esperienza dei lager sovietici, attorno a cui ruotano le sue memorie trasferite nella scrittura. È tra i pionieri della letteratura del GULag: il suo romanzo è uno fra i testi più letti della letteratura clandestina sovietica, tanto che il manoscritto, alla fine degli anni ’60, arrivò sino in Occidente, dove ebbe grande successo. Dalle pagine del libro emerge il complesso, e a tratti contraddittorio, percorso di una donna che attraverso il dolore e la lotta per la sopravvivenza si libera dall’ideologia per aprire gli occhi su un’amara realtà. 
Quando nel 1961 il XXII congresso del partito lancia la destalinizzazione la Ginzburg, che ha terminato le 400 pagine della prima stesura del romanzo, si trasferisce a Mosca con la speranza di vederlo pubblicato. Quando si mette all’opera per rivedere la bozza (passata nel frattempo da un nascondiglio all’altro) le appare sempre più chiaro il pericolo che la censura del partito le imponga il silenzio. Scatta allora in lei una sorta di meccanismo autocensurante, che la spinge a cercare formulazioni più sfumate e a modificare parti del vecchio lavoro. Alla fine propone il manoscritto alla redazione di Junost’ e alla rivista Novyj mir ma, nonostante le revisioni apportate, la stampa ufficiale non lo pubblica: gli effetti del XXII congresso in campo letterario non erano durati a lungo e il tema del GULag era tornato a essere tabù. Quello che poterono fare al Junost’ fu di inviare il manoscritto all’istituto Marx-Engels-Lenin, dove venne archiviato. Nonostante tutto, l’opera della Ginzburg inizia a diffondersi nel samizdat e appena giunge nelle redazioni batte i record di tiratura della letteratura clandestina. 
Nel 1967 il primo volume di Viaggio nella vertigine viene pubblicato, con grande meraviglia dell’autrice, a Milano da Mondadori: il manoscritto aveva oltrepassato i confini dell’URSS dopo essere stato registrato su nastro all’insaputa della Ginzburg. Presto il libro uscì poi anche a Londra, Monaco, Parigi, New York e Stoccolma e alcuni capitoli vennero letti alla BBC. La prima stesura del romanzo invece venne bruciata dalla stessa autrice. 
Il secondo volume venne pubblicato in Italia da Mondadori solo nel 1979, mentre nel 1990, tredici anni dopo la scomparsa dell’autrice, Viaggio nella vertigine potè uscire anche in URSS, quando ormai era già conosciuto dalla maggior parte del pubblico, che già aveva assistito alla riduzione teatrale, messa in scena nel 1989.

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